Kava kava (2a parte) 

Articoli tratti dalla rete e dal libro "Nature’s Medicine".

Traduzione di Marco Turazza.

 Generalità

Nome latino: Piper methysticum

Famiglia: Piperaceae

I polinesiani considerano il kava migliore e socialmente più accettabile dell’alcol, e questo è il motivo per cui viene offerta agli ospiti più onorati.

Gli abitanti delle isole Hawaii e di altri Paesi del pacifico del sud, si rilassano masticando le foglie della pianta. Essi utilizzano anche il rizoma per la preparazione di bevande da assumere durante le cerimonie religiose, celebrazioni speciali e riti sociali.

Comunque sia preparata e qualunque sia l’occasione, lo scopo è sempre quello di rilassare il corpo e la mente, di alleviare il dolore e di stimolare l’addormentamento.

Gli studi scientifici hanno solidamente dimostrato l’azione rilassante del kawa su muscoli e nervi. Tale azione non è data da una singola sostanza contenuta nella pianta, ma ad un gruppo di molecole chiamato kavalattoni. Trovati in diverse concentrazioni a seconda della parte della pianta presa in considerazione, ogni kavalattone ha una sua particolare azione fisiologica ed il migliore effetto terapeutico si ottiene utilizzando tutto il gruppo di sostanze, nel loro naturale bilanciamento ponderale.

Il kava si è sempre dimostrato vincente rispetto ai corrispettivi farmaci sintetici nel ridurre la tensione, lo stress e l’ansietà. L’efficacia è più o meno la stessa se comparato ai farmaci ansiolitici e medicinali ad azione similare, ma la sua superiorità è data dall’assenza di effetti collaterali, tipici invece dei farmaci di sintesi.

In uno studio, l’estratto di kava è stato comparato con due benzodiazepine, il bromazepan e l’oxazepam, su 172 persone sofferenti di ansietà. Dopo 6 settimane, i ricercatori conclusero che l’effetto terapeutico del fitofarmaco era assolutamente similare a quello del farmaco di sintesi, con l’ovvia differenza dell’assenza di effetti collaterali nel primo.

Non si evidenziò alcun effetto collaterale, tranne per un paio di dolori di stomaco, e si ebbe un miglioramento delle capacità mentali contemporaneamente ad un notevole rilassamento corporeo.

Un altro studio, effettuato per 8 settimane, portò ancora alla conclusione che l’estratto di kava è comparabile ma più sicuro delle benzodiazepine. Altri due studi precedenti portarono allo stesso risultato trattando ansietà, tensione e sintomi psicosomatici dovuti alla menopausa. Uno studio clinico del 1996 effettuato in Germania su 43 donne e 15 uomini sofferenti di ansietà, portò ancora una volta allo stesso risultato.

L’efficacia e la sicurezza del kava persiste anche dopo un uso molto prolungato nel tempo, come dimostra uno studio durato 6 mesi condotto dai ricercatori della Università di Jena in Germania. I 101 partecipanti al test erano sofferenti di ansietà dovuta ad una varietà di cause non psicotiche, come agorafobia ed altre fobie specifiche.

Metà del gruppo fu trattato con estratto di kava contenente 70 mg di kavalattoni, mentre l’altra metà fu trattata con un placebo.

Il primo gruppo migliorò significativamente, a differenza del secondo, senza presentare alcun effetto collaterale.

D’altra parte, esistono pochissimi studi volti a verificare gli effetti (primari e collaterali) a lungo termine dei farmaci di sintesi.

I kavalattoni rappresentano un gruppo di sostanze, di cui le più importanti sono: kavaina, deidrokavaina, metisticina, yangonina, dismetossiyangonina, deidrometisticina, etc. Tali composti hanno differenti effetti fisiologici, ma quando lavorano insieme presentano un’efficacia che può essere da 2 a 20 volte maggiore.

In ogni modo, la deidrokavaina (DHK) e la deidrometisticina (DHM) sembrano essere le più efficaci del gruppo per quanto riguarda l’effetto rilassante. Le due sostanze insieme hanno anche un’attività antidolorifica pari ad una aspirina da 200 mg. La kavaina ha un effetto tranquillizzante. Tutte e tre insieme agiscono sul sistema nervoso centrale, ma a valle del cervello, che invece rimane intatto.

L’effetto che ne deriva è che, mentre il corpo si rilassa, la mente rimane perfettamente attiva ed anzi si ha un miglioramento della funzione cognitiva. 

Indicazioni

Insonnia.

Depressione.

Problemi genitourinari.

Il kava ha attività analgesica, antiinfiammatoria e rilassante muscolare. Queste qualità danno sollievo ad una vasta gamma di problemi urinari. In modo particolare nelle donne, i kavalattoni hanno la capacità di rilassare l’utero e quindi si giustifica il loro uso nel trattamento di crampi mestruali e dismenorrea.

Può essere usato per trattare cistite, uretrite, vaginite, gonorrea, pielite.

Nonostante il suo effetto diuretico, può anche essere d’aiuto nel trattamento dell’incontinenza.

Cefalea.

Il rilassamento muscolare può essere la chiave per il trattamento di questo disturbo.

Iperattività.

E’ un disturbo frequente soprattutto nei bambini, ai quali spesso vengono prescritti farmaci, come il Ritalin, che pur essendo uno stimolante del SNC, ha l’effetto di calmare i bambini affetti dal disturbo.

Sembra però che il farmaco non sia innocuo, dal punto di vista degli effetti collaterali, ed infatti l’americana DEA (federal Drug Enforcement Administration) ha confermato che l’uso continuato di tale farmaco può portare ad assuefazione.

L’effetto del Ritalin non è sempre prevedibile infatti, mentre nella stragrande maggioranza dei casi funziona da calmante, alcune volte ha invece effetto contrario.

La stessa cosa, per quanto possa sembrare strano, avviene con la caffeina.

Ed anche il kava, che è quasi sempre un ottimo calmante, può raramente avere un effetto eccitante.

Vale comunque sempre la pena di provare prima ad utilizzare il kava che probabilmente funzionerà meglio, ma sicuramente sarà più sano e naturale.

Problemi alla bocca.

Il beneficio che il kava dà in questo tipo di disturbi sembra essere principalmente dovuto ad una azione locale.

La masticazione di foglie della pianta provoca un indolenzimento della mucosa buccale e conseguente alleviamento di una qualsiasi sintomatologia dolorosa.

Un estratto di kava utilizzato come ingrediente per soluzioni per lavaggi alla bocca oppure per dentifrici può funzionare egregiamente in molti disturbi, come mal di gola, dolore gengivale, sensibilità al freddo e mal di denti.

Altri disturbi.

I ricercatori non hanno verificato, almeno per ora, nessun’altra indicazione per il kava, ma spesso il folklore ha anticipato quello che la scienza ha poi successivamente scoperto e dimostrato.

Una di queste non ancora verificate indicazioni è la gotta, anche se già si sa che il kava è in grado di intervenire sull’infiammazione ed il gonfiore dei tessuti, caratteristiche che sono entrambe presenti nella gotta.

Viene ancora tradizionalmente utilizzata per alleviare dolori oculari, problemi all’orecchio medio, dolori dovuti ad ulcera duodenale, complicazioni bronchiali e cardiache.

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