Echinacea spp. (1a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza. 

Nome Comune: echinacea 

Altri nomi: purple coneflower, black sampson, sampson root, snakeroot, icahpe hu, rudbeckia, solhat, racine d'échinaeace, kegelblume, sonnenhut, igelkopf.

Famiglia: Asteraceae.

La famiglia delle Asteraceae, conosciuta anche come famiglia delle Margherite, era conosciuta in passato come Compositae. È una famiglia particolarmente vasta, comprendente circa 1.300 generi e 21.000 specie.

E’ una famiglia molto ben distribuita, presente in tutti gli habitat ed in tutti i paesi tranne l’Antartico.

Ciò è dovuto all’alta velocità riproduttiva e alla loro facile adattabilità all’ambiente.

La maggior parte dei costituenti di questa famiglia sono piante erbacee, arbusti e cespugli.

Altre piante della famiglia della Asteraceae:

Achillea millefolium (yarrow)
Arctium lappa (burdock)
Arnica montana (arnica)
Artemisia absinthium (wormwood)
Artemisia annua (chinese wormwood)
Artemisia vulgaris (mugwort)
Atractylodes macrocephala (atractylodes)
Calendula officinalis (calendula)
Cnicus benedictus (blessed thistle)
Cynara scolymus (globe artichoke)
Echinacea spp. (echinacea)
Eupatorium perfoliatum (boneset)
Eupatorium purpureum (gravel root)
Grindelia camporum (grindelia)
Inula helenium (elecampane)
Inula racemosa (inula)
Matricaria recutita (chamomile)
Silybum marianum (st mary's thistle)
Solidago virgaurea (golden rod)
Tanacetum parthenium (feverfew)
Tanacetum vulgare (tansy)
Taraxacum officinale folia (dandelion leaf)
Taraxacum officinale radix (dandelion root)

Parti utilizzate: radici, pianta intera.

Descrizione

L’Echinacea angustifolia è una pianta perenne alta da 15 a 50 cm. Presenta un grosso gambo, ispido e peloso; le foglie sono lanceolate e coniche ad entrambe le estremità. I fiori sono di color porpora. E’ una pianta a crescita lenta ed i fiori non appaiono prima del secondo o terzo anno di età.

L’Echinacea purpurea è simile alla angustifolia, ma arriva ad una altezza di due metri e le foglie sono larghe, ovate o lanceolate. Si coltiva più facilmente, cresce più rapidamente e solitamente fiorisce nel primo o nel secondo anno di età.

L’Echinacea pallida è anch’essa simile alle altre due, ma cresce fino ad un metro circa e le foglie sono strette e lineari. E’ considerata la meno potente delle tre specie.

Il periodo sella fioritura va da metà estate all’inizio dell’autunno.

L’Echinacea presenta un forte odore aromatico ed un gusto dolciastro, che lascia sulla lingua una sensazione di pizzicore.

Un tempo l’Echinacea era chiamata Brauneria. Il nome attuale (di derivazione greca) significa riccio ed è dovuto alla tipica forma del ricettacolo1.

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1Stuart, M (ed), The Colour Dictionary of Herbs & Herbalism, Orbis Publishing, London, 1982.

 Uso storico

L’Echinacea fu utilizzata per secoli dai nativi Americani, dai quali si appresero le nozioni del suo funzionamento, e fu successivamente utilizzata dai medici di tutto il mondo nel tardo 1800 e all’inizio del 1900.

Nel 1909 la American Medical Association stabilì che la pianta non aveva alcun valore medicinale ed il suo uso fu rapidamente abbandonato.

Dal 1930 in poi vari studi, molti dei quali effettuati in Germania, supportarono l’uso dell’Echinacea che riacquistò rapidamente una notevole popolarità, diventando, fino ai nostri giorni, una delle piante più popolari.

L’Echinacea è conosciuta per la sua efficacia nell’aumentare la resistenza alle infezioni. Veniva storicamente utilizzata contro febbre, infezioni varie e morsi di serpente, da cui il nome "snakeroot" (radice-serpente).

Grieve rilevò la sua efficacia contro setticemia, cancro, sifilide, difterite e febbre putrida1.

Le indicazioni specifiche elencate nella BHP sono: pustole, ascessi, foruncolosi, setticemia, catarro nasofaringeo, piorrea, tonsilliti2.

La monografia redatta dalla Commissione E tedesca dichiara un’efficacia "nel supportare e favorire la naturale resistenza dell’organismo, specie nelle condizioni infettive … come alternativo … e come diaforetico ed antisettico"3.

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1Grieve M, 1994 (first published in 1931), A Modern Herbal, Tiger Books International, London, p 265.
2British Herbal Medicine Association, 1983, British Herbal Pharmacopoeia, West Yorks, pp 80-1.
3Blumenthal, Goldberg, Brinckmann, 2000, Herbal Medicine, Expanded Commission E Monographs, Integrative Medicine Communications, Newton, p 94.

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