Cimicifuga racemosa 

Articoli tratti dalla rete (dal libro Nature's Medicines).

Traduzione di Marco Turazza.

 Nel tardo ‘800, quando le donne erano imbarazzate a consultare il medico per "problemi femminili", esse trovarono un aiuto nel "Composto Vegetale di Lydia Pinkham", un medicinale brevettato, consigliato per curare praticamente tutto, dal nervosismo al prolasso uterino.

Pinkham, una signora di Lynn, nel Massachussetts, all’inizio divise la sua miscela di erbe ed alcol con le donne del suo quartiere. Il figlio la indusse a commercializzare il prodotto con la sua foto sull’etichetta del flacone e, nel giro di pochi anni, il composto era il più venduto del periodo.

Pinkham fu acclamata come la "salvatrice del suo sesso".

Una delle principali erbe contenute nel "miracoloso" composto era la cimicifuga, una pianta autoctona americana utilizzata da lungo tempo per dar sollievo a dolori mestruali e per facilitare il parto. Non si è mai comunque capito se il sollievo fosse realmente dovuto all’erba o al 18% di alcol contenuto nel composto.

Non per sole donne

La cimicifuga ha una potente azione rilassante ed antispastica sui muscoli. Funziona particolarmente bene nel rilassare i crampi della muscolatura liscia, compresa quella dell’utero. Essa ha anche un’azione fitoestrogenica, simile a quella dell’ormone estrogenico femminile.

Tali proprietà sono utili per le donne che hanno problemi con il loro sistema riproduttivo: eccessivo sanguinamento, periodi irregolari, mestruazioni ritardate, forti dolori mestruali e vampate di calore nella menopausa.

Stanley W. Beyrle, medico naturopata al "Kansas Clinic of Traditional Medicine in Wichita", sostiene che la cimicifuga funziona come regolatore o normalizzatore del sistema riproduttivo femminile, aiutando il ripristino del bilancio ormonale.

Il Dr. Beyrle afferma che "Quando si ha a che fare con disturbi ginecologici, non c’è erba migliore della cimicifuga. E’ sempre una delle mie erbe base in ogni formula."

Sebbene la cimicifuga sia conosciuta come erba per le donne, essa può avere benefici terapeutici su entrambi i sessi. Come antinfiammatorio è stata usata per ridurre il dolore ed il gonfiore che si ha nei casi di artrite reumatoide, osteoartrite, nevralgia, infiammazioni articolari e traumi muscolari.

Secondo il Dr. Beyrle "Qualsiasi cosa in grado di ridurre l’infiammazione, la contrazione muscolare ed il gonfiore è in grado di ridurre anche il dolore. Questo rende la cimicifuga utile in moltissimi casi."

Indicazioni e controindicazioni

Indicazioni:

Controindicazioni:

Effetti collaterali:

Può provocare occasionalmente:

Nel 1787 la pianta iniziò a destare interesse in Europa.

Dal 1820 al 1926, la cimicifuga fu ufficialmente considerata una droga nella Farmacopea degli Stati Uniti.

Come molti fitomedicinali, alla fine uscì dall’interesse della comunità medica americana. Essa continua ad essere usata in Europa e a tutt’oggi in Germania rappresenta un trattamento approvato dal governo per:

Armonia ormonale

La cimicifuga contiene molti ingredienti attivi, ma un isoflavone chiamato formononetina è la sostanza basilare per le donne. La formononetina ed altri composti, presenti nella radice e nel rizoma, sono in grado di occupare i recettori estrogenici dell’utero.

Kathleen Head, medico naturopata a Sandpoint, Idaho, e redattore di "Alternative Medicine Review" spiega il meccanismo d’azione della cimicifuga nel seguente modo: se vi è carenza di estrogeni (come nel caso della menopausa) la pianta agisce rimpiazzando l’ormone. Se viceversa vi è una quantità di estrogeni troppo elevata (frequente nei casi di mestruazioni molto dolorose con crampi), i fitoestrogeni impediscono che l’estrogeno naturale occupi i recettori uterini.

Dr. Head afferma che "Ci sono molte cose che non sappiamo sui fitoestrogeni, ma siamo certi che essi hanno in qualche modo un effetto regolatore. Ciò si adatta perfettamente al modo in cui la cimicifuga è stata tradizionalmente utilizzata dalle donne".

Oltre che rimpiazzare gli estrogeni, la cimicifuga rende più blandi i sintomi della menopausa inibendo la produzione dell’ormone luteinizzante (LH). I livelli di tale ormone tendono ad aumentare durante questo periodo e sembra che sia proprio questa la causa delle famigerate vampate di calore.

I risultati di uno studio clinico sembrano rinforzare la efficacia della cimicifuga nei riguardi della menopausa. Alcuni ricercatori studiarono 60 donne, sotto i 40 anni di età, che avevano subito una isterectomia. A causa di tale intervento, esse sperimentarono una menopausa prematura. Ad alcune fu somministrata la cimicifuga, mentre altre furono trattate con varie terapie estrogeniche sostitutive.

I risultati non rilevarono significative differenze fra i due trattamenti. La cimicifuga dimostrò la stessa efficacia della terapia farmacologica.

L’unica differenza è che, come la maggior parte delle erbe, anche la cimicifuga impiega parecchio tempo prima di mostrare i suoi effetti, mentre le sostanze farmaceutiche tendono a funzionare molto più velocemente.

Altri effetti

L’effetto antispastico è molto più rapido.

Il Dr. Beyrle raccomanda l’uso della cimicifuga a pazienti che abbaino avuto distorsioni, stiramenti muscolari, crampi e dolori artritici. Il dolore spesso deriva da rigidità e contrazione muscolare.

Egli afferma "Io uso di routine la cimicifuga in una formula antidolorifica. Se si riesce a far rilassare i muscoli interessati, si riesce anche a dare un sollievo al dolore."

La pianta è stata anche utilizzata per lenire i crampi allo stomaco, per combattere la tosse e come vasodilatatore in caso di bronchiti e di forme asmatiche.

A volte gli erboristi associano la cimicifuga con la valeriana (o altra pianta ad azione sedativa) per creare un tranquillante vegetale del sistema nervoso centrale.

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