T Verde (2a parte) 

Articoli tratti dalla rete

Traduzione di Marco Turazza.

 Il T Verde ed i nuovi benefici sulla salute - Di Mark Mayell 

La bevanda pi popolare del mondo (dopo l’acqua) il t, da sempre apprezzata per il suo buon gusto e per i suoi effetti blandamente stimolanti. Negli ultimi anni vari studi scientifici hanno iniziato a dimostrare una evidente serie di diversi potenziali effetti benefici sulla salute, sia del t nero (popolare in India e nell’Ovest) sia del pi tradizionale non fermentato t verde, popolare in Estremo Oriente.

Studi epidemiologici suggeriscono che bere t pu ridurre il rischio di vari tumori, inclusi quelli ai polmoni, colon e prostata, come pu anche ridurre la percentuale di malattie cardiache.

Nuovi studi, comprendenti un certo numero di prove cliniche, hanno iniziato a dare prove concrete non solo di tali benefici, ma anche di altri in aree diverse, come nella perdita del peso corporeo e nella salute di ossa, denti e fegato.

Nella Cina antica il t era considerato una medicina molto potente. Gli antichi saggi lo raccomandavano contro cefalee, diarrea, asma ed altri disturbi. Alcune di tali indicazioni sono ancora valide ai nostri tempi, sebbene considerando agenti attivi i vari costituenti isolati (come ad esempio la caffeina per lenire le cefalee).

Mentre l’uso terapeutico del t come tale si molto affievolito, ora il t verde tenuto in grande considerazione per potenziare il sistema immunitario e prevenire le peggiori malattie, come i tumori e le malattie cardiache.

Le Catechine e gli altri componenti bioflavonoidi del t verde sono diventate sostanze omnipresenti nei laboratori e non passa mese che non vengano pubblicati studi che indicano nuovi benefici del t verde.

Estratti di t verde possono aiutare nella perdita di peso.

Recentemente alcuni ricercatori svizzeri hanno misurato la spesa energetica e il consumo di grassi che si verificava in 10 uomini sani a cui erano stati somministrati (in diverse occasioni):

L’estratto di t verde caffeinato fu significativamente di gran lunga pi efficace sia della caffeina che del placebo.

Pi recentemente, alcuni degli stessi ricercatori trovarono anche che sottoponendo del tessuto adiposo ad estratto di t verde si verificava un consumo dei grassi pi veloce che non sottoponendolo a caffeina o a efedrina da sole.

Aggiungendo per caffeina o efedrina all’estratto di t verde si aveva un aumento della capacit di far perdere peso.

Il t verde pu rendere pi robuste le ossa ed aiutare a prevenire l’osteoporosi.

Uno studio pubblicato recentemente nell’ "American Journal of Clinical Nutrition" valut la relazione esistente tra l’assunzione di t e la densit minerale ossea di 1.256 anziane signore inglesi, dove il t (nero) viene comunemente bevuto in modo costante.

Gli studi eseguiti su popolazioni dove si beve comunemente il caff hanno dimostrato che l’alta assunzione di caffeina un fattore di rischio in direzione della osteoporosi.

Probabilmente a causa del contenuto di bioflavonoidi nel t, l’assunzione di questo si dimostrata essere un fattore protettivo verso l’osteoporosi.

Confrontati con i non bevitori di t, i bevitori di tale infuso mostrano avere una significativamente maggiore densit ossea. I risultati erano indipendenti da altri fattori, come ad esempio il fatto di assumere o meno il latte insieme al t.

Il t verde pu ridurre la formazione delle carie.

Le ricerche eseguite nell’ultimo decennio hanno identificato un certo numero di costituenti del t verde in grado di indebolire gli effetti cariogeni di batteri come lo Streptococcus mutans.

Ultimamente, la societ giapponese Taiyo Kagaku ha ricevuto un premio per un prodotto, a base di estratto di t verde, che viene utilizzato in dolci, cioccolata e gomma da masticare che non hanno attivit cariogena.

Il t verde pu proteggere il fegato.

Parecchi studi hanno dimostrato che l’estratto di t verde ha una importante azione antiossidante a livello del fegato, aiutando a prevenire la reazione dei radicali liberi con i grassi e conseguente danneggiamento dell’organo.

E’ stato anche riscontrato che i bevitori abitudinari di t mostrano in media una migliore funzionalit epatica rispetto ai non bevitori.

Bibliografia

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