GINSENG ASIATICO

ED AMERICANO (3a parte)

 MALATTIE ED ALTRI DISTURBI

La letteratura rileva che vi sono 64 malattie micotiche ed 8 malattie batteriche che possono infettare il Panax (Li e Utkhede, 1993). Le malattie più importanti dal punto di vista economico sono quelle micotiche. Esse infettano le radici, i fiori e le bacche, con conseguente inferiore produzione di semi e diminuzione della produttività. Sono state riportate malattie batteriche alle radici del Ginseng in Cina, Corea e Russia (Lee, 1977; Xiao et al., 1987). Altre malattie, come quelle causate da virus, microrganismi micoplasma-simili e nematodi, sono state riportate in Asia ed in Nord America (Latysheva e Sevryuk, 1981; Li, 1983 e Utkhede, 1993; Xiao et al., 1987).

DISTURBI FISIOLOGICI

Inverno

Danni invernali possono verificarsi a causa del congelamento o della eccessiva umidità del terreno (Liu, 1988; Xiao et al., 1987).

Sebbene il Ginseng possa sopravvivere fino a temperature dell’aria di -35°C, le radici grandi e vigorose resistono meglio ai danni invernali rispetto a quelle piccole.

Quando l’umidità del terreno aumenta improvvisamente a causa delle piogge o dello sciogliersi della neve, i danni possono essere notevoli se vi è una concomitante discesa della temperatura fino a pochi gradi sotto zero.

In primavera i germogli iniziano a crescere quando la temperatura della terra raggiunge i 5°C. Se la temperatura diminuisce improvvisamente di qualche grado e va sotto zero, i giovani germogli possono essere danneggiati o uccisi. In alcuni casi le radici restano vive e possono crescere nuovamente l’anno successivo.

All’inizio della primavera, se lo strato superficiale del terreno ha un eccesso di umidità e lo strato più profondo è ancora ghiacciato, possono presentarsi problemi di drenaggio. L’eccesso di umidità, aggravato da questo fatto, può favorire l’instaurarsi di una infestazione fungina, come ad esempio quella da Phytophthora cactorum. Il tutto è aggravato dall’ampia escursione termica tra giorno e notte, tipico di questa stagione (Liu, 1988).

I danni invernali possono essere prevenuti coprendo il suolo di paglia. L’impianto fatto in primavera può evitare le eccessive fluttuazioni di temperatura tipiche dell’autunno e dell’inizio della primavera.

Se è necessario seminare in autunno, meglio farlo il più tardi possibile, appena prima che il terreno ghiacci. Questo perché nel tardo autunno l’escursione termica tra il giorno e la notte è inferiore rispetto a quella dell’inizio dell’autunno.

In Asia i coltivatori di Ginseng coprono il terreno con teli di plastica subito dopo la semina, per evitare l’eccessiva umidificazione del terreno causata dalle piogge primaverili ed autunnali.

Rottura delle radici

Una umidità del terreno troppo alta in autunno e troppo bassa in primavera può provocare la rottura delle radici. Il fenomeno può interessare il 5% - 15% delle radici (Xiao et al., 1987).

Bruciature

La luce solare diretta può causare bruciature fogliari, una condizione piuttosto frequente sulle piante che si trovano sui bordi di una coltivazione coperta.

Radici rosse o color ruggine

I sintomi di questo disturbo sono: secchezza delle radici laterali e colore rosso o rugginoso della radice principale. Sembra comunque che il contenuto in ginsenosidi non venga influenzato (Ahn, 1992).

All’inizio la radice si presenta gialla, senza altri sintomi sulle altri parti della pianta. Successivamente, la radice assume un colore marrone o rosso-marrone e la superficie si presenta ruvida, dura e crespata (Liu, 1988; Zinssmeister, 1918).

In Corea sono state riportate, come cause principali di tale disturbo, l’alta umidità e l’alto contenuto in ferro del suolo (Korean Ginseng Tobacco Research Institute, 1987).

In Cina sono state riportate come cause principali la carenza di ossigeno e di materia organica e l’alto tasso di ferro (Xiao et al., 1987).

Danni da calore e foglie cartacee

Questo disturbo è causato da insufficiente ombreggiatura o da carenza di acqua (Whetzel e Rosenbaum, 1912). All’inizio il margine fogliare si presenta marrone chiaro e di aspetto cartaceo, poi la foglia appassisce o muore (Nakata e Takimoto, 1922; Parke e Shotwell, 1989, Xiao et al., 1987).

Fertilità ed umidità del suolo non bilanciate

Una non bilanciata fertilità del suolo può far aumentare l’incidenza di malattie o altri disturbi delle piante di Ginseng (Chase e Poole, 1986; Lee et al., 1990; Li, 1992; Parke e Shotwell, 1989).

Alti livelli salini nel suolo sono la causa di vari danni alle piante, specialmente le più giovani.

Un pH troppo alto o troppo basso del suolo determina una scarsa disponibilità dei principi nutritivi del suolo e si può conseguentemente verificare una deficienza nutrizionale (Persons, 1986).

MALATTIE INFETTIVE

Una delle malattie più comuni dei Ginseng Americano ed Asiatico è l’avvizzimento causato da Rhizoctonia solani, Fusarium spp., Pythyum e Phytophthora (Bunkina, 1957; Parke e Shotwell, 1989; Whetzel e Rosenbaum, 1912). Altre comuni malattie sono l’appassimento delle foglie causato da Alternaria panax (Bunkina, 1957; Buonassisi e MacDonald, 1990; Lee et al., 1990; Rosenbaum e Zinnsmeister, 1915; Whetzel e Rankin, 1909), e la radice di color rugginoso causata da Phytophthora cactorum, Rhizoctonia solani, Sclerotinia libertiana, Fusarium solani, Cylindrocarpon destructans (vari aa.).

In Corea, i coltivatori preferiscono praticare la prevenzione anziché il controllo delle malattie. Le loro raccomandazioni sono:

  1. Tagliare e bruciare le foglie secche.
  2. In autunno rimuovere la copertura ombreggiante e posizionarla direttamente sul terreno, in modo da prevenire l’eccesso di umidità in caso di pioggia.
  3. Selezionare per il trapianto solo le piantine migliori.
  4. Spraizzare sulla coltivazione miscela di Bordeaux per tre volte all’anno (inizio giungo, fine giugno, inizio luglio) (Liu, 1988).

Malattie da trapianto

Le malattie da trapianto rappresentano un problema complesso, causato sia da problemi fisiologici che da microrganismi infettivi.

Secondo la letteratura, il ginseng non può essere trapiantato nello stesso luogo di nascita per la possibile presenza di malattie infettive, bassi livelli di sostanze organiche nel terreno, compattazione del suolo, presenza sbilanciata dei principi nutritivi (Xiao et al., 1987), che possono causare alta mortalità e bassa produttività (Whetzel e Rosenbaum, 1912).

Per ridurre tali problemi si consigliano: rotazioni colturali, applicazione di fertilizzanti basati su analisi del terreno, fumigazioni del suolo. Normalmente si ha una risposta positiva a seguito delle fumigazioni, con una percentuale di piante sopravvissute pari all’80% nel primo anno, anche se le malattie possono aumentare significativamente nel secondo anno. Sono comunque trattamenti che danno dei benefici, se comparati con i terreni non trattati (Whetzel e Rosenbaum, 1912).

PROCEDURE DA EFFETTUARE DOPO IL RACCOLTO

In Corea le radici vengono divise in gradi, a seconda della loro forma e dimensioni, e vengono divise in categorie diverse a seconda che siano destinate alla produzione del ginseng rosso o, tramite essiccazione, a quello bianco.

Il grado migliore (lunghezza da 10 a 35 cm., diametro da 1 a 4 cm., da due a tre radici laterali, peso oltre i 60 g.) sono utilizzate per produrre ginseng rosso, mediante un passaggio a vapore prima della essiccazione (Hahn, 1978).

Le radici non utilizzate nella produzione di ginseng rosso, vengono utilizzate per produrre ginseng bianco,

Dopo l’essiccazione, queste radici vengono infine divise in 4 classi a seconda del peso.

In Cina sono state recentemente introdotte delle linee guida per preparare il ginseng allo stoccaggio dopo essere stato raccolto. Si raccomanda l’utilizzo di una atmosfera controllata nell’ambiente di stoccaggio.

Le radici secche dovrebbero contenere circa il 11% - 13% di umidità, ma durante lo stoccaggio possono assorbire umidità dall’ambiente. Si potrebbero verificare, in eccesso di umidità, reazioni enzimatiche che riducono l’efficacia dei ginsenosidi. Viene consigliato l’uso di radiazioni di cobalto 60 prima della essiccazione, per eliminare microrganismi, uova di insetti, etc, e per prevenire la perdita di ginsenosidi.

La radice di ginseng in polvere può essere commercializzata sotto forma di tavolette o capsule.

Ci sono però molti altri prodotti contenenti ginseng, come il vino di ginseng, tè, gomme, dolci, pappa reale, miele, sigarette, bibite, etc.

Si sta anche sperimentando la possibilità (con risultati molto promettenti a Summerland, B.C.) di confezionare radici di ginseng in atmosfera modificata, per la vendita di prodotto fresco durante l’inverno.

Recentemente è stato creato in Cina un prodotto particolare, dove piccole radici di ginseng vengono immerse in uno sciroppo ed il tutto viene confezionato in lattine. Il contenuto di ginsenosidi viene ad essere di circa il 5,6%, contro il 4,3% nel ginseng rosso ed il 5,2% in quello bianco (Xiao et al., 1987).

Le foglie di ginseng possono essere raccolte subito prima del raccolto delle radici, di solito a metà settembre, per estrarre i ginsenosidi e per altri processi. Giovani foglie essiccate possono anche essere utilizzate come tè.

I fiori di ginseng sono prodotti ad alto valore per il loro interessante contenuto in ginsenosidi.

I rizomi possono essere utilizzati per la produzione di sciroppi (miele di ginseng).

I residui delle varie lavorazioni possono infine essere raccolti, condensati, essiccati, etc., per l’ottenimento di altri prodotti finiti (dolci, tonici, etc.).

CONCLUSIONI

Le informazioni sulla coltivazione del ginseng, un tempo segrete, stanno diventando sempre più disponibili per i coltivatori di tutto il mondo.

I coltivatori del Nord America stanno finalmente ottenendo le informazioni dai colleghi asiatici per ottimizzare la coltivazione del ginseng, sulla base di metodiche che gli stessi asiatici utilizzano da molti anni.

Vari ricercatori stanno tentando di migliorare le tecniche asiatiche per applicarle alla crescente industria nord americana.

Come disse Confucio: ognuno deve studiare la esistente conoscenza prima di imparare qualcosa di nuovo.

Questo è sicuramente vero nel caso del ginseng.

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