Acido a-Lipoico (3a parte) 

Tratto dalla rete. 

Acido Lipoico

di Guido Bruscia e Luca Nobile

Conosciuto già dagli anni 50 anche con il nome acido tiotico.

E' classificato fra le vitamine liposolubili (arienti e floridi).

L'acido lipoico viene normalmente prodotto dal nostro corpo (capacita’ che diminuisce drasticamente dopo i 50 anni) oppure viene introdotto con le quote alimentari degli acidi grassi.

La principale funzione per cui e’ noto ed e’ stato studiato riguarda la sua azione antiossidante, un’azione molto potente che in alcuni casi riesce a sopperire alla carenza di vitamina C e vitamina E.

Gli studi sulle sue azioni antiossidanti ne hanno evidenziato l’azione protettiva sui molti organi bersaglio dei radicali liberi in modo particolare sul cervello.

L'acido lipoico esplica un’importante azione protettiva anche nei riguardi del colesterolo LDL (che quando aggredito dai radicali liberi porta ai depositi di grasso sulle pareti delle arterie).

Al contrario di molti altri antiossidanti, l’acido lipoico e’ solubile sia in acqua che in lipidi, questo gli consente di raggiungere i fluidi extracellulari attraverso il sistema ematico e contemporaneamente svolgere la sua azione di perossidazione lipidica sulle membrane cellulari.

Accanto all’importante azione antiossidante l’acido lipoico e’ molto attivo nel controllo della glicemia.
In alcune categorie di diabetici l’uso di 200/600 mg di acido lipoico frazionate durante il giorno ha ridotto del 30/40% la normale dose d’insulina.

Oltre queste capacita’ l’acido lipoico limita il processo di glicazione (molto attivo sui diabetici) attraverso la quale lo zucchero ematico reagisce con le proteine dei tessuti (collagene, tessuto connettivo, guaine mieliniche ecc) danneggiandole e portando a problematiche come l’invecchiamento precoce, danni renali, arteriosclerosi, diminuzione della vista ecc.

Henriksen-Jacob nel 97 hanno pubblicato uno studio dove evidenziano come la supplementazione con 600 mg di acido lipoico potesse migliorare la prestazione sulla resistenza medio breve (400/800 mt), questo molto probabilmente indotta non solo dalla capacita’ dell’acido lipoico di stabilizzare i livelli di glicemia ma contemporaneamente a quella di aumentare la disponibilità di zuccheri a disposizione del muscolo per la produzione di energia.

Nella pratica del fitness l’acido lipoico trova una sua applicazione nel caso di diete dimagranti per ottimizzare l’utilizzazione dei carboidrati e stabilizzare i livelli glicemici.

Acido Lipoico fra mito e realtà

di Marco Neri e Antonio Paoli - Gennaio 1999

Tra i miti e le leggende che continuamente nascono e muoiono all'interno di un settore fra il reale e l'esoterico come quello culturistico, ci sembra opportuno segnalare un integratore che sembra veramente avere ottimi presupposti per essere utilizzato in campo culturistico.

L'Acido Lipoico, conosciuto anche con il nome di acido tioctico, è noto già dagli anni '50, anche se il suo utilizzo nel campo sportivo risale solo a circa 10 anni fa.

Le proprietà dell'acido Lipoico

La prima funzione per cui è noto e per cui ha un ampio spettro d'utilizzo è la sua funzione contro i radicali liberi. Esso viene infatti definito "L'antiossidante universale", perché sembra in grado di sostituirsi ad altri antiossidanti come le vitamine C ed E.

Ci sono studi dove, in alimentazioni carenti di queste vitamine, l'integrazione con Lipoico riusciva a sopperirne la carenza.

Nel campo sia clinico che sportivo, comunque, molto importante è la sua azione di controllo sulla glicemia nel sangue.

Sia l'azione antiossidante che questo ruolo ipoglicemizzante hanno fatto in modo che l'acido Lipoico iniziasse ad essere studiato come integrazione, al fine di limitare i molti effetti collaterali riscontrabili sui diabetici che fanno uso di insulina (danni ai nervi, malattie cardiache, calo della vista, invecchiamento precoce, ecc.).

Recenti studi, sia americani che australiani, evidenziano la possibilità che l'acido Lipoico possa anche proteggere dal colesterolo LDL e scoraggiare o limitare la degenerazione di cellule cancerogene.

L'acido Lipoico è un antiossidante di base ed il nostro corpo è in grado di sintetizzarlo; un'altra quota viene assorbita tramite l'alimentazione, attraverso l'introduzione di altri acidi grassi.

Purtroppo, come molte altre sostanze (Melatonina, Dhea, Testosterone, Estrogeni, GH, ecc.), la sua produzione diminuisce drasticamente con il passare dell'età. È quindi logico, e a nostro avviso naturale, concepire la possibilità che, con il passare degli anni, ci sia sempre più bisogno di assumere acido Lipoico per via esogena.

Va inoltre segnalato come anche lo stress intenso e cronico sia una delle situazione patologiche che inducono ad assumere questa sostanza come integratore.

Infatti anche se è vero che lo stress acuto, seguito dal giusto recupero, è un fattore che stimola la sintesi di molti ormoni e aumenta la produzione di antiossidanti endogeni, è altresì vero, soprattutto per gli sportivi, che il ciclo di supercompensazione, alias il fatidico recupero funzionale dopo un allenamento, non viene rispettato, con grave deficit per ciò che riguarda muscoli, articolazioni, sistema immunitario, sistema endocrino, ecc.

L'azione antiossidante dell'acido Lipoico (in combinazione con il suo metabolita acido deidrolipoico) è caratterizzata dal fatto che viene assorbito rapidamente e facilmente dal corpo, raggiungendo brevemente alte concentrazioni sia nelle cellule che nei tessuti e nei liquidi extracellulari.

Al contrario di altri antiossidanti, l'acido Lipoico è solubile sia in acqua che in lipidi; infatti è questa qualità che gli consente di raggiungere i fluidi extracellulari attraverso il sistema ematico e, contemporaneamente, di svolgere la sua azione di perossidazione lipidica sulle membrane cellulari.

Come già detto, una delle migliori potenzialità l'acido Lipoico la svolge nei confronti del metabolismo glicidico; quindi esso è importante per molte forme di diabete, in quanto è in grado di ridurre il processo di glicazione.

La glicazione è una reazione nella quale lo zucchero ematico reagisce spontaneamente e direttamente con le proteine (collagene della pelle, pareti vasali, tessuto connettivo, mielina che riveste i nervi). Questa reazione porta a dei legami zucchero-proteici che comportano un'alterazione delle cellule coinvolte, con conseguente indebolimento ed invecchiamento dei tessuti.

Nel campo dello sport, e del body building in modo particolare, l'acido Lipoico è una scoperta relativamente recente ed il suo interesse è legato alla sua funzione denominata insulino simile.

I rischi dell'insulina esogena

Molti atleti, purtroppo, hanno intrapreso la strada dell'uso dell'insulina esogena quale mezzo per incrementare la massa muscolare. Questa è una pratica che porta a molteplici rischi, che si riassumono primariamente nell'impossibilità di individuare il tipo d'insulina (rapida, media, lenta) e soprattutto la determinazione del dosaggio; queste incognite sono altamente lesive per l'organismo, fino al rischio di coma glicemico, che può portare anche alla morte.

Conseguentemente, molti atleti ignorano anche che l'assuefazione cellulare all'uso d'insulina esogena ha una saturazione già in 12/20 grammi, con enormi rischi legati alla necessità di dovere continuamente aumentare il dosaggio.

Purtroppo i body builder che fanno questo tipo di scelte sono convinti che, non essendo provato il blocco di produzione dell'insulina endogena anche dopo l'uso di quella sintetica, non ci siano problemi di rebound.

Malauguratamente, anche se il blocco delle cellule beta del pancreas (che producono l'insulina) non ci fosse, si avrebbe che le cellule si abituano a livelli insulinici molto più alti di quelli normalmente presenti; ciò comporta che, alla sospensione della terapia, la produzione fisiologica del corpo non è più in grado di stimolare adeguatamente le cellule.

Occorre ricordare come l'insulina sia uno degli ormoni chiave; infatti è la maggiore responsabile dell'accesso all'interno della cellula, quindi permette un ingresso maggiorato e favorito di tutti i nutrimenti presenti nel circolo ematico.

I pregi dell'acido Lipoico

L'acido Lipoico riesce a mimare questo effetto, senza avere gli effetti collaterali dell'insulina vera e propria. Il suo utilizzo infatti è previsto sia prima che dopo l'allenamento, in concomitanza con l'assunzione di creatina, glutammina, ramificati ed eventualmente taurina.

Il dosaggio dell'acido Lipoico previsto come antiossidante è assestato intorno ai 200/300 mg/die. Nell'uso sportivo si sono utilizzati dosaggi intorno ai 300 mg, sia prima che dopo la seduta di allenamento.

I risultati sembrano essere altamente promettenti e, soprattutto, non rischiosi per la salute dell'atleta.

Conclusioni

Se le premesse saranno mantenute, si potrebbe disporre di un valido supporto che permette buoni passi avanti sulla strada della crescita muscolare senza artifici chimici.

Diremmo comunque che, in attesa di ulteriori sperimentazioni sia sull'efficacia relativa all'ipertrofia che sulla mancanza di tossicità, è bene frenare i facili entusiasmi.

Inoltre il costo del principio attivo è ancora molto alto; come al solito, bisogna sempre ben ponderare il rapporto costo-beneficio, prima di chiedere dei mutui in banca per fare delle integrazioni che alla fine si rivelano poco utili. Infine, attualmente anche negli Stati Uniti sono pochissime le aziende che hanno nel proprio listino questo integratore.

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