GINSENG ASIATICO

ED AMERICANO (2a parte)

 COLTIVAZIONE

Raccolta dei semi e germinazione

In Corea i semi di Ginseng Asiatico vengono raccolti da piante di 5-6 anni. I semi vengono raccolti quando le bacche sono rosse brillanti. Per ottenere una buona germinazione, si raccomandano semi del peso di circa 50 milligrammi.

L’embrione presente nei semi appena raccolti non è ancora completamente sviluppato (Baranov, 1996); i semi germogliano, in ambiente naturale, in 18-22 mesi. Per arrivare alla germinazione, i semi devono passare attraverso due stadi: il completamento dello sviluppo anatomico e la maturazione fisiologica (Xiao et al., 1987). Questi sono stadi molto vulnerabili nel ciclo del Ginseng, durante i quali qualsiasi trattamento improprio può provocare mortalità dei semi o insufficiente germinazione (Lewisand Zenger, 1982).

Se mantenuti alla temperatura ottimale del suolo di 18-20°C, gli embrioni continuano a svilupparsi, fino a raggiungere una lunghezza di 3 - 3,5 mm. (Yu e Kim, 1992). Sperimentalmente, Choi (1977) riportò che lo sviluppo dei semi di Ginseng può essere migliorato con trattamenti chimici, come l’acido giberellico (GA3), kinetina e benziladenina. Grushvitzky e Limarj (1965) indicarono che un trattamento con 500-1000 ppm di acido giberellico per 24 ore, seguito da risciacquatura, provocava una riduzione del tempo di sviluppo anatomico da 3-4 mesi a circa 10 giorni ed una diminuzione del periodo di inattività da 22 a 4 mesi.

Xiao et al. (1987) riportarono che il peso medio della radice derivante da semi trattati era 1,9 volte maggiore di quello relativo ai semi non trattati. Questo indica che il trattamento con acido giberellico migliora lo sviluppo embrionale durante lo stadio di sviluppo anatomico.

Sia il Ginseng Americano che quello Asiatico non possono germinare senza passare attraverso la fase di maturazione fisiologica (stratificazione). Esperimenti controllati hanno dimostrato che tale fase avviene in modo ottimale mescolando semi con sabbia (in rapporto v/v 1:2), e mantenendo tale miscela ad una umidità del 10-15% e ad una temperatura di 2-4°C per 3-4 mesi (Lee et al., 1984).

Sembra comunque che il tempo richiesto per il completamento della maturazione fisiologica vari con la posizione geografica. In Russia (lat. 38°N, long. 137°E), la stratificazione dei semi è completa in 5 settimane. In Giappone (lat. 35°N, long. 132°E), al contrario, sono necesssari solo 10 giorni.

Questa procedura non può essere né sostituita né accorciata da alcun trattamento regolatore della crescita. Durante questo stadio, l’embrione cresce continuamente e la germinazione avviene solo quando l’embrione raggiunge i 2/3 delle dimensioni del seme.

Anche la profondità della semina influenza la germinazione. In uno studio (Liu, 1988) la semina ad una profondità di 5 cm diede origine ad una crescita maggiore del 22% rispetto a quella ottenuta seminando a 3,30 cm ed a 6,60 cm.

Le bacche maturano in tempi diversi le une dalle altre. Al momento del raccolto, alcune bacche sono ancora verdi. I semi raccolti da bacche in diversi stadi di maturazione avranno differenti capacità di germinazione e di sviluppo. I semi raccolti da bacche rosse avranno capacità di germinazione di circa l’80%, quelli da bacche viola circa il 40% e quelli da bacche verdi circa il 10% (Liu, 1988).

Periodi di semina, spaziature e trapianto delle piantine.

Il Ginseng Asiatico, viene preferibilmente seminato in Cina e Giappone durante la primavera e l’autunno. Il Ginseng Americano viene solitamente seminato in autunno.

Quando si utilizzano semi totalmente stratificati, la germinazione del Ginseng Asiatico avviene subito dopo la primavera. Semi non stratificati e trattati chimicamente, possono essere usati per la semina autunnale. Questi germineranno la primavera seguente.

In Corea vi sono tre periodi per la semina: primavera, estate ed autunno. Considerando che il periodo di semina influenza la percentuale di germinazione della successiva primavera, si raccomanda di seminare il più presto possibile, preferibilmente a fine luglio o inizio agosto, quando il suolo è caldo (Bae, 1978). La semina autunnale, da metà settembre a novembre, è comunque uno dei periodi più utilizzati. Questo perché, nonostante la percentuale di germinazione sia leggermente inferiore rispetto alla semina primaverile, vi è un minor rischio di malattie (Liu, 1988).

In Oriente, i semi sono piantati con una densità di 750 unità per metro quadrato, e le piantine sono trapiantate un anno dopo. La selezione di semi e piantine è considerata in Asia un fatto estremamente importante per la finale qualità delle radici e del raccolto (Chung e Chang, 1982). In Giappone solamente i semi e le piantine migliori sono utilizzati per la semina ed il trapianto.

Uno studio giapponese ha dimostrato che una concentrazione di 22 piantine trapiantate per metro quadrato dà il massimo risultato qualitativo ed economico (Xiao et al., 1987). Park (1987) riportò che la migliore densità delle piantine era di 20 / m2. Konsler (1982) riportò che la spaziatura tra le piantine trapiantate influisce in modo molto significativo le dimensioni finali delle radici e la produttività. Inoltre, una eccessiva densità di piantine per m2 facilita il diffondersi di malattie (Putnam, 1984).

Fioritura e suoi effetti sul raccolto.

La fioritura inizia al secondo o terzo anno e dura per due o tre settimane. I fiori si impollinano gli uni con gli altri all’interno dell’infiorescenza. La naturale impollinazione tra piante diverse avviene nel 11-27% dei casi (Xiao et al., 1987).

Due o tre giorni dopo la fioritura, l’embrione inizia a svilupparsi e dopo due settimane iniziano a formarsi piccole bacche di colore verde chiaro. Il colore delle bacche diventa poi verde scuro, poi viola, e finalmente rosso. La concentrazione dei fiori influenza significativamente la quantità del raccolto radicale. La rimozione di tutti i fiori determina una aumento della quantità del raccolto radicale quasi del 50%.

In piante di 6 anni (in Cina), la quantità totale del raccolto di radici si riduceva del 34% se si lasciava che le piante producessero semi ogni anno prima del raccolto stesso. Si rilevano risultati simili anche nelle coltivazioni giapponesi.

La pratica più diffusa è quella di rimuovere i fiori prima del loro sbocciare, dalla metà di maggio alla metà di giugno. Tali fiori possono essere essiccati ed utilizzati nella preparazione di tonici.

Non sono riportati effetti simili sul Ginseng Americano.

Luce ed ombra.

Il Ginseng è una pianta che ama l’ombra ed in Cina viene tradizionalmente coltivata sotto un tetto impermeabile di paglia.

In Corea, in una produzione sperimentale, si sono avuti migliori risultati utilizzando una copertura di paglia che non una rete di polietilene (Kim et al., 1990). Sono riportate parecchie ricerche volte a studiare le differenze di sviluppo di piante ombreggiate da materiali diversi, sia in Corea (Cheon et al., 1991; Proctor et al., 1990) che in Cina (Liu, 1988).

L’ombra naturale (Persons, 1986) o realizzata con assicelle in legno, sono utilizzate da vari coltivatori statunitensi e nell’Ontario, sebbene tali pratiche siano meno comuni presso i nuovi coltivatori. I coltivatori della Columbia Britannica e del Canada (Bailey, 1990) utilizzano esclusivamente fibre sintetiche intrecciate per la coltivazione del Ginseng Americano.

Il Panax quinquefolium tollera la luce meglio del Panax ginseng (Xiao et al. ,1987). E’ comunque piuttosto difficile determinare quale sia la quantità di luce che favorisce al meglio la crescita della pianta.

In Corea Park (1987) riportò che una più alta intensità luminosa non ebbe alcun effetto sul raccolto di Panax ginseng, e che l’8%-18% di irradiazione solare diretta produceva i risultati migliori (Cheon et al., 1991). In Giappone, i migliori livelli di luce per il Ginseng coltivato all’ombra, furono calcolati da Yang (1974) in 3.000-4.000 lux.

Temperatura.

La temperatura dell’aria ideale per la crescita del Ginseng Asiatico è di 16-18°C (Yang, 1974). La crescita diminuisce considerevolmente quando la temperatura supera i 30°C. In primavera, i semi iniziano a germinare quando la temperatura del suolo raggiunge i 4-5°C, ed iniziano ad emergere quando la temperatura dell’aria arriva a 10°C (Liu, 1988).

Il Ginseng abbisogna di almeno 15°C (o più) dell’aria per produrre fiori e 20-25°C per produrre semi. Lee et al. (1984) indicano che la temperatura del suolo ottimale per la crescita radicale è di 15°C.

Le piante di Ginseng Asiatico iniziano a morire quando la temperatura dell’aria si abbassa a 4°C.

In fase quiescente, piante di un anno possono venire danneggiate da una temperatura di -12°C, sebbene piante più vecchie possano sopportare temperature più basse, fino a -17°C (Xiao et al., 1987).

Acqua.

Il fabbisogno idrico varia nei diversi stadi di sviluppo della pianta e varia con il variare della temperatura dell’aria e del suolo.

Il Panax quinquefolium tollera una maggiore umidità del suolo rispetto al Panax ginseng (Ren e Wang, 1989).

In generale, il Ginseng abbisogna di una umidità del suolo pari a circa 40% per la germinazione, circa il 35% per la crescita fogliare e del 45-50% per la fioritura e la produzione dei semi (Liu, 1988).

Dopo la raccolta dei semi, la crescita radicale continua molto velocemente, e il fabbisogno idrico è di circa il 40-50%. In Giappone è stato riportato che la migliore crescita avviene con una umidità del suolo pari al 50-60% (park e Lee, 1980), sebbene una eccessiva quantità di umidità provochi macerazione delle radici.

Suolo.

I Ginseng Americano ed Asiatico crescono bene in terreni ben drenati, sabbiosi e argillosi.

Un terreno troppo sassoso permetterebbe all’acqua di drenare troppo velocemente, con una risultante fluttuazione della temperatura del suolo stesso. Un terreno troppo sabbioso provocherebbe la produzione, da parte delle radici, di un numero troppo grande di branche laterali, con conseguente basso valore commerciale delle radici (Xiao et al., 1987).

Il pH migliore per la crescita del Ginseng varia da 5,0 a 6,5. Livelli superiori a 6,5 possono provocare disturbi fisiologici come una nutrizione insufficiente (Persons, 1986).

Fertilizzanti.

In Giappone ed in Corea, le quantità di fertilizzanti utilizzate per il Ginseng Asiatico sono pari a 28,5 Kg di N/ha, 6,7 Kg P/ha, 31,5 Kg K/ha. Il rapporto è pari a N/P/K = 4/1/6 (Liu, 1988).

Un fertilizzante troppo ricco in N provoca una rapida crescita vegetativa, ma radici di bassa qualità, con difetti tipo liscia superficie delle radici e basso contenuto in ginsenosidi. Khwaja et al. (1984), raccomandano l’uso di fertilizzanti basati sull’analisi del suolo.

Una applicazione fogliare, una volta al mese, di un fertilizzante fosfato al 2% [Ca(H2PO4)2*2CaSO4] può far aumentare la produzione dei semi di P. ginseng del 29% e il peso radicale del 35% (Liu, 1988).

L’uso del K fa aumentare la resistenza alle malattie ed il contenuto in fibra nella radice (Liu, 1988). Li e Wallis (1994) riportarono che alti livelli di fosfati facevano aumentare, nel Ginseng Americano, la produzione di semi e facevano ridurre il tasso di mortalità, ma non avevano alcun effetto sul peso fresco della radice.

In Giappone si sconsiglia l’uso di ammonio solfato e urea nella coltivazione del Ginseng Americano ed Asiatico. Si ritiene che tali fertilizzanti possano agire negativamente sulla germinazione dei semi e indurre malattie alle radici (Liu, 1988).

Raccolto.

In Oriente, il Ginseng Asiatico viene raccolto a metà ottobre dopo 6 anni di coltivazione.

Le dimensioni della radice, di una pianta di 6 anni, variano da 7 a 13 cm di lunghezza e da 2 a 5 cm di diametro, mentre il peso fresco è di circa 40-80 grammi (Liu, 1988).

In Cina, una produttività di 2500 - 3400 Kg di radice fresca, di piante di 6 anni, per ettaro, è considerata superiore alla norma (Liu, 1988; Xiao et al., 1987).

Nella Colombia Britannica e nell’Ontario, considerando piante di Ginseng di 4 anni, coltivate sotto l’ombra di reti polipropilene e di tetti di legno, si ha una produttività rispettivamente di 3300 e 3150 Kg per ettaro (Oliver et al., 1992).

Essiccazione.

In Asia, le radici vengono lavate subito dopo il raccolto e divise in tre gruppi a seconda della loro lunghezza (superiori a 20 cm, tra 10 e 20 cm, inferiori a 10 cm). Tale divisione viene effettuata in quanto la temperatura che si utilizza per l’essiccazione varia a seconda delle dimensioni delle radici.

Il contenuto ideale di umidità delle radici essiccate è pari all’8 - 10%.

La temperatura di essiccazione deve essere mantenuta intorno ai 38°C, per evitare l’imbrunimento delle radici stesse.

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