Semi di Pompelmo (1a parte) 

Tratto dalla rete. 

Come fu scoperto l’Estratto di Semi di Pompelmo (GSE)

Jacob Harich stava mangiando, una mattina in Francia, un pompelmo a colazione e stava assaporandone il sapore. La seconda guerra mondiale era appena finita e poiché la frutta fresca era piuttosto rara in Europa, Jacob si stava gustando il suo pompelmo boccone per boccone, finche non morse un seme. Il gusto straordinariamente amaro del seme interruppe la sua gioia, ma lo portò anche a chiedersi come mai fosse così amaro.

Per molti tale domanda sarebbe stata di scarso interesse, ma non per Jacob, scienziato in erba, che gli ispirò una appassionante ricerca che sarebbe durata delle decadi.

Jacob Harich nacque in Yugoslavia nel 1919 e fu educato in Germania. La grande guerra interruppe i suoi studi in fisica nucleare. Dopo aver assistito agli orrori della guerra come pilota da battaglia, il giovane Jacob fu ispirato a devolvere il resto della sua vita al miglioramento delle condizioni umane.

A questo fine, egli ampliò i suoi studi con un corso completo di medicina, specializzandosi in ginecologia ed immunologia.

Arrivò negli Stati Uniti nel 1957, dove continuò i suoi studi presso l’Università di Long Island, New York.

Fu solo nel 1963, dopo essersi spostato nella patria dei pompelmi, la Florida, che ricevette il supporto necessario a concludere la sua ricerca.

Harich si avvicinò al Dr. Steven Otwell e al Dr. Wayne Marshall, entrambi ricercatori specializzati nello studio degli effetti dei microrganismi sul cibo. Nonostante il loro iniziale scetticismo, presto furono conquistati dalle dimostrazioni che il GSE era in grado di proteggere pesce e pollame dall’attacco di batteri, funghi e parassiti.

La reputazione di questi due scienziati e la fama del laboratorio dove lavoravano, l’Istituto di ricerca sul cibo nell’Università di Gainesville, Florida, fece si che altre importanti istituzioni si interessassero alle affermazioni fatte da Harich.

Finalmente, nel 1990, i praticanti americani della terapia Olistica iniziarono a considerare questo interessante prodotto, ne capirono le implicazioni per i loro pazienti e diedero ad Harich una meritata spinta verso la credibilità scientifica.

Nel 1995 Harich fu invitato in Europa come ospite d’onore all’Istituto Pasteur in Francia, il più importante centro di ricerca Europeo sull’AIDS. Da molti anni tale Istituto stava effettuando ricerche sul potenziale del GSE come profilattico sia contro il virus dell’HIV sia contro le infezioni secondarie associate all’AIDS.

Ricevette inoltre gli onori di molti coltivatori europei che ora utilizzano il GSE in polvere nei mangimi di pesci e pollame per combattere due batteri potenzialmente letali: l’E. coli e la Salmonella.

Il Dr. Harich morì nel Maggio del 1996.

Citrus paradisi / grandis

Il pompelmo fu nominato per la prima volta nel 17° secolo, quando questo albero sempreverde fu scoperto dai botanici nell’isola Barbados.

L’albero del pompelmo può avere un’altezza variabile da 4 a 25 metri. Un grande albero maturo può produrre da 500 a 700 frutti ogni anno.

Nel 1823 il primo pompelmo fu portato dalle Barbados alla Florida per iniziare una coltivazione commerciale. Oggi, solo in Florida, vengono raccolti ogni anno più di 2,5 milioni di tonnellate di pompelmi.

Il pompelmo viene anche coltivato commercialmente in Spagna, Marocco, Israele, Giordania, Sud Africa, Brasile, Messico, Giamaica e Sud Est Asiatico. 

Cos’è l’estratto di semi di pompelmo?

L’estratto di semi di pompelmo (GSE) viene ottenuto dapprima trasformando i semi in un liquido molto acido.

Tale liquido è ricchissimo in composti polifenolici, come quercetina, helperidina, campferolo, neohelperidina, naringina, apigenina, rutinoside, poncirina, etc.

I polifenoli come tali sono piuttosto instabili, ma vengono convertiti in sostanze più stabili che appartengono a diverse classi di prodotti, chiamati composti quaternari d’ammonio.

Alcuni composti quaternari, come il benzetonio cloruro ed il benzalconio cloruro ad esempio, sono industrialmente utilizzati come antimicrobici, ma sono tossici per la vita animale. La Colina (vitamina del gruppo B) è anch’essa un composto quaternario, ma non è tossica ed è anzi indispensabile per il mantenimento delle regolari funzioni neurologiche e del metabolismo lipidico.

Il GSE unisce le caratteristiche di efficacia con quelle di sicurezza sulla salute. I composti quaternari derivati dai semi di pompelmo evidenziano un’attività antimicrobica a largo spettro, mentre non vi è alcuna evidenza degli effetti tossici tipici dei composti quaternari di origine chimica. 

Meccanismo d’azione

Non è una sorpresa che si conosca molto meglio come usare il GSE e per cosa, che non esattamente come esso funzioni.

E’ un fatto abbastanza comune. Prendiamo ad esempio l’Aspirina. Fin dal suo sviluppo nel 1899, miliardi di persone l’hanno utilizzata per ridurre le infiammazioni, diminuire il dolore ed abbassare la febbre. Ma il suo intimo meccanismo d’azione è stato capito solo recentemente.

Il Dr. Sung-Hwan della Abcom Chemie a Seoul, Corea, afferma:

"Considerando i dati a ns. disposizione, crediamo che il GSE sia in grado di alterare la membrana delle cellule batteriche tramite una inibizione delle attività enzimatiche. Si può addirittura vedere la perdita di membrana citoplasmatica."

Quello che non si conosce è come il GSE possa agire sulla membrana cellulare di così tanti e diversi tipi di microrganismi senza mostrare alcuna tossicità sull’ospite.

Uno "studio sulla tossicità orale acuta" eseguito da un laboratorio indipendente, concluse che per avere il 50% di probabilità di avvelenamento, la dose assunta dovrebbe essere 4.000 volte superiore a quella normale.

Non si capisce, inoltre, come il GSE possa avere anche un effetto antivirale, visto che i virus non sono provvisti di una propria membrana cellulare.

L’università della Georgia, USA, valuta il GSE

Il test fu condotto dall’Università della Georgia per valutare l’estratto di semi di pompelmo come disinfettante contro E. coli, Salmonella spp. e Staphylococcus aureus.

Roger Wyatt, medico e microbiologo ha così riportato:

"I nostri studi indicano un eccellente potenziale. Le prove tossicologiche indicano che il prodotto e l’ingrediente attivo presentano una tossicità molto bassa. Ciò è importante perché molti disinfettanti correntemente utilizzati negli ambienti popolati sia da animali che dall’uomo, presentano una tossicità da moderata ad alta e il loro uso richiede una estrema cura. L’assenza di significative proprietà tossiche del GSE diventa eclatante quando si analizzano i dati di efficacia del prodotto anche a concentrazioni estremamente basse, e da ciò deriva che esso può essere usato con notevoli risultati benefici."

"Analizzando i dati, si può concludere che lo spettro d’azione che il GSE offre, è particolarmente largo (antivirale, antibatterico su gram+ e gram-, antimicotico ed antiprotozoario)."

I risultati del Dr. Wyatt sono anche stati confermati da una moltitudine di cliniche e laboratori, come anche di università di tutto il mondo, compresa l’Università dell’Arkansas, l’U. della Malaya, L’U. di San Paolo e quella di Ricardo Palma, tanto per nominarne alcune.

Potere disinfettante cutaneo del GSE

Università di San Paolo, Brasile

Il GSE, quando mescolato con sapone o detersivi, presenta una notevolissima azione disinfettante.

La sua efficacia è confermata dal Dr. J. A. Rotino dell’Università di San Paolo del Brasile.

Il Dr. Rotino stava confrontando l’efficacia del GSE con quella dell’alcol, nel campo delle situazioni di emergenza, ed ha così dichiarato:

"Il GSE, utilizzato come disinfettante cutaneo pre-chirurgico, ha avuto un’efficacia del 100% (a 100 ppm) rispetto ad un’efficacia del 72% dell’alcol etilico e ad una efficacia del 98% dei saponi chirurgici in commercio."

Un numero sempre maggiore di dermatologi e cosmetologi utilizza il GSE, come tale o miscelato in saponi vari o detergenti cutanei, per pulire, purificare e riequilibrare la pelle del viso e di altre parti del corpo.

Per una buona disinfezione esterna applicare 2-3 gocce di GSE sulla punta delle dita, dopo averle bagnate, e massaggiare gentilmente la parte anch’essa preventivamente umidificata, con movimenti circolari per circa un minuto, risciacquando poi con acqua fredda abbondante. I pazienti spesso riportano un leggero pizzicore, che è indicativo dell’azione disinfettante del GSE.

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