Kava kava (3a parte) 

Articoli tratti dalla rete e dal libro "Nature’s Medicine".

Traduzione di Marco Turazza.

Preparazioni e dosaggi

Estratti secchi.

I prodotti standardizzati sono sicuramente i migliori. E’ necessario controllare sull’etichetta che il prodotto contenuto sia standardizzato e che contenga una specifica quantità di kavalattoni per ogni dose. Deve essere presente tutto il complesso dei kavalattoni e non solo uno o qualcuno.

Molti studi clinici vengono effettuati usando un dosaggio giornaliero pari a 210 mg di kavalattoni.

Il "The Protocol Journal of Botanical Medicine" suggerisce una dose di 40-70 mg di kavalattoni due volte al giorno per 4-6 mesi, mentre la commissione E (gruppo tedesco di esperti equivalente alla FDA americana) raccomanda l’assunzione di 60-120 mg al giorno per un massimo di 3 mesi.

Tinture ed estratti liquidi.

Dosaggi suggeriti: 1-3 ml al giorno di tintura, 2-4 ml al giorno di estratto liquido radicale, 10-30 gocce 4 volte al giorno di estratto alcolico.

Radici essiccate.

Dose raccomandata: 1,5-3 g.

Il giusto dosaggio dipende comunque da una moltitudine di fattori: peso corporeo, biochimica specifica dell’organismo, sensibilità ai kavalattoni.

Lo stesso si può dire per qualunque altra sostanza, sia essa naturale o sintetica.

Un altro fattore da considerare è il momento della giornata in cui si vuole assumere il kava. Mentre durante il giorno la dose può essere piuttosto bassa, alla sera si può leggermente aumentare, se necessario, per avere un più accentuato rilassamento ed un aiuto nel prendere sonno.

Per l’insonnia, il momento migliore è circa un’ora prima di coricarsi.

Associazioni

Associazioni utili.

Se il kava non è sufficiente a combattere la stanchezza e le preoccupazioni, la natura offre molti altri rimedi utili da soli od in associazione con il kava. Nessuno di quelli più avanti brevemente descritti possiede gli effetti collaterali o il potenziale di assuefazione riscontrabili invece negli universalmente utilizzati tranquillanti di sintesi.

Prima di qualsiasi altra cosa, si dovrebbe cercare comunque di fare un po’ più di esercizio, camminare un po’ di più, limitare il consumo pomeridiano di caffeina, alimentarsi con cibi in grado di apportare l’aminoacido L-Triptofano, importante per la serenità ed il rilassamento mentale.

RILASSAMENTO ed INSONNIA

Camomilla.

Uno dei suoi più importanti ingredienti è la Apigenina e si consiglia di assumerla in infuso subito prima di coricarsi.

Lavanda.

Alcune specie hanno un effetto tranquillante sul sistema nervoso centrale e periferico, anche se alcune specie (come la lavanda spagnola) hanno un effetto contrario. Tinture ed infusi sono validi, ma la forma migliore è rappresentata dall’olio essenziale. Esso va usato solo esternamente, diluito con olio di mandorla e sfregato sulla pelle. Si può anche aggiungere con un po’ di balsamo al limone all’acqua del bagno.

Melissa.

Ottima in infuso prima di coricarsi.

Passiflora.

In Gran Bretagna esistono molti prodotti a base di questo rilassante naturale. Basse dosi curano l’ansietà, mentre alte dosi agiscono da sedativo. La commissione E tedesca l’ha approvata come rilassante nervoso ed ha posto in evidenza l’assenza di effetti collaterali, interazioni e controindicazioni.

Valeriana.

Questa pianta ha un cattivo odore e sapore, ma è probabilmente la più potente delle piante considerate finora. In Gran Bretagna esistono almeno 80 preparazioni commerciali a base di valeriana indicate ad aiutare il sonno.

Essa contiene almeno 12 ingredienti attivi in senso sedativo, che lavorano in modo sinergico. Come sempre in questi casi è preferibile utilizzare prodotti che contengano tutti i principi attivi, e non uno solo o alcuni. Bisogna sempre ricordare il detto di Duke: l’intero pot-pourri fitochimico è quasi sempre migliore della somma delle sue parti.

DISTURBI alla BOCCA

Se il Kava non è sufficiente ad alleviare i problemi alla bocca, si possono provare alcune alternative.

Chiodi di Garofano.

Sotto forma di olio, si può utilizzare sfregandolo direttamente sul dente dolorante. E’ uno dei pochi prodotti in grado di alleviare il dolore in modo efficace e sano.

Salice.

Si può avere un po’ di sollievo masticando un pezzo di radice di salice appoggiando poi il residuo sul sito del dolore.

CRAMPI.

Tra i vari disturbi genitourinari verso i quali è stato sperimentato il kava, quello dove si è avuta la migliore risposta è stata la dismenorrea. Per lenire in modo più forte la dolorabilità mestruale è possibile associare il kava ad altre erbe.

Zenzero.

Contiene 6 composti chimici ad azione antispasmica ed almeno altri 6 ad azione antidolorifica. Ha una lunga storia nel trattamento delle dismenorree e nell’induzione delle mestruazioni.

Lampone.

Non si conoscono ancora bene i costituenti attivi, ma presenta una buona efficacia nel lenire i crampi mestruali.

Controindicazioni ed effetti collaterali

I Kavalattoni non sono allucinogeni, né agiscono come narcotici. Non danno fenomeni di assuefazione e certamente non creano dipendenza. Presi nei dosaggi consigliati non nuocciono alle normali facoltà mentali.

I rari effetti collaterali riscontrabili possono essere: mal di testa, mal di stomaco, vertigini.

Con un uso regolare molto prolungato nel tempo o con un abuso cronico, si può riscontrare un lieve ingiallimento della pelle che guarisce spontaneamente sospendendo il trattamento.

Vi sono però alcune sostanze e condizioni fisiologiche che non andrebbero associate al kava:

Farmaci.

Barbiturici, tranquillanti, antidepressivi e calmanti del sistema nervoso centrale associati al kava possono provocare un potenziamento sinergico reciproco con un conseguente sovratrattamento.

Alcol.

Come per i farmaci suddetti, anche con l’alcol vi può essere un effetto di potenziamento reciproco.

Gravidanza.

E’ un dictat comune che donne in gravidanza o in allattamento non dovrebbero assumere né il kava, ne qualsiasi altra sostanza. Non esiste però alcuna prova del fatto che questa pianta possa essere dannosa in questa particolare condizione, né esistono prove che possa essere sicura.

In assenza di tali prove è meglio comunque evitare.

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