Stevia (5a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza. 

Usi medicinali della Stevia

Ci sono molti motivi legittimi per utilizzare la stevia come integratore. Nonstante il più importante utilizzo della stevia sia quello di dolcificante, essa contiene una notevole varietà di principi attivi, oltre a stevioside e rebsudioside. Ci sono infatti quantità considerevoli di steroli, triterpeni, flavonoidi, tannini e molti olii volatili.

Queste ed altre sostanze, non ancora identificate, hanno probabilmente un notevole impatto sulla fisiologia dell’uomo e possono aiutare a spiegare alcuni dei riportati effetti terapeutici della stevia.

Azione ipoglicemizzante

E’ probabilmente la presenza della stessa stevioside che ha prodotto dozzine di rapporti empirici o semi controllati sull’azione ipoglicemizzante.

I Paraguaiani dicono che la stevia è utile contro l’ipoglicemia ed il diabete, perché nutrirebbe il pancreas e sarebbe quindi in grado di riequilibrare le funzioni pancreatiche.

Oviedo, et. al., riportarono un ritorno ai normali livelli di zuccheri nel sangue nel 35,2% dei casi, 6-8 ore dopo l’ingestione di un estratto di stevia.

Risultati simili si sono avuti a seguito di prove sull’uomo e su animali eseguite da altri ricercatori.

Questi risultati hanno indotto i medici paraguaiani a prescrivere la stevia per il trattamento del diabete mellito; parallelamente anche in Brasile la vendita di infuso di stevia e di estratto in capsule sono ufficialmente approvate per la terapia del diabete.

E’ importante notare che la stevia non abbassa i livelli glicemici nei soggetti normali.

In uno studio è stato somministrato a dei ratti un estratto di stevia per 56 giorni ad un dosaggio di 0,5 - 1,0 grammi al giorno. La stessa procedura è stata eseguita anche da un altro team di ricercatori.

Nessuno dei gruppi trattati mostrò una diminuzione della normale glicemia e risultati simili sono stati ottenuti da altri osservatori.

A tutt’oggi la ricerca sperimentale sugli effetti della stevia su pazienti diabetici ed ipoglicemici è piuttosto scarsa.

Il parere generale della comunità scientifica è che la natura moderatamente attiva della pianta e la sua totale assenza di tossicità giocano contro una ricerca estensiva e costosa.

Comunque, molti degli aneddoti riportanti una significativa azione ipoglicemizzante nei diabetici ed una pronunciata azione esilarante in pazienti ipoglicemici, sembrerebbero essere sufficienti a giustificare un futuro ed approfondito lavoro di sperimentazione.

Azione cardiovascolare

Una buona parte del lavoro sperimentale eseguito sugli effetti della stevia, riguarda la funzionalità cardiovascolare di uomo ed animali.

Alcuni di questi lavori si riferivano alla ricerca di eventuale tossicità, mentre altri investigavano le possibile azioni terapeutiche.

In nessun caso sono state trovate proprietà significative. Quando veniva osservata una qualche azione, si trattava di un leggero abbassamento della pressione arteriosa a seguito di dosi basse o normali, e di un leggero rialzo della stessa in caso di dosi massicce.

L’uso prolungato di stevia potrebbe determinare un leggero rafforzamento del muscolo cardiaco e del sistema vascolare.

Azione antimicrobica

La capacità della stevia di inibire la crescita e la riproduzione di batteri ed altri mcroorganismi infettivi è importante sotto due punti di vista.

Primo, si potrebbe così spiegare il perché gli utilizzatori di stevia riportino una minore incidenza di raffreddori ed influenze. Secondo, ciò ha portato alla creazione di un gran numero di prodotti per sciacqui della bocca e di dentifrici.

Le ricerche dimostrano chiaramente che Streptococcus mutans, Pseudomonas aeruginos, Proteus vulgaris ed altri microrganismi non si sviluppano in presenza di stevia.

Questo fatto, combinato con il naturale gusto dolce dell’erba, la rende un ingrediente ideale in prodotti per la bocca e dentifrici.

Vi sono motissimi prodotti di questo tipo che sono brevettati.

Si è anche dimostrato che la stevia sarebbe in grado di diminuire l’incidenza di carie dentali.

Azione tonico-digestiva

Nella letteratura brasiliana, la stevia è una delle più importanti piante utilizzate dai "gauchos" delle pianure del sud, per migliorare il gusto di amare preparazioni medicinali utilizzate dalla cultura nomade.

Attraverso molteplici sperimentazioni, queste genti impararono che la stevia contribuiva in maniera significativa al miglioramento della digestione e della funzionalità del tubo gastroenterico.

In modo simile, fin dalla sua introduzione, in Cina l’infuso di stevia è usato come stimolatore dell’appetito, aiuto alla digestione, aiuto per perdere peso e perfino per il ringiovanimento.

Effetti sulla pelle

Una delle proprietà della stevia che ancora non è stata investigata sperimentalmente, è la sua apparente capacità di coadiuvare la risoluzione di problemi cutanei.

I guarani ed altri popoli che utilizzano la stevia da tempi antichi, riportano una efficacia degna di nota su acne, seborrea, dermatiti, eczemi, etc.

E’ stato osservato che il suo uso diretto su tagli e ferite in genere porterebbe ad una più rapida guarigione.

L’applicazione può dare all’inizio un po’ di bruciore, ma è seguito a breve da una significativa riduzione del dolore.

Impacchi ed estratti di stevia applicati localmente in modo continuo sembrano rendere la pelle più liscia e soffice.

Effetti sulla riproduzione

Nel 1968 apparve un documento che diceva che alcune tribù di Indiani Paraguaiani (Mato Grosso) usavano la stevia come anticoncezionale, con apparenti buoni risultati.

Lavori successivi non riuscirono mai a confermare tale risultato. Fallì inoltre il tentativo di localizzare la tribù che si diceva utilizzasse la stevia per il controllo della fertilità.

L’unica azione a livello riproduttivo che sembra essere valida, anche se dovrà essere ampiamente sperimentata prima di trarne alcuna conclusione, è rappresentata dall’effetto positivo che avrebbe sulle malattie prostatiche.

Quanto sia la reale importanza di questa scoperta lo diranno le ricerche future.

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