RHODlOLA ROSEA (2a parte)

RHODIOLA - IL MIGLIORE DEGLI ADATTOGENI

Gli adattogeni forniscono le basi per costruire una riserva di energia da utilizzare quando il corpo ne ha più bisogno: estremo sforzo fisico e recupero dalla fatica. Volontari a cui erano stati somministrati estratti adattogeni, dimostravano rapidamente un aumento dell’energia e della resistenza fisica.

Dati ricavati da un esperimento effettuato su atleti maschi in piena salute, indicano che la somministrazione di adattogeni indussero un incremento della resistenza al lavoro pari al 64%, con riduzione dei livelli di acido lattico e della pressione arteriosa.

Attraverso un gran numero di esperimenti condotti su nuotatori, sciatori ed altri atleti, gli scienziati di ogni parte del mondo hanno credibilmente dimostrato il valore degli adattogeni nell’aumentare la resistenza e nell’accorciare il tempo di recupero dalla stanchezza fisica.

Non fu notato alcun effetto collaterale in nessuno dei menzionati studi. Non furono inoltre notati effetti negativi sulla funzionalità corticale, ne sulle ghiandole endocrine.

Uno studio effettuato su persone che eseguivano un lavoro fisico piuttosto pesante, rivelò che quando fu somministrata la Rhodiola, tutti i soggetti testati mostrarono un miglioramento generale dello stato fisico e mentale. Ci fu anche un miglioramento di tutti gli indicatori della funzionalità sistemica (polso, pressione arteriosa, robustezza muscolare, resistenza della mano ad una tensione costante, coordinazione dei movimenti), e ci fu una riduzione della durata del periodo di riposo.

Sulla base dei dati ottenuti, si concluse che l’estratto di Rhodiola è in grado di incrementare la capacità nel lavoro fisico, di diminuire la fatica e di migliorare lo stato generale, fisico e mentale dei soggetti testati.

Per capire meglio l’importante effetto sulle prestazioni fisiche, l’estratto di Rhodiola fu utilizzato da vari atleti in condizioni sperimentali. Durante gli esperimenti effettuati con 112 atleti, l’89% di quelli a cui era stato somministrato l’estratto di Rhodiola, mostrarono un più veloce recupero dalla fatica, una minore apatia dopo il lavoro fisico ed un miglioramento delle prestazioni in sport come: atletica leggera, nuoto, pattinaggio su pista e gare di sci.

La velocità e la resistenza degli atleti erano significativamente migliorate, rispetto al gruppo di controllo al quale era stato somministrato un placebo.

I ricercatori rivelarono inoltre che degli atleti che usavano la Rhodiola, il 69% mostrò un più rapido adattamento alle condizioni climatiche e sociali e l’86% un aumentato appetito. Alla fine dell’esperimento, i soggetti ai quali era stata somministrata la Rhodiola mostrarono un miglioramento dei parametri funzionali: polso, pressione arteriosa, capacità polmonare, robustezza muscolare, resistenza della mano ad una tensione statica, coordinazione dei movimenti, riduzione del periodo di stanchezza, nonché dei tempi di normalizzazione del battito cardiaco e della pressione arteriosa.

Ad esempio, dopo 10 minuti di riposo, il polso era di 67 battiti al minuto per i soggetti che avevano assunto la Rhodiola, mentre nei soggetti del gruppo di controllo era sceso solo ad 86.

Esaminando i cambiamenti della pressione arteriosa durante il periodo di riposo, si confermò che la Rhodiola promosse una migliore risposta del sistema circolatorio all’intenso carico fisico. Non furono osservati effetti collaterali come palpitazioni, disturbi del sonno, perdita di appetito, etc.

Questo studio confermò anche l’aspetto positivo della Rhodiola rosea nel periodo di recupero dalla fatica, compresa una più rapida normalizzazione dei tassi di acido lattico ed urico. Dopo aver assunto l’estratto di Rhodiola, il 69% dei soggetti mostrarono (come già accennato) un più rapido adattamento alle condizioni sociali e climatiche, l’86% un aumentato appetito e il 78% registrò un migliorato adattamento a sforzi fisici intensi.

Fu inoltre condotto un esperimento confrontando l’uso della Rhodiola con quello degli steroidi anabolizzanti. L’effetto della Rhodiola fu comparabile a quello degli steroidi anabolizzanti, senza gli effetti negativi che questi comportano che li rendono pericolosi se assunti per lunghi periodi.

Non si verificò infatti, con l’uso di Rhodiola, alcun indesiderato effetto androgeno, tipico degli steroidi anabolizzanti.

Sulla base dei vari studi eseguiti dai ricercatori Russi, gli allenatori sportivi hanno spesso consigliato la Rhodiola a molti atleti per migliorare la loro velocità e resistenza, nonché per aumentare il tono muscolare.

Molti studi di laboratorio hanno mostrato gli effetti anabolici della Rhodiola, compresa la capacità di far aumentare il peso corporeo, migliorando il rapporto tra muscolatura e grasso ed incrementando i livelli di emoglobina ed eritrociti. E’ stato anche mostrato un aumento della quantità totale di proteine plasmatiche ed una riduzione dell’accumulo di acido urico. Ciò sembra essere dovuto al fatto che, sotto l’azione di questa erba, l’anabolismo muscolare supera in quantità il suo catabolismo, con conseguente maggiore resistenza e migliori prestazioni.

Fu condotto uno studio somministrando una preparazione, comprendente Rhodiola, a qualificati atleti di biathlon, specialità sportiva in cui il concorrente deve sciare per 12 miglia con un fucile sulle spalle, e a tappe stabilite deve sparare ad un bersaglio. Una parte dei soggetti (42 individui di 20-25 anni di età) prese la preparazione contenente 100 mg di estratto di Rhodiola e 2 ml di estratto di Eleuterococco, mentre l’altra parte prese una dose simile di soluzione placebo, 30-60 minuti prima della gara.

La Rhodiola e l’Eleuterococco influenzarono positivamente sia il lavoro fisico, che la velocità di ripresa dalla fatica, (ritorno alla normalità di polso e pressione arteriosa).

Il ritmo del battito cardiaco rappresenta un valido elemento per monitorare la ripresa dalla fatica, e quindi può essere usato come indicatore di adattamento. Trenta minuti dopo la fine della gara, furono misurate le frequenze cardiache di entrambi i gruppi di sportivi. Nel gruppo di controllo la frequenza era il 128.7% rispetto a quella di base a riposo; nel gruppo trattato con Rhodiola era il 104-106%, cioè migliore del 25% rispetto al gruppo di controllo.

Gli atleti ai quali era stata somministrata la Rhodiola ebbero migliori risultati sulla distanza ed un significativo maggior numero di bersagli centrati con il fucile. Le braccia di questi atleti si presentavano ferme, con una minore quantità di tremori. Ciò fu attribuito al fatto che gli atleti trattati erano meno stanchi e presentavano una migliore coordinazione dei movimenti, dopo aver faticato per coprire la distanza tra una tappa e l’altra.

Formula giornaliera per migliorare le prestazioni

Rhodiola rosea (estratto) 100mg.

Eleuterococco (estratto) 30mg.

Schizandra (estratto 50mg.

L-carnitina 300mg.

Creatina 500mg.

Formula energizzante per il controllo del peso

La seguente formula è vivamente raccomandata per risultati a lungo termine. Prendere 1 capsula 3 volte al giorno.

Rhodiola rosea (estratto) 100mg.

Rododendro estratto) 150mg.

Alga marrone (estratto) 400mg.

LO STRESS

Gli effetti degli eccessi di stress nella vita moderna, possono portare a stati depressivi occasionali o addirittura cronici. Molti meccanismi fisiologici possono spiegare le cause della depressione. La depressione è dovuta ad una complessa interazione di processi fisiologici e psicologici che alla fine culminano con tristezza, indifferenza all’ambiente circostante ed irritabilità. I normali tracciati registrabili durante il sonno vengono alterati, l’appetito e il peso corporeo possono variare in modo considerevole.

I soggetti colpiti si sentono spesso stanchi e trovano difficoltà nel pensare e nel concentrarsi. Spesso queste persone provano vergogna o si sentono colpevoli ed un ricorrente pensiero della morte può occupare le loro menti.

Il 15% circa della popolazione soffre di gravi sintomi depressivi, e l’incidenza aumenta con l’età. Indipendentemente dall’età, la depressione affligge le donne per il doppio dei casi, rispetto agli uomini.

Circa l’80% di tutte le malattie può in un modo o nell’altro trovare come causa o concausa lo stress.

A differenza dei batteri, dei virus e perfino dei tumori, verso i quali il nostro sistema immunitario può contrattaccare, lo stress sopprime l’immunità e distrugge la nostra resistenza verso altre forme di attacchi. Lo stress uccide sopprimendo le resistenze immunitarie e permettendo il fiorire di altre malattie opportuniste e degenerative.

Uno studio condotto nel 1991 e pubblicato in "Psychological Science", mostrò che alcuni dei più deleteri effetti dello stress sono rilevabili solo in persone ipersensibili allo stress. Ognuno risente dello stress, ma la chiave per resistergli è imparare a non iper-reagire, sia mentalmente che fisicamente.

Molti studi hanno dimostrato i dannosi effetti che lo stress provoca sull’immunità. Un altro studio trovò che gli studenti mostravano un rischio di contrarre la mononucleosi, molto più alto durante i periodi d’esame che non durante periodi meno stressanti. Bambini esposti ad alti livelli di stress, mostrarono un basso livello immunitario polmonare rispetto ad altri bambini non stressati.

In definitiva, quando siamo iper-stressati possiamo più facilmente contrarre infezioni da virus e batteri altrimenti opportunisti.

Per migliaia di anni, molti popoli in tutto il mondo hanno usato gli adattogeni (anche se il termine fu coniato solo nel 1947), per aiutare i loro organismi a convivere con lo stress. Le antiche culture riverivano le erbe adattogene per le loro proprietà anti-stress, ma probabilmente mai furono così importanti come ora.

La Rhodiola rosea è probabilmente l’adattogeno meno conosciuto in Occidente, ma forse il più efficace.

E’ stato mostrato che la Rhodiola è in grado di normalizzare il sistema immunitario ed i livelli di ormoni glucocorticoidi riportandoli ad un bilancio ottimale. Così, la Rhodiola può aiutare a prevenire, prima che accadano, gli effetti dannosi di un eccessivo o prolungato stato stressante.

Tutte le erbe adattogene possono aiutare a prevenire lo stress e quindi ad agire in modo protettivo sul sistema immunitario, ma la Rhodiola è la migliore.

L’effetto terapeutico della Rhodiola fu espresso in modo più chiaro sugli stati depressivi di origine psicogena e somatogenica. Ad esempio soggetti depressi dopo aver contratto l’influenza, ebbero una diminuzione dei livelli di energia, ed un aumento di sonnolenza durante il giorno. A seguito della somministrazione di Rhodiola vi fu un miglioramento a completare carichi di lavoro fisici ed intellettuali, fin dal 3°-4° giorno di terapia.

Il bersaglio principale della Rhodiola rosea è rappresentato dalle molecole responsabili dello stress, cioè i neurotrasmettitori. Questi sono: serotonina, dopamina, epinefrina e norepinefrina, come anche altre molecole attive a livello encefalico. Ogni neurotrasmettitore possiede delle particolarità peculiari.

La serotonina fu isolata per la prima volta nel 1948 e successivamente identificata nel SNC. E’ una delle molecole chimiche più attive dell’organismo, la cui attività è legata alla funzione encefalica. Quella sul cervello, comunque, è solo una piccola parte della vasta attività della serotonina. Questa molecola, pressoché ubiquitaria, partecipa a molti processi: contrazione muscolare, regolazione della temperatura, appetito, percezione del dolore, comportamento, pressione arteriosa e respirazione.

Nonostante la quantità di serotonina nel cervello sia relativamente modesta, se comparata a quella delle altre parti dell’organismo, la sua importanza sulla funzionalità encefalica non deve essere sottovalutata. La serotonina è chiaramente implicata nella causa di molti disordini, in special modo quelli del SNC: ansietà, depressione, sindrome ossessiva-convulsiva, schizofrenia, obesità, dolore, ipertensione, disordini vascolari, emicrania e nausea.

Le funzioni della serotonina sono numerose ed appaiono legate a: controllo dell’appetito, sonno, memoria e capacità di apprendimento, regolazione della temperatura, umore, comportamento (compreso il comportamento sessuale ed allucinogeno), funzionalità cardiovascolare, contrazione muscolare, regolazione endocrina e depressione. Grazie alla attività vasocostrittrice della serotonina, fu consigliata come possibile trattamento per l’emicrania, dovuta ad una dilatazione dei vasi cerebrali.

La serotonina non attraversa la barriera meningea, quindi la biosintesi serotoninica deve avvenire a livello encefalico, a carico di un aminoacido precursore, il triptofano. Il triptofano viene introdotto nell’organismo con la dieta e quindi attivamente trasportato nel cervello. Il triptofano viene idrossilato tramite l’azione dell’enzima trptofano-idrossilasi, per formare un intermedio, il 5-idrossi-triptofano (5-HTP). Quest’ultimo viene rapidamente convertito da un altro enzima in serotonina.

Fumo, alcol, erbicidi, pesticidi, nitriti e iodio influiscono negativamente sui livelli di serotonina.

Normalmente, le sostanze che hanno un’attività antidepressiva interferiscono sui livelli di neurotrasmettitori del cervello. Gli antidepressivi provocano un aumento dell’attività di tali mediatori sia inibendo la loro riconversione a livello di terminazioni nervose, sia antagonizzando i due enzimi responsabili del catabolismo di queste ammine, cioè gli inibitori della Monoamminoassidasi (MAO) e la Catecolmetiltransferasi (COMT). Gli inibitori delle MAO sono antidepressivi, efficienti nel trattamento della depressione atipica (sintomi vegetativi, ansietà, insonnia iniziale), panico, ansietà, disordini della personalità.

STUDI CLINICI

Studi clinici sulla Rhodiola rosea furono effettuati dalle più importanti università russe e accademie di medicina. Purtroppo i risultati di questi studi furono tenuti segreti per molti anni. Dopo più di 39 anni, finalmente ora abbiamo capito che la più importante ragione di questo "controllo" è data dalla sue straordinarie proprietà medicinali.

Come adattogeno, i ricercatori hanno concluso che la Rhodiola è molto più attiva di altri adattogeni come l’Eleuterococco, il Ginseng, la Schissandra e l’Aralia.

Un positivo effetto terapeutico della Rhodiola fu dimostrato su pazienti con pronunciato stato depressivo di varie origini. Furono osservati 128 individui, di età compresa tra i 17 ed i 55 anni. Dopo la somministrazione di un preparato a base di Rhodiola, fu notato nel 65% dei pazienti una sostanziale diminuzione o una totale scomparsa delle manifestazioni cliniche di depressione. Il miglioramento soggettivo delle condizioni dei pazienti fu confermato sia da un test psicologico, che dall’aumento della produttività lavorativa.

In un altro esperimento, pazienti sofferenti di esperienze paranoiche o di profonde alterazioni emozionali, presero 100 mg. di Rhodiola due volte al giorno per quattro mesi. I sintomi, compresa debolezza generale, aumentata fragilità, sonnolenza diurna e disturbi del sonno notturno, decrebbero o sparirono tutti insieme. Nella maggior parte dei pazienti sofferenti di profonde manifestazioni depressive si rilevò un notevole miglioramento. Essi divennero più sociali ed attivi, ed aumentarono i loro livelli motivazionali.

Questi studi clinici dimostrano che l’estratto di Rhodiola fa diminuire in maniera significativa o addirittura elimina la sintomatologia depressiva.

La depressione è la conseguenza di insufficienti livelli di serotonina, e gli scienziati hanno scoperto che la Rhodiola fa aumentare i livelli di tale ormone nel cervello. Inoltre i ricercatori hanno puntato sul fatto che la Rhodiola gioca un importante ruolo nei processi di biosintesi e conservazione della serotonina ed altri neurotrasmettitori. La capacità che ha la Rhodiola nell’aiutare l’organismo all’adattamento allo stress potrebbe giacere nella sua capacità di innalzare i livelli di serotonina.

La capacità della Rhodiola di agire positivamente sulla depressione ha portato gli scienziati russi ad usarla in combinazione con i convenzionali antidepressivi farmaceutici. L’attività generale dei pazienti e la produttività fisica ed intellettuale aumentarono durante il ricovero in ospedale, mentre gli effetti collaterali associati agli antidepressivi triciclici diminuirono.

La Rhodiola può quindi essere utilizzata come valido e sicuro prodotto in associazione alla terapia antidepressiva convenzionale.

In un altro studio si esaminò l’effetto di una preparazione di Rhodiola rosea su 53 soggetti sani e 412 pazienti affetti da nevrosi, depressione, distonia vascolare vegetativa, ipotonia e schizofrenia.

L’estratto di Rhodiola fu prescritto in dose di 100 mg al giorno, 15-30 minuti prima del pasto. La durata del trattamento variava da un individuo all’altro (da 10 giorni a 4 mesi).

Osservazioni successive dimostrarono in maniera ovvia il raggiungimento di un effetto terapeutico, risultante in remissione della profonda depressione, in pazienti con forme di schizofrenia periodica e paranoica. Questo si manifestò in una riduzione della pigrizia, allargamento della sfera degli interessi, aumento della produttività intellettuale e fisica.

Effetti terapeutici desiderati furono ottenuti anche da pazienti ai quali era stata prescritta una più alta dose di Rhodiola, che mostravano depressione, debolezza muscolare, apatia, sonnolenza, bassi livelli emozionali e alta pressione arteriosa. I sintomi si ridussero dopo la somministrazione di 100-150 mg 2 volte al dì di estratto di Rhodiola. I sintomi continuarono a recedere finché i ricercatori furono in grado di ridurre il dosaggio a 50 mg al giorno.

Ricerche condotte da V. Semko e V.N. Sudakov, suggerirono un’azione di successo della Rhodiola anche su pazienti con disturbi nervosi e mentali originati da cause esterne. L’effetto terapeutico maggiore fu osservato in lesioni post-traumatiche e vascolari del cervello. Su quelli testati, si ebbero i migliori risultati sui casi caratterizzati da medie manifestazioni psicopatiche ed altri disordini intellettuali, quando impegnati in occupazioni relative a lavori creativi.

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BENEFICI DELLA RHODIOLA ROSEA SU SOGGETTI SANI

Uno studio sugli effetti della Rhodiola effettuato su volontari di età compresa tra i 19 ed i 30 anni, dimostrò che l’estratto di Rhodiola, quando somministrato a soggetti sani, influenza il sistema cardiovascolare, la respirazione ed il tono muscolare in modi differenti. In presenza di polso accelerato, l’estratto di Rhodiola indusse una riduzione nel 53% dei soggetti, causò una insignificante accelerazione nel 20% e non ebbe alcun effetto nel 27% dei casi. La stessa preparazione indusse invece un’accelerazione nel 69% dei soggetti che avevano un basso ritmo del polso.

Gli estratti di Rhodiola rosea sono stati provati essere un valido agente terapeutico in individui apparentemente sani, ma che dimostravano una tendenza all’astenia e alla depressione durante il lavoro. L’astenia è un disturbo psicosomatico caratterizzato da affaticamento mentale e fisico, dispnea, vertigini, dolori al petto e palpitazioni. Ne risentono soggetti esposti a condizioni stressanti, specie se durante intensi sforzi mentali. L’astenia durante il lavoro provoca un maggior assenteismo ed una diminuzione delle prestazioni.

Per testare le proprietà anti-asteniche della Rhodiola, 27 studenti sani, medici e lavoratori in ambito scientifico, di età compresa tra i 19 ed i 46 anni, assunsero estratti di Rhodiola. Il dosaggio era di 100 mg mattina e pomeriggio per 2-3 settimane. In tutti i casi la Rhodiola prevenne fatti depressivi durante gli intensi sforzi mentali. In un esperimento condotto su 52 soggetti che esercitavano un lavoro fisico molto intenso, una preparazione contenente Rhodiola rosea somministrata prima del carico di lavoro, dimostrò un marcato miglioramento del loro stato generale e mentale. Tutti gli indicatori funzionali migliorarono: polso, pressione arteriosa, robustezza dei muscoli della schiena, resistenza della mano ad un carico costante, coordinazione dei movimenti.

Dopo il carico di lavoro, i soggetti evidenziarono un più rapido recupero dalla fatica.


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