RHODlOLA ROSEA (1a parte)

Tratto da:

"New Secrets of Effective Natural Stress And Weight Management

Using Rhodiola rosea and Rhododendron causasicum"

©1999

Dr. Zakir Ramazanov e Dr. Maria del Mar Bernal Suarez.

Traduzione di Marco Turazza.

 INDICE

 Prima Parte

 Seconda Parte

 Terza Parte

STORIA

La Rhodiola rosea, anche conosciuta come "golden root" (radice dorata) è un membro della famiglia delle piante Crassulacee, indigena delle regioni polari artiche della Siberia orientale.

Cresce ad altitudini di 3.000 - 5.000 metri sul livello del mare e raggiunge un’altezza di quasi 75 cm.

I suoi fiori gialli profumano di rosa, da cui il nome "rosea".

Nonostante la Rhodiola rosea sia una delle piante medicinali più affascinanti del mondo, è stata quasi sconosciuta fino a non molto tempo fa. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che, nonostante i suoi straordinari benefici medicinali, l’intensiva ricerca condotta sull’estratto standardizzato è stata considerata un segreto militare Sovietico.

L’uso della Rhodiola ha una storia leggendaria per il miglioramento della salute e della longevità, la quale è stata tramandata di generazione in generazione. In Siberia ed in Georgia si dice che le persone che bevono regolarmente tè di Rhodiola vivranno per più di un secolo. Nella leggendaria medicina popolare siberiana, le radici di Rhodiola rosea sono usate per aumentare la resistenza fisica, per prevenire i malori dovuti alle alte quote e per diminuire depressione e fatica.

Gli imperatori cinesi utilizzavano il "golden root" per curare un’ampia varietà di malattie diverse. Per molti secoli inviavano spedizioni nella Siberia orientale con il compito di trovare gli alti e selvaggi luoghi dove cresceva il "golden root".

La Rhodiola fu illegalmente esportata dalla Russia in molti paesi ed i metodi di preparazione di questa pianta furono segretamente tramandati di generazione in generazione.

La Rhodiola rosea è una delle erbe medicinali più popolari in Asia. In tali Paesi, il tè di Rhodiola fu considerato uno dei migliori trattamenti contro raffreddori ed influenze durante il lungo e freddo inverno asiatico. I medici mongoli prescrivevano l’estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro. Nel 1931 il botanico e nutrizionista Dr. L. Utkin, scoprì che la Rhodiola rosea aumentava la potenza sessuale. Le sue ricerche coincidevano con le tradizioni popolari siberiane, che volevano tale pianta somministrata alle coppie prima del matrimonio, per favorire la nascita di bambini sani.

Nel 1947 lo scienziato russo Prof Lasarev, dalla Far-East Academy of Sciences (USSR) a Vladivostock, riportò che estratti di alcune piante indigene della Siberia aiutavano ad aumentare in modo naturale la resistenza del corpo umano a diversi stress ambientali.

Nel 1958 l’emergente scienziato sovietico Dr. Brekhman introdusse l’importante concetto di "adattogeno". I componenti di tale categoria sono in grado di migliorare la resistenza dell’uomo a disordini legati agli stress ed aumentare in generale la capacità di adattamento.

In quel tempo la maggior parte delle ricerche sugli adattogeni erano dirette allo studio dell’ Eleuterococco (Siberian Ginseng). Un piccolo gruppo scientifico del Centro Siberiano della Accademia Sovietica delle Scienze, decise tuttavia di indirizzare le proprie ricerche verso un’altra pianta siberiana: la Rhodiola rosea.

Nel 1961 alcuni scienziati dell’ Università dello Stato di Tomsk trovarono sui Monti Siberiani delle zone in cui la Rhodiola cresceva abbondante allo stato selvatico, tra 1.500 e 2.700 metri di altezza.

Questa risorsa permise una maggiore disponibilità della pianta per ulteriori ricerche. Nei primi anni ’60, dopo molti anni di ricerche, le informazioni sugli straordinari benefici della Rhodiola rosea furono resi pubblici.

La Rhodiola rosea è molto più che un altro adattogeno dalla Siberia, come l’Eleuterococco, l’Aralia o la Schizandra. Gli estratti di Rhodiola rosea possiedono una straordinaria combinazione di effetti benefici che sono specifici solo di questa pianta, senza effetti collaterali.

I risultati della moderna ricerca intensiva hanno dimostrato che la lunga tradizione di quasi riverenza verso questa straordinaria specie botanica, è scientificamente giustificata.

Studi farmacologici effettuati utilizzando estratti standardizzati di Rhodiola rosea hanno provato essere un potente anti-stress. Parecchi studi clinici con gruppi di controllo placebo ed in doppio cieco hanno dato prove evidenti che la Rhodiola rosea possiede alti livelli di attività terapeutica, senza alcun rilevabile livello di tossicità o effetti collaterali. Essa migliora la forma fisica ed aumenta la resistenza del corpo verso molte malattie, stati di stress fisico e depressione.

Nel 1969 il Ministero della Sanità Russo autorizzò la produzione industriale e l’uso medicinale degli estratti di Rhodiola rosea. Questo dopo aver avuto risultati positivi da oltre trenta anni di sperimentazioni cliniche. La preparazione fu autorizzata per utilizzo medico e registrata con il nome di "Estratto di Rhodiola" per ordine del Ministero della Sanità Russo Nr. 933 del 13 Ottobre 1975.

BENEFICI UNICI DELLA SPECIE RHODIOLA ROSEA

Il Genere Rhodiola conta più di 200 specie in natura, sebbene la Rhodiola rosea è provata essere la più attiva nel trattamento della depressione, stress e nel controllo del peso, inclusa la sua attività unica di attivazione della lipasi adiposa. Tali benefici non sono stati trovati in nessuna altra specie dello stesso Genere.

Le intensive ricerche sovietiche hanno chiaramente stabilito che la composizione chimica e l’attività farmacologica di tutte le piante è un fenomeno fortemente specie dipendente. La composizione chimica e la potenza della stessa pianta è soggetta a significative variazioni stagionali. La stessa pianta raccolta in due differenti stadi di maturazione avrà diverse composizioni chimiche e conseguentemente diverse proprietà fitomedicinali.

I più importanti componenti trovati nella Rhodiola rosea, scientificamente e clinicamente molto attivi sono Rosavina, Rosina, Rosarina e Salidroside.

Le altre specie contengono solamente Salidroside. La Rhodiola rosea è quella che presenta la maggiore attività biologica, per la presenza della Rosavina, standardizzata allo 0.6-1.0% nella Farmacopea Russa.

La presenza di Salidroside è stata ampiamente riportata in molte altre piante, come Salice bianco (Salix), Rododendro Caucasico, Mirtillo, Kalmia, olive, etc.

[...]

RHODIOLA ROSEA E CONTROLLO DEL PESO CORPOREO

Mentre gli estratti di foglie primaverili di Rododendro caucasico aiutano a bloccare l’assorbimento di grassi in eccesso, la Rhodiola rosea aiuta ad eliminare i grassi in eccesso già assorbiti ed immagazzinati nel corpo.

La maggior parte dei grassi (lipidi) assunti con la dieta si trova nella forma di Trigliceridi, grassi destinati all’accumulo. I Trigliceridi sono acidi grassi esterificati con glicerolo. La riduzione dei grassi alimentari in acidi grassi liberi rappresenta un momento critico nel metabolismo lipidico, perché i Trigliceridi non vengono assorbiti.

I grassi assunti con la dieta devono essere demoliti in acidi grassi liberi per poter essere utilizzati. L’enzima chiave deputato a tale demolizione è chiamato lipasi pancreatica. Esso rompe le molecole dei grassi contenute nei cibi in acidi grassi liberi. Questi ultimi attraversano le membrane intestinali e vengono assorbiti. In assenza dell’enzima lipasi o in caso di blocco della sua attività enzimatica, i grassi alimentari non vengono assorbiti e conseguentemente vengono eliminati con le feci.

Il bloccare l’attività della lipasi risulta quindi essere un utile strumento per ridurre l’assorbimento dei grassi. La lipasi controlla la digestione dei grassi assunti con la dieta, il loro trasporto in vari tessuti e il loro accumulo all’interno delle cellule. Nell’uomo le lipasi sono state trovate nel tratto gastrointestinale, limitatamente alla superficie epiteliale intestinale, e all’interno delle cellule adipose.

Dopo l’assorbimento, gli acidi grassi vengono distribuiti attraverso il sangue. Alcuni di essi vengono catabolizzati a livello dei mitocondri cellulari per produrre energia. La rimanente porzione non utilizzata si accumula in depositi di grasso, rappresentati da un particolare tessuto denominato tessuto adiposo, la cui principale funzione è quella di immagazzinare i grassi e liberare gli acidi grassi quando ve ne sia bisogno.

Il tessuto adiposo è una forma di accumulo energetico molto efficiente. Un adulto con 15 Kg di grasso corporeo ha più di 110.000 Cal di "carburante" immagazzinato, il quale potrebbe erogare 2.000 Cal al giorno per due mesi!

Il grasso immagazzinato può essere osservato semplicemente guardandoci allo specchio. La quantità di grasso accumulato nel nostro corpo dipende da quanto ne assumiamo con la dieta e da quanto viceversa ne bruciamo per produrre energia.

Il risultato è che mentre da un alto è molto facile aumentare di peso, dall’altro è molto difficile perderne.

RHODIOLA ROSEA, CHIAVE VITALE NELLA RIDUZIONE DELL’ACCUMULO DI GRASSO

Il grasso accumulato nel tessuto adiposo è difficilmente riducibile.

Esso è mobilitato dall’azione dell’enzima lipasi. Questa lipasi è un tipo speciale di enzima, diverso dalla lipasi pancreatica presente nell’intestino. È conosciuto come lipasi ormono-sensibile.

La lipasi ormono-sensibile regola con specificità il grasso accumulato nel tessuto adiposo. Per molti anni i ricercatori hanno cercato sostanze naturali che potessero attivare specificatamente la lipasi ormono-sensibile.

Questa particolare ed importante proprietà è stata scoperta nella Rhodiola rosea.

Più di un trentennio di ricerche condotte in Occidente, hanno dato evidenze incontestabili che la somministrazione di Rhodiola rosea, sia a volontari in perfetta salute, sia a pazienti obesi, provoca l’attivazione specifica della lipasi ormono-sensibile e la conseguente mobilitazione di acidi grassi dal tessuto adiposo.

Ricercatori bulgari dimostrarono che la Rhodiola rosea stimola la biosintesi degli ormoni epinefrina, norepinefrina e adrenocorticotropo. Questi tre ormoni attivano l’adenilato-ciclasi a livello di cellule adipose. L’aumentato livello di adenilato-ciclasi, a sua volta, attiva la lipasi ormono-sensibile che gioca un ruolo primario nel catabolismo dei lipidi immagazzinati nel tessuto adiposo.

Gli acidi grassi rilasciati nel sangue alla fine vengono utilizzati dai mitocondri cellulari per produrre energia. Una volta che gli acidi grassi sono liberati dal tessuto adiposo devono essere utilizzati al più presto facendo, ad esempio, un po’ di esercizio fisico.

La Rhodiola rosea aiuta il rilasciamento dell’eccesso di grasso dal tessuto adiposo, rendendo nel contempo disponibili gli acidi grassi per l’utilizzo immediato. A questo punto basta fare un po’ di esercizio per bruciare i detti acidi grassi rilasciati ed il gioco è fatto.

PROVE CLINICHE DEL SUCCESSO DELLA RHODIOLA NEL CONTROLLO DEL PESO CORPOREO

Studi clinici sovietici hanno esaminato il rilascio di acidi grassi in conseguenza della somministrazione di Rhodiola rosea. Il rilascio di acidi grassi è stato misurato a riposo e dopo un’ora di esercizio fisico (bicicletta) su un gruppo di 121 volontari sani (23-65 anni di età). La Rhodiola rosea ha provocato un aumento degli acidi grassi nel sangue in tutte le condizioni fisiologiche testate. Il livello di acidi grassi al tempo zero (espresso come 100%) corrisponde al livello base di acidi grassi:

Acidi grassi totali (percentuale)

Tempo zero

Dopo 60 min. a riposo

Gruppo di controllo

100%

102% ± 1.3

Somministrazione Rhodiola r.

100%

109% ± 2.1

Evidentemente la Rhodiola rosea è in grado di mobilitare gli acidi grassi dal tessuto adiposo anche in normali condizioni fisiche. L’effetto è molto più evidente sul gruppo che ha effettuato il test sotto esercizio fisico.

Acidi grassi totali (percentuale)

Tempo zero

Dopo 60 min. di esercizio

Gruppo di controllo

100%

119% ± 1.2

Somministrazione Rhodiola r.

100%

172% ± 2.7

L’aumento del 44% del secondo caso rispetto al 6% del primo, dà chiara evidenza che la combinazione di esercizio e Rhodiola rosea è un potente strumento di attivazione della lipasi, con conseguente catabolismo dei grassi di accumulo.

Lo stesso studio clinico ha rivelato che la presenza di Rosavina (presente solo nella Rhodiola rosea) è stata la responsabile della attivazione lipasica, infatti altre specie di Rhodiola non contenenti Rosavina non hanno dimostrato lo stesso effetto. Questa scoperta indica chiaramente che la presenza di Rosavina nell’estratto è un fattore critico nell’attivazione lipasica e quindi nella mobilitazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo.

In un altro studio clinico, i pazienti sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo (133 individui) furono somministrati 200 mg di estratto di Rhodiola rosea ed al secondo gruppo (137 individui) solo un placebo. Dopo trenta minuti di normale cammino sono stati prelevati dei campioni di sangue.

Acidi grassi totali (percentuale)

Tempo zero

Dopo 30 min. di cammino

Gruppo di controllo (placebo)

100%

104% ± 1.1

Somministrazione Rhodiola r.

100%

122% ± 1.2

Ancora una volta, come già evidenziato nei precedenti studi clinici, si è determinato un significativo aumento degli acidi grassi (17%) circolanti dopo la somministrazione di 200 mg di estratto. La differenza di contenuto in acidi grassi indica che il gruppo trattato con Rhodiola ha smaltito molto meglio rispetto al gruppo di controllo. E’ chiaro che la somministrazione di Rhodiola rosea stimola la mobilitazione di acidi grassi dal tessuto adiposo aumentando significativamente la funzione energetica metabolica sotto, qualsiasi forma fisica.

L’effetto di Rhodiola rosea sulla riduzione del peso corporeo e sul metabolismo lipidico è stato studiato presso il Georgian State Hospital.

Sono stati somministrati 300 mg di estratto di Rhodiola rosea sotto forma di tre tavolette prima di ogni pasto. Sessanta minuti dopo il pasto è stato chiesto a tutti i pazienti (sia del gruppo trattato che di quello placebo) di camminare per 30-40 minuti. In altri casi i soggetti sottoposti al test sono stati istruiti di mangiare normalmente, evitando solo cibi tipo pizza, patate fritte e dolci.

Il numero totale dei soggetti obesi era di 70 uomini e 60 donne, con età comprese tra i 29 ed i 60 anni (età media 42.2). A tutti sono stati somministrati 300 mg di estratto per 90 giorni. Un gruppo di controllo di 143 pazienti obesi ricevette la stessa dieta, priva di Rhodiola rosea. Il preso medio era di 79.50 Kg all’inizio del test e si ridusse a 70.20 alla fine. Alla fine del test nel gruppo di sperimentazione vi fu una riduzione di peso di 9 Kg in media, pari all’11%. La percentuale media di grassi all’inizio era pari al 31.07% ed alla fine del test diminuì fino al 25.14%. E’ evidente che la maggior parte della diminuzione del peso era dovuta alla diminuzione dei grassi di accumulo.

La somministrazione di Rhodiola rosea, combinata con moderato esercizio fisico, ha migliorato la diminuzione del peso nel 92% dei casi. Vi fu inoltre un miglioramento dell’umore dei pazienti, una diminuzione delle turbe del sonno e un miglioramento della salute generale.

E’ interessante notare che anche il gruppo placebo ha dimostrato una moderata riduzione del peso corporeo da 78.8 Kg a 75 (-4%).

Attraverso gli anni, molti ricercatori hanno studiato la capacità della Rhodiola di aumentare le prestazioni fisiche. Molti hanno dimostrato gli effetti anabolici della Rhodiola, inclusa la capacità di aumentare le masse muscolari corporee, migliorando il rapporto muscolatura/grasso, ed aumentando i livelli di emoglobina ed eritrociti. Anche la quantità di proteine muscolari e di acido glutammico aumentano in seguito alla somministrazione di Rhodiola.

Tutti i detti fattori indicano che la Rhodiola promuove l’anabolismo del tessuto muscolare.

RHODIOLA ROSEA PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI FISICHE ED INCREMENTARE LO STATO ENERGETICO

La maggior parte delle persone che seguono un programma di riduzione del grasso corporeo può essere impegnata in intensi esercizi fisici. Secondo il ricercatore russo Yakovlev, il modo migliore per incrementare lo stato energetico dell’organismo è l’allenamento quotidiano. In molti casi le persone che perdono peso mediante un intenso esercizio fisico possono essere soggetti ad un estremo senso di fatica e ad un successivo recupero molto lento. Ciò può essere attribuito alla diminuzione delle riserve di ATP.

L’esercizio quotidiano fa aumentare il consumo di energia e conseguentemente l’organismo viene forzato a produrre maggiori quantità di molecole cariche di energia, cioè di Adenosin-trifosfato (ATP) e Creatina fosfato, che rappresentano le due più importanti sorgenti di energia negli organismi viventi.

L’ ATP è generata dalla ossidazione di carboidrati, grassi e proteine. Essa è un composto fosfato ad alta energia ed agisce come donatore di energia libera immediata. Il turnover dell’ATP è estremamente rapido: ogni molecola viene consumata nell’arco di qualche minuto dopo la sua formazione. Secondo il Prof. Albert Lehninger della Johns Hopkins University School of Medicine, un organismo umano a riposo consuma una quantità di energia pari a circa 40 Kg di ATP in 24 ore. Nel corso di un intenso sforzo muscolare, l’energia utilizzata può arrivare ad essere pari a 500 gr di ATP al minuto. La biosintesi dell’ATP può avvenire solamente se essa viene continuamente rigenerata dal suo precursore, l’Adenosin-difosfato (ADP).

La Creatina fosfato è una molecola fosforata che accumula energia, la quale può essere efficientemente trasferita all’ADP e alla fine accumulata come ATP. Alti livelli di Creatina fosfato mantengono quindi alti livelli di ATP durante intensi sforzi muscolari.

Normalmente il glucosio è metabolizzato nei mitocondri cellulari per produrre energia. Gli appassionati di sport e fitness, considerano i carboidrati la migliore fonte di energia, anche se in realtà essi rappresentano una fonte piuttosto povera. Il glucosio è considerato una fonte di energia semplice e veloce.

Gli acidi grassi rappresentano la più ricca fonte di energia, di gran lunga migliore rispetto a quella prodotta dai carboidrati. Gli acidi grassi sono attivati dalla L-Carnitina prima della loro introduzione nelle cellule, dove questi composti ricchi di energia vengono metabolizzati. L’energia liberata viene alla fine utilizzata per la produzione di ATP e Creatina fosfato.

Gli acidi grassi giocano un ruolo più importante, rispetto al glucosio, nel soddisfare la domanda di energia che si ha durante un esercizio fisico di lunga durata.

E’ stato dimostrato che la Rhodiola rosea è in grado di far significativamente aumentare i livelli muscolari di ATP e Creatina fosfato incrementando i livelli di acidi grassi nel sangue. Questo può in parte spiegare perché la Rhodiola è in grado di migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza alla fatica, accelerando anche il seguente recupero dalla fatica.

Analisi fatte sulla concentrazione di ATP nel tessuto muscolare indicano che la somministrazione di estratti di Rhodiola rosea stimolano la sintesi di ATP e di Creatina fosfato ed aumentano lo stato energetico.

Non solo, ma negli stessi studi si notò un miglioramento della vista e della coordinazione motoria.

ATP, rncM/g tessuto

Controllo

Rhodiola

Tempo zero

4.78 ± 0.14

4.52 ± 0.19

Nuoto per 30 minuti

3.71 ± 0.11

4.25 ± 0.22

Creatina fosfato, mcM/g tessuto

Controllo

Rhodiola

Tempo zero

1.73 ± 0.07

1.61 ± 0.04

Nuoto per 30 minuti

1.00 ± 0.14

1.73 ± 0.09



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