Il Sistema Immunitario

(3a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza. 

ALLERGIE DA CIBO

Molte persone soffrono di allergie o sensibilità a particolari cibi, più comunemente a: latte, frumento, arachidi, soia, anche se praticamente qualsiasi cibo può scatenare reazioni allergiche in particolari soggetti.

Le allergie da cibo (come tutte le allergie) determinano una iper-reattività del sistema immunitario.

Gli anticorpi, deputati a proteggerci dalle malattie, possono per vari motivi reagire contro le proteine dei cibi, causando danni ai tessuti e/o sintomatologia allergica.

Naturalmente, a differenza degli allergeni che si inalano come quelli del polline, gli allergeni da cibo entrano nell’organismo attraverso il tratto intestinale. Qui arrivano gli anticorpi chiamati IgA, che attaccano gli allergeni da cibo che inopportunamente passano attraverso la superficie della mucosa intestinale.

Le persone sofferenti di ipersensibilità presentano livelli molto bassi di IgA nel sangue. Inoltre lo stress, oltre a molti altri effetti sul sistema immunitario, può far ulteriormente diminuire la quantità di IgA. Ciò spiegherebbe il motivo per cui le allergie sono più gravi duranti periodi di intenso stress.

Vi sono inoltre particolari sensibilità al cibo che, se pur non tecnicamente considerate vere e proprie allergie, possono causare una sintomatologia simile. Alcuni cibi contengono sostanze come l’istamina o alcuni aminoacidi che possono provocare delle reazioni sui vasi sanguigni che portano a sintomi simil-allergici.

I cibi che più frequentemente possono provocare una sintomatologia simil-allergica sono:

LA DIETA A ROTAZIONE CONTRO LE ALLERGIE

Una dieta conosciuta con il nome di "Dieta a rotazione", può essere utile sia nel caso di allergie alimentari vere e proprie, sia nel caso ipersensibilità pseudo-allergica.

La dieta non prescrive ne proscrive alcun cibo in particolare, ma piuttosto suggerisce come evitare di assumere lo stesso cibo o cibi appartenenti allo stesso gruppo tutti i giorni.

L’idea che sta dietro a tutto ciò è che l’organismo può ipersensibilizzarsi a certi componenti se questi vengono assunti in modo continuo, mentre se essi vengono introdotti non più frequentemente di una volta ogni 4 giorni, la probabilità che si sviluppi una allergia è molto più bassa.

Questo perché, teoricamente, il ciclo completo di qualsiasi sostanza alimentare nell’organismo umano è di circa 3 giorni.

Come funziona?

Bisogna cercare di variare il cibo, specialmente quelli che più frequentemente possono provocare reazioni allergiche, come soia, grano, agrumi, patate, etc.

Ad esempio potrebbe essere utile sostituire il succo di arancia del mattino con un succo di mela o di altro tipo.

La dieta è certamente utile nell’evitare lo sviluppo di nuove sensibilità alimentari.

Nel caso si conoscano già i cibi responsabili delle reazioni allergiche, si potrebbe sperimentare (con cautela) la loro assunzione ogni 4-5 giorni. Nei casi meno gravi ciò è spesso sufficiente, mentre in quelli più gravi i cibi allergenici vanno completamente eliminati dalla dieta.

Connessioni botaniche.

Dal punto di vista botanico, il cibo appartiene a famiglie. Se la sensibilità è accertata verso un membro di una particolare famiglia, è bene sospendere per 4 giorni anche gli altri membri della stessa famiglia.

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