Ginkgo biloba (1a parte) 

Tratto dal libro "Nature’s Medicines".

Traduzione di Marco Turazza.

 Il Ginkgo

Nome botanico.

Indicazioni.

Interazioni.

Effetti collaterali.

Se assunto a dosi elevate:

Raramente:

Nel 1945, alcuni mesi dopo che la bomba atomica lanciata su Hiroshima aveva distrutto la città, gli anneriti e apparentemente senza vita monconi di ginkgo iniziarono a produrre nuove foglie.

Nonostante la pianta sia presente sulla terra da più di 200 milioni di anni, non aveva mai subito una esplosione nucleare, eppure è stata capace di sopravvivere alla devastazione.

La pianta del Ginkgo è indifferente al fuoco, resiste ai parassiti, cresce nello sporco e nell’aria inquinata. Alcuni alberi possono vivere per più di 1.000 anni. Questa tenacità ha fatto si che il ginkgo sia l’albero vivente più antico della terra, un fossile vivente conservato fin dal tempo dei dinosauri.

La foglia

Il Ginkgo è originario della Cina, dove i frutti ed i semi sono stati utilizzati per oltre 4.000 anni nel trattamento di una grandissima varietà di problemi, dall’asma, alla urinazione frequente, all’incontinenza urinaria notturna. I semi ed i frutti sono altamente tossici e richiedono un’attenta preparazione ed un’attenta misurazione delle dosi per evitare l’intossicazione.

Le foglie erano raramente utilizzate fino ad alcune decadi or sono, quando i ricercatori europei iniziarono a sperimentare gli estratti da foglie e scoprirono delle interessanti proprietà medicinali.

Lavorando sugli estratti, i ricercatori isolarono due tipi di sostanze attive: i flavonglucosidi ed un particolare set di terpenoidi che chiamarono ginkgolidi.

Con il passare degli anni, l’estratto al 24% in flavonglucosidi ed al 6% in ginkgolidi divenne lo standard utilizzato negli studi scientifici e nelle preparazioni commerciali.

Oggi questa formula, conosciuta come EGb 761, è utilizzata in tutta Europa per trattare malattie cardiache, malattie oculari, impotenza dovuta a scarso flusso sanguigno, tinnitus, scarsa circolazione alle estremità, lesioni craniche ed altre condizioni patologiche collegate al cervello.

Ritardare l’invecchiamento

Estratti concentrati di foglie di ginkgo possono migliorare la circolazione sanguigna, ostacolare attacchi cardiaci, migliorare la funzionalità cerebrale e ritardare gli effetti della malattia di Alzheimer.

Si può dire, in generale, che il ginkgo è un buon deterrente contro l’invecchiamento.

Secondo Jennifer Brett, medico naturopata del Wilton Naturopathic Center in Stratford, Connecticut, USA "Le persone che stanno invecchiando sono preoccupate soprattutto che il cuore ed il cervello perdano colpi. In termini di prevenzione, questa è un’erba che può essere assunta per tutto il resto della loro vita. Essa migliora la loro circolazione generale e la capacità mentale".

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