RHODlOLA ROSEA (3a parte)

 BENEFICI SUPPLEMENTARI

Amenorrea

Ci sono due tipi di amenorrea, primaria e secondaria.

Nella amenorrea primaria, le mestruazioni non si sono mai verificate. Nella maggioranza dei casi, ciò è semplicemente dovuto al ritardato raggiungimento della pubertà. In alcuni casi, cause di amenorrea primaria si possono riscontrare in disordini a livello uterino, ovarico o della ghiandola pituitaria.

L’amenorrea secondaria si riferisce a donne che abbiano "saltato" tre o più cicli dopo l’inizio della loro regolare attività mestruale. La più comune causa di amenorrea secondaria è la gravidanza, ma anche stress emozionali, malattie varie, alcune medicazioni e l’uso di contraccettivi per via orale. Un eccessivo esercizio può provocare delle alterazioni del normale ciclo.

N. D. Gerasimova nel 1970 sperimentò l’uso di Rhodiola nel trattamento di pazienti sofferenti di amenorrea. Il test fu effettuato su 40 donne (14 tra i 19 ed i 25 anni di età, 20 dai 25 ai 35 anni di età e 6 oltre i 35 anni di età).

I soggetti lamentavano il disturbo da un tempo variabile tra 5 mesi e 5 anni, in alcuni casi anche da un tempo maggiore. Tutti i pazienti furono sottoposti ad un esame clinico generale e ad una visita ginecologica specialistica.

A tutte le pazienti fu prescritto un estratto di Rhodiola pari ad una dose di 200 mg al giorno (da suddividersi in due somministrazioni giornaliere) per due settimane.

Il trattamento fu ripetuto per due o tre volte nella maggior parte delle pazienti, in alcuni casi per più di quattro volte.

Risultati: le condizioni generali delle pazienti migliorarono in modo significativo. Il ciclo mestruale fu ripristinato in 25 dei soggetti che presentavano amenorrea secondaria di primo grado. Il segno pupillare, assente nella maggior parte dei soggetti prima del trattamento, riapparve all’ottavo-nono giorno di trattamento. La lunghezza dell’utero, che prima della prova si era ridotto in 25 casi, riacquistò la sua normale dimensione. Undici delle 25 donne guarite si ingravidarono.

Rhodiola rosea come afrodisiaco

La Rhodiola rosea è ritenuta da secoli un potente stimolante, e fu spesso usata in molte pozioni d’amore.

Il leggendario principe Ucraino Danila Galitsky (XIII secolo), che aveva una notevole fama di grande amatore, soleva dire che era tutto merito del "Golden root" (radice d’oro), antico nome popolare della Rhodiola rosea. La più gradita forma per l’utilizzo del "Golden root" era quella di una bevanda alcolica. Radici fresche venivano mescolate con alcol al 40% (come ad esempio la Vodka), in uguali proporzioni, ed il tutto veniva lasciato al buio per alcune settimane, in modo da permettere il processo di estrazione. Un cucchiaio da tè del risultante estratto, preso subito dopo i tre pasti principali, per due o tre settimane, era in grado di provocare un significativo aumento delle prestazioni, sia sull’uomo che sulla donna.

Le ricerche cliniche del Dr. Kodkin, hanno dimostrato l’effettiva funzionalità della Rhodiola nel trattamento di alcuni disturbi sessuali nell’uomo. Furono osservati trentacinque pazienti sofferenti di scarsa erezione o eiaculazione precoce (od entrambi). Il problema era presente da 1 a 20 anni, a seconda dei casi. Oltre alla disfunzione sessuale, la stragrande maggioranza dei pazienti presentavano irritabilità, turbe del sonno, eccessiva essudazione. Fu prescritto un estratto di Rhodiola con un dosaggio pari a 100-150 mg al giorno per tre mesi.

Risultati: dopo il trattamento si rilevò un sostanziale miglioramento della funzione sessuale in 26 pazienti. Fu inoltre notata una normalizzazione del liquido prostatico ed un aumento del contenuto di chetosteroidi nelle urine.

Intelletto e memoria

Non è ancora chiaramente spiegato l’esatto funzionamento della Rhodiola nell’influenzare positivamente i processi di apprendimento e la memoria. Secondo le teorie correnti, il processo della memorizzazione è controllato dalla interazione di vari neurotrasmettitori a livello cerebrale.

E’ ormai conosciuto il ruolo della trasmissione colinergica (neuroni attivati dalla serotonina) durante i processi di apprendimento e la successiva formazione di memoria.

Vi sono però altri importanti neurotrasmettitori, il cui ruolo può essere differente e dipendente dalla natura dell’apprendimento stesso. Ad esempio è stato verificato che alcuni animali, ai quali era stato diminuito il livello di serotonina, non mostravano alcun significativo cambiamento nella capacità di apprendere. Altri animali mostravano addirittura un migliorato stato apprenditivo. Alcuni ricercatori hanno trovato che una moderata diminuzione del neurotrasmettitore norepinefrina, determina un miglioramento dell’apprendimento e della memoria.

Studi successivi hanno mostrato che il salidroside (una delle sostanze attive presenti nella Rhodiola) provoca una moderata diminuzione dei livelli di norepinefrina e dopamina nel cervello. La Rhodiola è quindi in grado di modulare i livelli di norepinefrina, che gioca un ruolo chiave sulla risposta allo stress.

Risultati: preparazioni di Rhodiola sono state prescritte per stimolare il lavoro intellettuale. La Rhodiola rosea si è dimostrata valida contro le situazioni di scarsa energia e affaticamento, spesso provati durante il pomeriggio. E’ stato riscontrato, su modelli animali, che essa è in grado di attivare la produzione endogena di Creatina fosfato e di ATP nelle cellule del cervello.

Effetti degli estratti di Rhodiola rosea sull’ATP e Creatina fosfato (microM/g) a livello cerebrale.

Creatina fosfato                   ATP

                        Controllo         Rhodiola         Controllo          Rhodiola

Tempo zero 0,38 ± 0,01 0.35 ± 0,01 1,86 ± 0,07 1,83 ± 0,11

60 minuti        0,38 ± 0,01         0,40 ± 0,01 1,86 ± 0,03 1,95 ± 0,09

A causa della combinazione fra proprietà psicostimolanti ed adattogene, l’estratto di Rhodiola si è dimostrato un valido agente terapeutico nel trattamento di soggetti che tendevano a depressione dovuta ad un aumentato carico di lavoro intellettuale. Per prevenire la depressione, 27 individui di 19-46 anni di età (studenti, medici e lavoratori in ambito scientifico) in apparente stato di salute, assunsero l’estratto di Rhodiola per 2-3 settimane. Il dosaggio fu stabilito a 100 mg tre volte al giorno, iniziando la terapia preventiva parecchi giorni prima dell’intensificazione del lavoro intellettuale. Essa poi continuò per tutto il periodo di intenso lavoro.

Risultati: in tutti i casi, l’estratto di Rhodiola prevenne le reazioni asteniche che altrimenti si sarebbero verificate durante la prolungata e stressante attività intellettuale. Un altro studio fu condotto utilizzando un test basato sulla cosiddetta "tavola di Anfimov". La tavola di Anfimov offre la possibilità di ottenere risultati comparabili sulla qualità e quantità di lavoro prestato.

120 studenti tra i 20 ed i 28 anni di età furono sottoposti al test per due volte, una prima di assumere la preparazione di Rhodiola e l’altra un’ora dopo l’assunzione stessa. Al gruppo di controllo fu somministrata una soluzione simile all’apparenza, ma non contenente la Rhodiola.

Il test consisteva nel correggere alcune bozze.

Risultati: si dimostrò chiaramente la capacità della Rhodiola di innalzare le prestazioni intellettuali. Nel gruppo di controllo la quantità di simboli corretti subito prima e un’ora dopo la somministrazione del placebo fu insignificante, mentre la percentuale degli errori fatti aumentò. Nel gruppo trattato si ebbe invece un effetto di stimolazione della attività intellettuale: nell’86% dei soggetti il numero dei simboli corretti aumentò del 5-7%, mentre il numero degli errori fatti diminuì del 3-5%. La qualità del lavoro era dipendente dalla fatica che si accumulava durante lo svolgersi del test e la Rhodiola si dimostrò efficace nell’aumentare la resistenza a tale fatica.

Per testare la durata dell’effetto, i ricercatori osservarono il gruppo trattato anche due, tre, quattro, sei, otto e 24 ore dopo il trattamento.

Dopo un’ora il gruppo di controllo mostrò un aumento degli errori fatti pari al 13%. Alla quarta ora tale numero aumentò fino al 37%, alla sesta ora fino all’88% e all’ottava ora addirittura fino al 180%. Il gruppo trattato con Rhodiola si osservò una diminuzione del numero degli errori fatti pari al 56%, e questo effetto perdurò per circa quattro ore. Successivamente la percentuale degli errori fatti aumentò, ma in maniera inferiore rispetto al gruppo di controllo.

Formula e dosaggio giornaliero per le prestazioni intellettuali

Estratto di Rhodiola rosea 300mg.

Estratto di Ginkgo biloba 150mg.

Udito

Anche la capacità della Rhodiola di influenzare l’organo uditivo fu ampiamente studiata. La sperimentazione fu eseguita su 19 individui sani impiegati in un impianto di produzione di articoli elettromedicali e su 3 piloti sovietici.

Prima dell’esperimento in tutti i soggetti fu riscontrata una diminuita conduzione dei suoni sia a livello osseo che attraverso l’aria. Tali due tipi di conduzione si misurano per valutare la capacità uditiva tramite cuffie (aria) e tramite un vibratore appoggiato sull’osso mastoide dietro l’orecchio (ossea). Una conduzione minore corrisponde ad una diminuita funzione auditiva.

I soggetti testati assunsero 100 mg di estratto di Rhodiola due volte al giorno per due settimane. Durante tale periodo furono testate le capacità uditive per via aerea e via ossea.

Alla fine del periodo di sperimentazione tutti i 22 soggetti mostravano un aumento della conduttività sonora pari a 10-40 decibel.

Come la Rhodiola agisca nel migliorare la funzione uditiva è tuttora ignoto, ma sembra poter essere attribuita alla capacità della droga di innalzare i livelli encefalici di serotonina. Alcuni studi hanno dimostrato che la somministrazione intracerebrale di serotonina provoca un sostanziale aumento della reattività del cervello alla stimolazione sensoriale.

Nel 1966, V.F. Oleynichenko investigò la capacità che la Rhodiola e l’Eleuterococco hanno nell’influenzare gli organi dell’udito. L’esperimento fu eseguito su 6 piloti e 37 individui che lavoravano in un ambiente molto rumoroso (100-180 decibel). Fu testata la sensibilità ad una parlata sussurrata e normale.

Furono quindi prescritti 100 mg di estratto di Rhodiola e 100 mg di estratto di Eleuterococco, da assumere due volte al giorno per 2-3 settimane. 19 lavoratori e 3 piloti assunsero la Rhodiola, mentre gli altri 18 lavoratori e 3 piloti assunsero l’Eleuterococco.

Risultati: in tutti i soggetti, prima del test, si riscontrò una diminuita capacità conduttiva dei suoni, sia aerea che ossea, variabile da individuo a individuo. In particolare, in 15 persone si rilevò una totale assenza uditiva dei suoni compresi tra 4.000 e 10.000 Hz.

Alla fine del test la conduttività, sia aerea che ossea, migliorò in tutti i 22 soggetti a cui era stata somministrata la Rhodiola. In particolare migliorò di 10-20 decibel in 20 soggetti e 30-40 decibel in due soggetti. Sui toni ad alta frequenza si ebbe un miglioramento di 10 decibel in 9 soggetti, di 30-40 decibel in tre e rimase inalterata in 10 individui. La conduttività ossea per tutte le frequenze migliorò di 10-30 decibel in 9 soggetti e rimase inalterata in 13 individui.

Malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è una condizione degenerativa del cervello che si verifica in media in un caso ogni 200 persone, all’età di circa 50 anni. La malattia causa debolezza muscolare ed interferisce con la capacità di parlare, camminare e con la normale attività quotidiana. Normali quantità di dopamina determinano una normale funzionalità encefalica, mentre bassi livelli della stessa provocano disfunzioni al cervello.

Risultati scientifici dimostrano che esiste una correlazione tra il livello di dopamina e due dei più importanti mali del sistema nervoso centrale: la schizofrenia ed il morbo di Parkinson.

I gangli basali interagiscono nel controllo dei movimenti e sono controllati dal neurotrasmettitore dopamina, che è trasportata dalla substantia nigra.

Nel morbo di Parkinson la degenerazione della substantia nigra è dovuta ad un ridotto apporto di dopamina, mentre l’acetilcolina diventa abbondante e superattiva. Nel cervello normale le due sostanze sono sempre bilanciate.

Risultati: La somministrazione di Rhodiola determina un aumento del livello di dopamina nel cervello e fu dimostrata una sua efficacia nel trattamento delle condizioni pre-parkinsonsiane (Parkinsonismo). La Rhodiola rosea fu in grado di contrastare gli effetti più evidenti del Parkinsonismo, come astenia e ipotensione.

SOMMARIO DEI BENEFICI

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