Echinacea 

Articoli tratti dalla rete (dal libro Nature's Medicines).

Traduzione di Marco Turazza.

 Generalità

Nome latino: Echinacea angustifolia, E. pallida, E. purpurea

Famiglia: Asteraceae

L’echinacea è un potente rimedio contro raffreddore ed influenza, come anche contro altri virus ed infezioni.

Il raffreddore e l’influenza sono molto contagiose. Il "National Institute of Health" riporta che in media i bambini prendono da 6 a 10 raffreddori all’anno, mentre gli adulti da 2 a 4. L’influenza, inoltre, durante la sua diffusione invernale, può mettere a letto fino al 50% della popolazione.

Vari studi dimostrano che la echinacea contiene composti ad azione antivirale, antibatterica ed immunostimolante.

Norman Grainger Bisset, docente di farmacia al King’s College ed autore del libro "Herbal drugs and Phytopharmaceuticals", afferma che nel 19° secolo l’echinacea era la pianta medicinale più utilizzata negli Stati Uniti.

Era usata per il mal di gola, raffreddore, bronchite ed altre infezioni, nonché per uso esterno per velocizzare la guarigione delle ferite.

Con l’avvento della farmacologia di sintesi nel 20° secolo, l’echinacea perse popolarità come medicinale. In Germania, però, alcuni ricercatori stavano studiando le sue proprietà immunostimolanti fin dagli anni ’30. La maggior parte degli studi sull’echinacea furono eseguiti in Germania ed in altri Paesi europei.

I risultati positivi degli studi europei, insieme ad un rinnovato interesse per la medicina naturale in genere, portarono ad un’ampia riscoperta dell’echinacea. Negli USA, ai nostri giorni, l’echinacea rappresenta il 10% di tutte le vendite erboristiche.

Ci sono anche stati alcuni rapporti negativi, infatti qualche ricercatore dubita della sua efficacia nella prevenzione. Bisogna dire che qualsiasi prodotto così universalmente utilizzato è destinato a subire qualche critica, ma le ricerche con risultati positivi sono di gran lunga maggiori rispetto a quelle con risultati negativi.

L’echinacea era utilizzata dagli indigeni americani molto prima che i primi coloni iniziassero ad interessarsi ad essa. Daniel E. Moerman, docente di antropologia dell’Università del Michigan, ha compilato un super database sull’uso delle piante medicinali da parte degli indigeni americani.

I Comanci utilizzavano l’echinacea, tramite un decotto della radice, per lenire il mal di gola e tenevano appoggiata la radice stessa ai denti quando avevano mal di denti. La masticazione dell’erba provoca un temporaneo intorpidimento, e questo era senz’altro un valido aiuto.

La tribù dei Piedi Neri la usavano nello stesso modo ed i Cheyennes preparavano una infusione di foglie e radici per i dolori al collo, gengive, bocca e gola. Era anche utilizzata per stimolare la produzione di saliva.

I Dakota applicavano il succo sulle ustioni e usavano la pianta come antidoto per il veleno dei serpenti.

E così via.

Oggigiorno l’Echinacea purpurea, e specie correlate, è normalmente reperibile sul mercato sotto forma di tinture, capsule e tè. E’ consigliabile utilizzare solo prodotti standardizzati, in modo da essere sicuri di assumere sempre la stessa dose.

Prevenzione, cura o entrambi?

La maggior parte dei ricercatori hanno focalizzato l’azione dell’echinacea come rimedio contro raffreddori ed influenze, quando viene assunta all’inizio della sintomatologia.

Alcuni studi dimostrano che essa è anche in grado di prevenire altre patologie da virus.

La Commissione E tedesca (costituita da esperti e con una funzione simile alla FDA americana - Food and Drug Administration) ha approvato l’uso della E. purpurea ed angustifolia per il trattamento di raffreddori, influenza ed altre infezioni delle prime vie respiratorie, come ad esempio le bronchiti. Successivamente, un ricercatore tedesco riportò che in uno studio retrospettivo fatto su 1.280 bambini affetti da bronchite, quelli trattati con succo di echinacea guarirono più velocemente di quelli trattati con antibiotici.

Molti ricercatori sconsigliano la sua assunzione per periodi superiori ai sei mesi. Molti erboristi consigliano di non utilizzare l’echinacea tutto l’anno o per periodi comunque molto lunghi, perché il sistema immunitario potrebbe diventare resistente alla sua azione. Viene anche consigliato di assumerla solo ai primi segni di malattia o quando si prevede di stare insieme a molte persone, o ancora nei periodi in cui vi sia qualche influenza nell’aria.

La Commissione E consiglia l’uso della echinacea anche nel trattamento delle infezioni urinarie e, localmente, su ferite ed altri danni esterni. Alcuni ricercatori sostengono la sua efficacia contro altri virus, come l’herpes ai genitali, sinusiti, AIDS, e contro altre malattie batteriche, come la polmonite e la faringite streptococcica.

Le specie di echinacea

Delle nove specie di echinacea, tre sono le più comuni, le più studiate e le più utilizzate. Esse sono: E. purpurea ed i suoi parenti più stretti: E. pallida ed E. angustifolia.

Studi dimostrano che le tre suddette specie contengono un trio di ingredienti attivi: l’acido ceffeinico, l’acido cicorico e l’echinacoside. Questi, insieme con dozzine di altri fitochimici, sono i responsabili dell’azione antivirale, antibatterica e immunostimolante della echinacea.

Secondo recenti studi l’acido cicorico, in particolare, mostrerebbe molte promettenti attività biologiche.

Si è discusso molto cercando di stabilire quale fosse la specie migliore ma, almeno fino ad oggi, questo non si sa. Probabilmente ogni specie di echinacea ha attività immunostimolante. A differenza dei prodotti farmaceutici fatti dall’uomo, i fitofarmaci contengono dozzine di principi attivi che lavorano insieme con effetto sinergico.

Indicazioni

La lista delle indicazioni cresce di giorno in giorno. In Germania alcuni ricercatori hanno perfino utilizzato il succo della pianta per iniezione nel trattamento di raffreddore ed influenza, anche se non sembra essere un sistema molto raccomandabile.

Le condizioni che maggiormente beneficiano dell’uso della echinacea sono:

A) Raffreddore

I sintomi sono ben conosciuti: tosse, starnuti, gola secca, scolo nasale. L’Istituto Nazionale di Sanità (USA) dice che è "probabilmente la malattia conosciuta più comune". Vi sono più di 200 virus in grado di provocare il raffreddore e di disperdersi nell’ambiente con grande facilità. Ciò determina una grande contagiosità, specie in ambienti chiusi e con molta gente (scuole, uffici, etc.). I bambini sono i più colpiti.

E’ sufficiente stringere la mano a qualcuno che ha il raffreddore e poi toccarsi il naso o gli occhi per contrarlo a nostra volta. Oppure i virus possono essere inalati quando qualcuno starnutisce e le particelle infette possono anche trasmettersi attraverso l’aria.

I sintomi sono il segnale che il corpo sta combattendo contro il virus. Le cellule infette del naso inviano dei segnali ai globuli bianchi del sangue. Le sostanze chimiche del sistema immunitario infiamma le mucose nasali e fa produrre fluidi e muco.

E’ comunque una malattia benigna e solitamente guarisce in una settimana. Altri virus, come il virus respiratorio sinciziale, producono infezioni benigne, ma possono causare problemi respiratori abbastanza seri, soprattutto nei bambini. Sembra che almeno la metà dei raffreddori degli adulti siano causati da virus non identificati.

Alcuni studi dimostrano che i componenti immunostimolanti presenti nella echinacea abbassano la probabilità di contrarre un raffreddore. Gli studiosi non hanno ancora completamente compreso in che modo l’echinacea stimoli l’immunità.

Uno studio del 1999 della Università di Gainesville, Florida, dimostrò che l’echinacea stimolò la produzione di globuli bianchi in 10 individui sani, a cui era stata somministrata per 4 giorni.

E’ meglio però utilizzare l’echinacea solo quando vi siano malattie respiratorie nell’aria o ai primi sintomi di esse. La capacità della echinacea nel combattere i raffreddori, e le malattie respiratorie in genere, è la meglio documentata, almeno per ora. In uno studio effettuato in Germania su 180 pazienti affetti da raffreddore, in doppio cieco, ha dimostrato che gli individui trattati con alte dosi guarirono più velocemente di quelli trattati con piccole dosi o con placebo.

In una intervista apparsa su "Complementary Medicine for Physicians", il Dr. O'Brien consiglia di iniziare l’assunzione di echinacea in ottobre, all’inizio della stagione dei raffreddori, e sospendere il trattamento per qualche giorno ogni due o tre settimane.

I ricercatori stanno tuttora cercando di capire in che modo l’echinacea stimoli l’immunità.

Michael T. Murray, N.D., medico naturopata e autore di "Natural Alternatives to Over-the-Counter and Prescription Drugs", afferma che il prodotto è in grado di far aumentare i livelli endogeni di properidina, un composto naturalmente presente nell’organismo. La properidina stimola il sistema immunitario a produrre globuli bianchi con successiva inibizione di virus e batteri.

Norman Graninger Bisset, professore di farmacia al King's College di Londra e autore di "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals" pensa che gli estratti di radice, in particolare, possano avere una azione interferone-simile. Le radici avrebbero quindi una specifica attività antivirale contro influenza, herpes ed altri virus.

Altri scienziati affermano che l’echinacea stimola il corpo a produrre una maggior quantità di interferone.

Di recente, alcuni ricercatori hanno dimostrato che l’acido cicorico avrebbe una attività antagonista della integrasi. L’integrasi è la sostanza che il virus HIV utilizza per infiltrasi nel DNA cellulare. L’echinacea può quindi combattere, come altri virus, anche quello della HIV/AIDS.

B) Influenza.

C’è una grande varietà di virus in grado di provocare questa infezione respiratoria. A differenza del raffreddore, in questo caso i sintomi si presentano all’improvviso e possono includere cefalea, brividi, dolorabilità e febbre.

Seguono sintomi simili a quelli del raffreddore, come congestione nasale e gola secca.

Generalmente la guarigione avviene nel giro di una settimana, ma può residuare un certo grado di stanchezza. I bambini e le persone con un compromesso sistema immunitario possono andare incontro a complicazioni più serie, come ad esempio una polmonite.

Come il raffreddore, anche l’influenza è molto contagiosa, soprattutto tramite gli starnuti ed i colpi di tosse. La più alta incidenza della malattia è su individui di 5 - 14 anni di età.

La tradizionale terapia per l’influenza è molto simile a quella per il raffreddore: riposo, fluidi, aspirina o acetaminofene. Il farmaco sintetico rimantadina può essere efficace solo se viene assunto entro 48 ore dall’inizio della sintomatologia.

Nonostante molte persone chiedano ai loro medici di essere curati con un antibiotico, essi non sono efficaci sui virus. L’utilizzo smodato di tali medicinali può essere molto pericoloso, perché c’è il rischio che perdano mano mano di efficacia anche contro le malattie batteriche d’elezione.

Il vaccino a disposizione per la prevenzione dell’influenza è costituito da virus inattivati. Ci vogliono da 6 a 8 settimane di tempo prima che esso sia in grado di proteggere dalla malattia. Il problema è che l’influenza cambia continuamente. Si può essere protetti contro una specifica variante e poi ammalarsi a causa di un virus di un’altra variante.

La echinacea è invece in grado di stimolare l’immunità e quindi non è dipendente dai cambiamenti del virus influenzale. La già citata Commissione E ha approvato alcune specie di echinacea per il trattamento dell’influenza.

Uno studio europeo effettuato su 180 persone affette da influenza ha dimostrato che l’estratto di echinacea ridusse la sintomatologia in modo significativo.

Come già accennato nel caso del raffreddore, il meccanismo d’azione della echinacea non è ben conosciuto. Le varie ipotesi sono già state citate.

C) Ferite.

Alcuni studi dimostrano che l’echinacea ha efficacia anche quando viene usata topicamente. Essa ha proprietà antibatteriche ed antisettiche che possono rendere più veloce la guarigione. La Commissione E ha approvato alcune preparazioni a base di echinacea per il trattamento di varie ferite.

Eric Yarnell è un medico naturopata libero professionista a Sedona in Arizona, USA, ed anche un frequente scrittore di articoli nella rivista "Alternative and Complementary Therapies". In un suo articolo apparso nel ’99 si diceva che la ricerca europea ha dimostrato l’efficacia della echinacea contro molti problemi cutanei, incluse le ustioni, ulcere, dermatiti, herpes simplex e psoriasi.

D) HIV / AIDS.

L’Istituto Nazionale di Sanità Americano riporta che quasi 900.000 Americani soffrono di HIV, il virus che causa l’AIDS. Il virus elimina o inibisce i linfociti T del sistema immunitario, lasciando le vittime incapaci di combattere le infezioni e certi tumori. Non esiste terapia.

I trattamenti standard sono fatti utilizzando vari farmaci molto costosi che agiscono in combinazione. L’AZT interrompe i primi stadi di replicazione del virus. Altre sostanze (gli inibitori delle proteasi) inibiscono il virus in stadi successivi. Sono terapie difficili e complicate e quando vengono sospese, i pazienti mostrano di possedere degli anticorpi, il che significa che il virus non è stato sconfitto, ma solo inibito temporaneamente.

L’acido cicorico, uno dei principi attivi contenuti nell’echinacea, sembra essere un potenziale trattamento contro l’HIV. Nel 1996 la "U. S. Chemical and Engineering News" dichiarava che l’acido cicorico sintetico era in grado di funzionare come agente bloccante della integrasi e come agente anti-retrovirus. Il virus usa l’integrasi per attaccare il DNA cellulare.

L’acido cicorico è abbondantemente presente nei fiori di molte specie di echinacea e soprattutto nelle radici della E. purpurea. Potrebbe quindi essere consigliato l’uso di echinacea, insieme alle terapie convenzionali, nel tentativo di trattare tale malattia.

Ricerche in corso

Danni cutanei da irradiazione solare.

Alcuni ricercatori hanno notato che parecchie sostanze contenute nella echinacea, inclusi l’acido cicorico, l’acido ceffeico, l’acido clorogenico, la rutina e l’echinacoside, riducono la distruzione di collagene, che rende la pelle elastica.

Sembra che l’echinacea possa giocare un ruolo di primo piano nella prevenzione di danni cutanei causati dal sole. Secondo Eric Yarnell, le sostanze fitochimiche della echinacea possono anche proteggere dai raggi ultravioletti solari.

Epatite C.

Si tratta di una infezione virale al fegato. In un articolo apparso nel 1998 su "Herbs for Health" si descrisse come alcuni esperti e studiosi avessero trattato alcuni pazienti con il diuretico Lasix in combinazione con silimarina (principio attico del Cardo mariano) e tarassaco.

In tre mesi i pazienti non necessitavano più del Lasix. Non solo, ma i test mostrarono un incremento dei livelli di enzimi epatici insieme ad una diminuzione della concentrazione virale.

Sinusite.

Nell’articolo "L’approccio botanico alla sinusite cronica" pubblicato nel 1998 sulla rivista "Alternative and Complementary Therapies", il Dr. Yarnell scriveva che l’effetto immunostimolante dell’echinacea può aiutare molti pazienti affetti da sinusite.

La sua formula per la terapia di questa malattia include l’echinacea come ingrediente principale.

Micosi.

Il ricercatore tedesco Rudolf Bauer afferma che l’echinacea può avere una notevole efficacia nel trattamento delle micosi vaginali. In uno studio da lui effettuato, si dimostrò che le pazienti curate con econazolo nitrato avevano ricadute nel 61% dei casi. Tale percentuale diminuì al 5-16% quando veniva utilizzata, insieme all’econazolo, anche l’echinacea.

Associazione con altri rimedi

L’echinacea può essere ancora più efficace se viene associata ad altre erbe medicinali o a metodi tradizionali di cura e prevenzione.

Aglio.

L’associazione con l’aglio fa aumentare l’attività immunostimolante, contro il raffreddore, l’influenza ed altre infezioni virali e batteriche.

Hidrastis canadenis.

La berberina contenuta in questa erba, ha azione attivante i globuli bianchi e azione antisettica. Ha quindi una azione prettamente immunostimolante e l’associazione con l’echinacea potenza l’azione di entrambe.

Pulizia.

Il lavarsi le mani frequentemente è uno dei metodi migliori per prevenire le malattie delle prime vie respiratorie.

Riposo.

La fatica provoca una diminuzione delle difese immunitarie e rende l’organismo più recettivo all’attacco dei virus.

Il riposo, specialmente nelle stagioni dove il raffreddore e l’influenza sono più frequenti, è un buon sistema preventivo.

Zinco e vitamina C.

Vi sono molti prodotti che contengono zinco associato all’echinacea. Lo zinco è infatti in grado di stimolare l’immunità ed è presente in molti cibi, come ostriche, germe di grano, prezzemolo, cavolini di Bruxelles, cetrioli, fagioli e spinaci.

Una integrazione con vitamina C può ridurre la gravità ed il tempo di guarigione di raffreddori ed influenze.

Controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali

La Commissione E riporta che non ci sono effetti collaterali o interazioni negative con altre droghe.

Ci sono comunque alcune cautele da tenere in considerazione quando si assume l’echinacea.

Durata del trattamento.

Alcuni esperti consigliano di non assumere l’echinacea per più di sei settimane di seguito, anche se la Commissione E pone questo limite ad otto settimane.

Gravidanza.

Altre fonti sconsigliano l’uso della echinacea durante la gravidanza.

Allergia.

Uno studio Australiano connette l’echinacea con alcune serie reazioni allergiche. Secondo "The Australian Adverse Reactions Bulletin" anche il ginkgo e l’aglio sarebbero in grado di provocare reazioni allergiche. Sembra comunque che tali reazioni siano rarissime, infatti i 36 casi riscontrati provenivano da 200 milioni di dosi di echinacea all’anno.

HIV/AIDS.

Fino a due anni fa circa, l’echinacea era sconsigliata in caso di AIDS, perché si riteneva fosse in grado di stimolare il virus come anche il sistema immunitario.

La Commissione E sconsigliò l’uso della echinacea a chiunque soffrisse di disturbi autoimmunitari, AIDS compresa, come la sclerosi multipla, la tubercolosi, la collagenosi e la leucemia.

La scoperta delle potenzialità dell’acido cicorico dimostra però che un tale atteggiamento dovrebbe essere ridiscusso. Alcuni studi dimostrano che la stimolazione del virus è collegata a dosi molto alte, mai riscontrabili nelle formule standard. Meglio comunque essere cauti fino a che non si avrà la parola finale.

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