Acido a-Lipoico (2a parte) 

Tratto dalla rete. 

ABSTRACTS

DIABETE

Ziegler D; Gries FA.

L’acido alfa-lipoico nel trattamento della neuropatia periferica e cardiaca da diabete.

Diabetes 1997 Sep; 46 Suppl 2: S62.

I trattamenti antiossidanti hanno dimostrato di poter prevenire le disfunzioni nervose in diabeti sperimentali. Gli effetti antiossidanti dell’acido alfa-lipoico furono studiati in due sperimentazioni in doppio cieco con controllo placebo. 328 pazienti furono trattati in modo randomizzato con infusione intravenosa di acido alfa-lipoico (ALA) utilizzando tre diversi dosaggi: 1.200 mg, 600 mg, 100 mg e con un placebo (PLAC) per più di tre settimane.

Il punteggio sintomatico totale (TSS) (dolore, bruciore, parestesia e desensibilizzazione) ai piedi diminuì significativamente dalla baseline al 19° giorno negli ALA 1.200 e 600 rispetto ai PLAC. Il punteggio di tutti e quattro i sintomi individuali, ed anche della scala totale, fu significativamente inferiore negli ALA 1.200 e 600 rispetto ai PLAC dopo 19 giorni.

Nel "Deutsche Kardiale Autonome Neuropathie Studie", alcuni pazienti con NIDDM e neuropatia cardiaca autonoma furono trattati in parte (n=39) con acido alfa-lipoico per os alla dose giornaliera di 800 mg, ed in parte (n=34) con un placebo, entrambi per 4 mesi.

Due dei quattro parametri considerati migliorarono significativamente nel gruppo trattato con ALA rispetto a quello trattato con il placebo. Relativamente agli altri due parametri, fu notato un trend positivo.

In entrambi i test non furono notati effetti collaterali significativi.

In conclusione, il trattamento con acido alfa-lipoico per via intravenosa (600 mg / dì) per oltre 3 settimane è sicuro ed ha efficacia nel ridurre i sintomi di neuropatia periferica diabetogena; il trattamento per via orale (800 mg / dì) per 4 mesi può migliorare la disfunzione cardiaca autonoma in pazienti con NIDDM.

ANTIOSSIDANTE

Biewenga GP; Haenen GR; Bast A.

La farmacologia dell’antiossidante acido lipoico.

Gen Pharmacol 1997 Sep;29(3):315-31.

  1. L’acido lipoico è un esempio di sostanza i cui effetti sono stati messi in relazione alla sua attività antiossidante.
  2. L’attività antiossidante è un concetto relativo: esso dipende dal tipo di stress ossidativo e dal tipo di substrato ossidabile (es. DNA, lipidi, proteine).
  3. In vitro, l’attività antiossidante finale dell’acido lipoico è determinata dalla sua concentrazione e dalle sue proprietà antiossidanti. Sono state studiate quattro attività antiossidanti dell’acido lipoico: capacità di chelare i metalli, capacità di eliminare ossigeno reattivo, capacità di rigenerare antiossidanti endogeni, capacità di riparare i danni ossidativi.
  4. L’acido deidro-lipoico (DHLA), formato dalla riduzione dell’acido lipoico (ALA), ha proprietà antiossidanti superiori a quelle dell’acido lipoico stesso. Sia il DHLA sia l’ALA hanno capacità metallo-chelanti, mentre solo il DHLA è in grado di rigenerare gli antiossidanti endogeni (Vit. E, Vit. C e glutatione) e di riparare i danni ossidativi.
  5. Come chelante, l’acido lipoico ha mostrato attività antiossidante mediante la chelazione di Fe++ e Cu++, mentre il DHLA anche di Cd++.
  6. A livello di farmacologia antiossidante, l’acido lipoico è un modello per migliorare la comprensione del meccanismo d’azione degli antiossidanti nella terapia farmacologica.

  MALATTIE EPATICHE

Bustamante J; Lodge JK; Marcocci L; Tritschler HJ; Packer L; Rihn BH.

L’acido alfa-lipoico nel metabolismo e nelle malattie epatiche.

Free Radic Biol Med 1998 Apr;24(6):1023-39.

L’acido alfa-lipoico si trova naturalmente nei mitocondri cellulari, dove svolge un ruolo metabolico fondamentale. Ciò è conosciuto da molto tempo, ma solo negli ultimi anni si è provato che esso modifica in vitro i processi metabolici cellulari, interagendo con i tioli e con altri antiossidanti.

Da ciò si evidenzia che l’acido alfa-lipoico può avere importanti potenziali terapeutici in tutte le condizioni in cui vi sia uno stress ossidativo.

I primi studi effettuati sull’acido alfa-lipoco furono condotti pur conoscendo poco la sua azione a livello cellulare. Tali studi cercarono di valutare l’effetto dell’acido alfa-lipoico, utilizzando bassi dosaggi, sul metabolismo lipidico e dei carboidrati, ma non furono osservati effetti significativi. A livello di metabolismo glucidico, fu osservato un aumento dei tassi di acidi piruvico e lattico, che suggerivano un effetto inibitore sulla deidrogenasi piruvica.

Nello stesso periodo, l’acido alfa-lipoico fu anche utilizzato come agente terapeutico per molte condizioni patologiche del fegato, compresi i danni da abuso di alcol, l’avvelenamento da funghi, l’intossicazione da metalli pesanti e da tetracloruro di carbonio.

L’integrazione con acido lipoico trattò queste condizioni con successo in molti casi.

Studi sperimentali e test clinici effettuati durante gli ultimi 5 anni, utilizzando acido alfa-lipoico ad alte dosi (600 mg) hanno portato nuove ed evidenti prove del suo ruolo terapeutico nel trattamento della polineuropatia diabetica insulino resistente.

Queste nuove scoperte dovrebbero incoraggiare i medici ad utilizzare l’acido alfa-lipoico nelle malattie epatiche dove fosse presente uno stress ossidativo.

MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Packer L; Tritschler HJ; Wessel K.

Neuroprotezione dell’antiossidante metabolico acido alfa-lipoico.

Free Radic Biol Med 1997;22(1-2):359-78.

Alcune reazioni ossidative sono ritenute responsabili di numerose condizioni patologiche del cervello e dei tessuti nervosi in genere.

L’antiossidante metabolico acido lipoico è una sostanza a basso peso molecolare che viene introdotta nell’organismo con la dieta ed è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica.

L’acido lipoico viene metabolizzato nelle cellule e ridotto ad acido deidrolipoico, il quale viene anche esportato negli spazi extracellulari, garantendo una protezione sia intra sia extracellulare.

Sia l’acido lipoico che (e soprattutto) il deidrolipoico sono dei potenti antiossidanti, in grado di rigenerare altri antiossidanti, come le vitamine C ed E, e di far aumentare i livelli intracellulari di glutatione.

Sembra quindi essere un prodotto ideale nel trattamento dei disordini cerebrali e neurali, soprattutto in presenza di radicali liberi.

L’esame di moderne ricerche rilevano un’azione protettiva nella ischemia cerebrale, in alcuni danni cerebrali, nella disfunzione mitocondriale, nel diabete e neuropatia diabetica, in disfunzioni metaboliche congenite ed in molte altre cause di condizioni patologiche acute o croniche a carico del cervello e dei tessuti nervosi.

I tioli hanno una posizione centrale nella difesa antiossidante di cervello ed altri tessuti. Il più importante tiolo, il glutatione, non può essere somministrato direttamente, mentre può esserlo l’acido lipoico.

Molti studi effettuati in vitro su tessuti umani ed animali, indicano che l’acido lipoico può avere una notevole efficacia in molti disordini neurodegenerativi.

BIBLIOGRAFIA

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