Saw Palmetto

(Serenoa repens - Sabal serrulata)

2a Parte 

Monografie tratte dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza.

 Estratti di Saw Palmetto nel trattamento della iperplasia prostatica benigna.

Autori: Wilt TJ, Ishani A, Gerold Stark G, MacDonald R, Lau J, Mulrow C.

Fonte: JAMA. 1998; 280:1604-1609.

Obiettivo: Condurre uno studio sistematico e, quando possibile, una meta-analisi quantitativa della evidenza dell’efficacia terapeutica e della sicurezza dell’estratto di Saw Palmetto (Serenoa repens), su uomini con iperplasia prostatica benigna sintomatica (BPH).

Fonti di dati: Gli studi furono identificati attraverso la ricerca di MEDLINE (1996-1997), EMBASE, Phytodok, la Cochrane Library, bibliografie di sperimentazioni identificate, articoli, e contatti con autori autorevoli e compagnie farmaceutiche.

Studio: Su pazienti con BPH sintomatica si utilizzò un preparato a base di Serenoa repens sola od associata con altri agenti fitoterapici ed un gruppo di controllo ricevette un placebo o altre terapie farmacologiche per la BPH. La durata dei trattamenti fu di almeno 30 giorni.

Estrapolazione dei dati: Due ricercatori per ogni articolo estrapolarono in modo indipendente i dati chiave.

Sintesi dei dati: Fu analizzato un totale di 18 studi che coinvolgevano 2939 uomini. Molti di questi studi diedero risultati che non permettevano una meta-analisi. La durata media degli studi fu di 9 settimane (con estremi da 4 a 48 settimane).

I pazienti che ricevettero il fitofarmaco, paragonati con quelli che assunsero il placebo, mostrarono una diminuzione della sintomatologia del tratto urinario e della incontinenza notturna ed un miglioramento del flusso urinario.

Comparati con soggetti trattati con finasteride, si ebbe un miglioramento simile a livello di sintomatologia del tratto urinario e del flusso urinario.

Gli effetti collaterali dovuti alla Serenoa repens furono lievi ed infrequenti; la disfunzione erettile fu più frequente nei soggetti trattati con finasteride che non in quelli sotto terapia con Serenoa repens.

Conclusioni: La letteratura disponibile sulla Serenoa repens utilizzata nel trattamento della BPH è piuttosto limitata a causa della breve durata degli studi, della variabilità nella progettazione degli studi, a causa dell’utilizzo di diverse preparazioni fitoterapeutiche e del diverso modo di interpretare i dati raccolti.

In ogni modo, vi è una chiara evidenza della efficacia della Serenoa repens nel migliorare i sintomi urologici e le misurazioni del flusso.

Comparata con il finasteride, essa determina un miglioramento della situazione clinica molto simile, con minori effetti collaterali.

Le ricerche future necessiteranno di preparazioni standard di Serenoa repens, perché solo così si potrà determinarne l’efficacia a lungo termine sulla prevenzione e terapia della BPH.

Serenoa repens (Permixon). Farmacologia ed efficacia terapeutica nella iperplasia prostatica benigna.

Autori: Plosker GL, Brogden RN.

Fonte: Drugs and Aging. 1996; 9(5):379-395.

La Serenoa repens (Permixon) è disponibile da alcuni anni per il trattamento della iperplasia prostatica benigna dell’uomo (BPH). La droga è l’estratto n-exano liposterolico di una palma nana nota con il nome di Serenoa repens e rappresenta una complessa miscela di vari composti.

Mediante l’uso di tale estratto, sono stati riscontrati parecchi effetti farmacodinamici e sono stati suggeriti multipli meccanismi d’azione. Tra questi l’inibizione in vitro degli isoenzimi di tipo 1 e 2 della 5-alfa-riduttasi e l’interferenza del legame tra diidrotestosterone e recettori androgeni nelle cellule prostatiche.

Durante varie sperimentazioni cliniche controllate, effettuate su uomini sofferenti di BPH, la somministrazione orale di 160 mg di Serenoa repens 2 volte al giorno e per 3 mesi, determinò un miglioramento significativo (rispetto ad un gruppo placebo) dei sintomi soggettivi, come la disuria, ma anche dei parametri obiettivi.

La frequenza di incontinenza notturna si ridusse del 33-74%, la frequenza urinaria giornaliera si ridusse dell’11-43% ed il flusso urinario di picco aumentò del 26-50%.

I corrispondenti valori riscontrati nel gruppo placebo furono, rispettivamente, di 13-39%, 1-29%, 2-35%.

E’ stato finora effettuato un unico test su larga scala. Furono testati più di mille pazienti con moderata BPH, una parte dei quali assunse 160 mg di Serenoa repens due volte al giorno per sei mesi e l’altra parte ricevette 5 mg di finasteride una volta al giorno per lo stesso periodo di tempo.

Non si rilevarono differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda le autodichiarazioni sulla qualità della vita.

La situazione sintomatologica migliorò del 37% con la Serenoa repens e del 39% con il finasteride.

L’effetto collaterale più frequentemente riportato durante l’assunzione di Serenoa repens fu una moderato problema gastrointestinale (nausea e dolori addominali).

In conclusione, la Serenoa repens è ben tollerata, ha efficacia molto maggiore dei placebo e simile a quella del finasteride nel portare un miglioramento sintomatologico a pazienti affetti da BPH.

Il Saw Palmetto (Serenoa repens) su uomini con sintomatologia al tratto urinario inferiore.

Autori: Gerber GS, ZagaJa GP, Bales GT, Chodak GW, Contreras BA.

Fonte: Urology. 1998; 51(6):1003-1007.

Obiettivi: Valutare gli effetti del Saw Palmetto nella cessazione dei sintomi e sui parametri urodinamici in pazienti maschi con sintomatologia al tratto urinario inferiore (LUTS) presumibilmente secondari a iperplasia prostatica benigna (BPH).

Metodi: 50 uomini affetti da LUTS e mai trattati precedentemente, furono sottoposti a terapia con un prodotto commerciale a base di Saw Palmetto (160 mg due volte al giorno) per 6 mesi.

All’inizio del periodo di trattamento si effettuarono varie misurazioni, tra cui il flusso urinario di picco, il volume urinario residuo, la pressione di flusso, e il livello di antigene sierico prostata-specifico (PSA).

Il flusso urinario fu poi determinato ogni due mesi durante la sperimentazione e alla fine del periodo di sei mesi fu ripetuta una completa valutazione urodinamica.

Risultati: Dopo due mesi di trattamento si rilevò, nei 46 pazienti che terminarono il test, un significativo miglioramento della situazione sintomatologica.

Un miglioramento superiore al 50% fu rilevato nel 21% dei casi al 2° mese, nel 30% dei casi al 4° mese e nel 46% dei casi al 6° mese.

Non si evidenziarono significative variazioni del flusso urinario di picco, del volume urinario residuo e dei livelli di PSA.

Conclusioni: Il Saw Palmetto è un agente ben tollerato che può far significativamente migliorare la situazione sintomatologica in pazienti affetti da BPH.

Ad ogni modo, non fu possibile dimostrare un significativo miglioramento delle misurazione obiettive relative alla ostruzione dello sbocco vescicale.

Si necessitano quindi delle sperimentazioni affiancate da gruppi placebo, in modo da poter valutare la reale efficacia di questo composto.

Efficacia e non-competitività del Saw Palmetto nell’inibire in vitro gli alfa-adrenocettori.

Autori: Goepel M, Hecker U, Krege S, Rubben H, Michel MC.

Fonte: Prostate. 1999; 38(3):208-215.

Obiettivi: Valutare la presenza o meno di proprietà antagoniste in vitro degli agenti fitoterapici, utilizzati nel trattamento dei sintomi a carico del tratto urinario inferiore, contro l’alfa1-adrenocettore.

Metodi: Furono utilizzate varie preparazioni commerciali a base di beta-sitosterolo, estratti di ortica, zucca e Saw Palmetto presenti sul mercato. Si valutò mediante vari sistemi la capacità di tali prodotti di inibire gli alfa1-adrenocettori.

Risultati: Fino alla più alta concentrazione che poté essere testata, le preparazioni a base di beta-sitosterolo, ortica, e zucca si dimostrarono prive di un consistente effetto inibitorio in tutte le prove.

Al contrario, tutti gli estratti di Saw Palmetto testati mostrarono uno spiccato antagonismo sugli alfa1-adrenocettori, che si dimostrò inoltre essere non competitivo.

Il rapporto fra le concentrazioni attive in vitro e le dosi terapeutiche raccomandate di Saw Palmetto fu leggermente inferiore di quella riscontrata su parecchie sostanze chimiche definite come antagonisti alfa1-adrenocettori.

Conclusioni: I’estratto di Saw Palmetto ha evidenziato proprietà inibitorie sugli alfa1-adrenocettori. Se la biodisponibilità ed altre proprietà farmacocinetiche di questo ingrediente si dimostreranno simili a quelle degli antagonisti alfa1-adrenocettori di sintesi, tale azione del Saw Palmetto potrà essere sfruttata per curare pazienti affetti da sintomatologia al tratto urinario inferiore da ostruzione prostatica benigna.

Comparazione tra finasteride (Proscar) e Serenoa repens (Permixon) nell’inibizione della 5-Alfa riduttasi in volontari maschi sani.

Autori: Strauch G, Perles P, Vergult G, Gabriel M, Gibelin B, Cummings S, Malbecq W, Malice MP.

Fonte: Eur Urol. 1994; 26(3):247-252.

Un totale di 32 volontari maschi sani, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, furono ingaggiati per effettuare un test placebo controllato, della durata di una settimana, per comparare l’azione del finasteride (Proscar), un inibitore 5-alfa-riduttasi sintetico, con quella del Permixon, un prodotto a base di estratto di Serenoa repens.

L’obiettivo dello studio era di valutare l’effetto di dosi singole e multiple nella inibizione della 5-alfa-riduttasi, mediante la determinazione quantitativa del livello sierico di diidrotestosterone.

I volontari furono divisi in tre gruppi; al primo (n=10) fu somministrato il finasteride 5 mg una volta al giorno, al secondo (n=11) l’estratto di Serenoa repens 80 mg per due volte al giorno, e al terzo (n=11) un placebo una volta al giorno. La somministrazione delle varie sostanze si protrasse per 7 giorni.

I livelli sierici di testosterone e diidrotestosterone furono determinati dopo 12h, 24h, 48h, 72h, 120h e 168h.

Alla 12ma ora, una singola dose di finasteride da 5 mg fece diminuire il livello sierico di diidrotestosterone del 65%. Successivamente, multiple dosi di finasteride provocarono una diminuzione dell’ormone pari al 52-60%.

Nel gruppo trattato con Permixon, come anche nel gruppo placebo, non si verificò alcuna riduzione del livello di diidrotestosterone.

I livelli sierici di testosterone subirono solo piccole variazioni in tutti e tre i gruppi, rimanendo comunque nei limiti della normalità.

Questi dati confermano l’efficacia del finasteride come inibitore della 5-alfa-riduttasi.

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