Kava kava (1a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza.

 Il Kava kava

Il kava (Piper methysticum) è un membro della famiglia delle Piperaceae ed è stato largamente utilizzato dalle società del Sud del Pacifico per più di 3000 anni.

In molte di queste società il termine "Kava" significava amaro, aspro o tagliente. Il primo contatto conosciuto, avvenuto tra gli Europei ed il kava, fu durante il primo viaggio del capitano Cook nel 1768-1771.

J.G.A. Foster, un botanico della ciurma di Cook, è accreditato per essere stato colui che diede il nome alla pianta: Piper methysticum, che significa pepe intossicante.

L’origine geografica del kava non è ben conosciuta, ma si ritiene che sia originaria della Malesia, Nuova Guinea, Isole Salomone o Vanuatu [1]. La pianta fu comunque distribuita in tutto il Pacifico tramite le migrazioni tra isola ed isola delle antiche popolazioni. Essa viene tutt’oggi coltivata in molte isole del Sud Pacifico, come Nuova Guinea, Vanuatu, Fiji, Polinesia ed Hawai.

Il kava ha giocato un ruolo di primo piano negli aspetti culturali, economici, politici e religiosi delle società del Sud Pacifico come rilassante e come mezzo rituale per il raggiungimento di un più alto livello di coscienza [2]. Recentemente si è scoperto che la coltivazione della pianta ha portato alla formazione di almeno nove sottospecie di kava, così che l’uomo ha trasformato la pianta originale in diverse e distinte varietà domestiche [3].

Il kava è un arbusto completo, eretto e perenne. Le foglie sono verdi, cuoriformi ed appuntite. La pianta viene raccolta normalmente quando ha raggiunto l’altezza di circa 2 - 2,5 metri.

I composti attivi sono collettivamente conosciuti come kavalattoni ed includono: kavaina, metisticina, deidrokavaina (DHK) e deidrometisticina (DHM).

Tradizionalmente, il kava viene preparato utilizzando le radici ed i rizomi e queste sono anche le parti utilizzate nei moderni estratti fitoterapici.

La parte aerea è quella che contiene la maggior concentrazione di DHK e DHM, che hanno anche la maggiore attività rilassante. Questi due composti devono però essere somministrati insieme agli altri, e con un certo rapporto (che è quello naturalmente presente nelle radici), altrimenti si potrebbero avere vari effetti collaterali, tra cui, ad esempio, la cefalea.

I kavalattoni sembrano essere in grado di produrre una grande varietà di effetti psicologici. A causa della complessa psicoattività botanica, è estremamente difficile catalogare il kava in termini di classificazione farmacologica. E’ stato catalogato, da vari ricercatori, come narcotico, ipnotico, sedativo.

Le popolazioni del Sud Pacifico, che utilizzavano il kava in modo soprattutto "sociale", provavano una leggera euforia caratterizzata da miglioramento dell’umore, facilità nel linguaggio e miglioramento dell’udito.

Come fitoterapico, il kava è indicato per ridurre l’ansia, rilassare la tensione muscolare, come analgesico, come anestetico locale e per la sua potente azione antibatterica.

Il kava è stato utilizzato per più di un secolo come trattamento per: gonorrea, vaginiti, leucorrea, incontinenza urinaria notturna ed altri disturbi del tratto urogenitale. Si ritiene inoltre avere anche azione diuretica, utile nel trattamento della gotta, congestione bronchiale e reumatismi.

Viene utilizzato negli Stati Uniti ed in Europa soprattutto per la sua azione rilassante contro lo stress e rilassante muscolare. Il kava sta anche guadagnando popolarità come un aiuto nell’indurre il sonno.

Parecchi Paesi europei hanno approvato il kava per il trattamento dell’ansietà, insonnia e stanchezza, sulla base di estensivi dati farmacologici e test clinici positivi [6].

Non esistono prove documentate della presenza di effetti collaterali quando il kava viene assunto alle dosi raccomandate, pari a 180-210 mg di kavalattoni al giorno. Prodotti commerciali tipici contengono 200-250 mg di estratto al 30% in kavalattoni con un dosaggio giornaliero di 1-3 capsule.

Non esistono nemmeno prove che il kava dia dipendenza.

Sono state effettuate molte ricerche sul meccanismo d’azione che porterebbe ad attenuazione dello stress ed a rilassamento muscolare.

Uno studio pubblicato sul "Journal of Medicinal Plant Research" investigava gli effetti della kavaina sulla contrazione di tessuto muscolare isolato di cavia. I ricercatori conclusero che la kavaina può agire in modo muscolotropico non specifico a livello della membrana liscia del muscolo [7].

Una prova clinica pubblicata su "Pharmacopsychiatry" fu condotta su 101 pazienti sofferenti di ansietà. I ricercatori conclusero che l’estratto di kava rappresenta una valida alternativa agli antidepressivi triciclici ed alle benzodiazepine [5].

Un altro studio investigò come l’azione chimica della kavaina possa contribuire alle azioni anticonvulsive, analgesiche e miorilassanti del kava. Nell’articolo, pubblicato su "Pharmacopsychiatry", veniva spiegato che la kavaina sembra avere un effetto rapido e specifico di inibizione del dolore a livello cerebrale [9].

Un altro studio, infine, riportò che i kavalattoni mostrerebbero effetti sedativi attraverso un’azione competitiva a livello dei recettori del GABA.

Bibliografia

1 Lebot V, Merlin M, Lindstrom L. Kayo: The Pacific Drug New Haven:Yale University Press, 1992. p. 17.
2 Lebot V, et al. p. 13.
3 Dentali, S. "HRF Produces Safety Review on Kava for AHPA." HerbalGram. 40:14(1997).
4 Singh Y, Blumenthal M. "Kava: An Overview." HerbalGram. 39:34-55 (1997).
5 Lebot et al. p. 63.
6 Murray, M. Natural Alternatives to Prozac. New York:William Morrow and Co. Inc., 1996. p. 144.
7 Seitz U, et al. "Relaxation of Evoked Contractile Activity of Isolated Guinea-Pig lkuiii by (+ /-)-Kavain." Journal of Medicinal Plant Research. 63(4):303-306 (1997).
8 Volz H, Kieser M. "Kava-kava Extract WS 1490 vs. Placebo in Anxiety Disorders-a Randomized Placebo-Controlled 25-Week Outpatient Trial.' Pharmacopsychiatry. 30(1):1-5 (1997).
9 Gleitz 3, et al. ë1+/--Kavain Inhibits Veratridine-Activated Voltage-Dependent Na (+) Channels in Synaptosomes Prepared From Rat Cerebral Cortex." Neurapharmacalogy.34(9):1133-1138 (1995).
10 Jussofie A, et al. "Kavapyrone Enriched Extract from Piper Methysticum as Modulator of the GABA Binding Site in Different Regions of Rat Brain." Psychopharmacology.116(4): 469-74 (1994).

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