Schissandra chinensis

(2a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza.

 Studi recenti

Meccanismo d’azione

Studi condotti sugli effetti della schissandra hanno dimostrato che la pianta ha un effetto stimolante quando viene assunta in dosi basse, mentre tale effetto sparisce con dosi maggiori.

Tra i principali costituenti chimici, vi sono dei composti conosciuti come lignani, che sono concentrati in massima parte a livello dei semi delle bacche.

Sono stati identificati più di 30 lignani, e i più importanti sono stati denominati schissandrina, gomisina e wuweizisu.

I lignani stimolano il sistema immunitario, proteggono e rigenerano il fegato e migliorano la capacità antistress dell’organismo.

Possono anche presentare moderati effetti sedativi.

Altri costituenti chimici, un olio essenziale, acidi, vitamine e minerali, possono contribuire all’effetto tonico dell’erba grazie ad un aumento della capacità delle cellule di creare ed utilizzare l’energia.

Dosaggi

Decotto: 2-6 g, in 2-3 dosi.

Polvere: 2-4 g, in 2 dosi.

Sicurezza

I Cinesi dicono che le bacche di schissandra presentano tutti e cinque i sapori (dolce, aspro, amaro, caldo e salato) e si sono cibati di essa per molto tempo.

Dosi medie dell’erba sono considerate sicure e non tossiche.

Si possono raramente presentare modesti effetti collaterali come indigestione, eruzioni cutanee, orticaria, diminuzione dell’appetito.

La schissandra può provocare contrazione uterina e non dovrebbe quindi essere assunta in gravidanza, tranne sotto stretto controllo medico proprio per promuovere le contrazioni dell’utero durante il parto.

Dovrebbe ancora essere evitata da soggetti affetti da ulcera peptica, epilessia ed ipertensione arteriosa.

Bibliografia

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