Longevità (1a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza. 

Vivere a lungo e vivere bene

La ricerca della fontana della giovinezza o almeno di una vita più lunga ha occupato la mente del genere umano sin dall’antichità. Ai nostri tempi il sogno di vivere una vita più lunga sta diventando sempre più una realtà.

Oggigiorno, la nostra vita è più lunga rispetto a quella dei nostri antenati e ciò è dovuto in parte alla diminuita mortalità infantile. Nell’epoca romana, la durata media della vita era solamente di 22 anni.

Più recentemente, al passaggio del XX secolo, la durata media della vita era di 47 anni.

Oggi, essa negli Stati Uniti è di 75,5 anni e, secondo alcuni ricercatori danesi, un bimbo nato in questa decade può aspettarsi di vivere fino a 100 anni.

Per gli appassionati della longevità, 8 o 10 decadi non sono sufficienti. Alcuni scienziati credono che il corpo umano sia progettato per vivere da 115 a 120 anni.

Sebbene non si possa fare molto contro le cause di morte accidentale, le cattive abitudini sono certamente sotto il nostro controllo.

Evitare alcol e tabacco, fare esercizio fisico adeguato e utilizzare una dieta sana non solo ci può garantire una vita più lunga, ma anche la sanità e la vitalità di cui abbiamo bisogno per goderci la nostra vecchiaia.

Il cambiare la dieta, fare esercizio fisico e i progressi della medicina hanno già portato effetti positivi sulle persone anziane.

Una stima federale americana su persone di oltre 64 anni di età ha mostrato, nell’ultima decade, una diminuzione significativa di tutte le malattie croniche. Incredibilmente, il gruppo dove si sono avuti i miglioramenti più significativi è stato quello degli ultra 84enni.

Una vita più lunga si può anche avere quando essa sia vissuta con obiettivi, allegria e amore.

Uno studio eseguito su ex studenti di Harvard, ha dimostrato che coloro i quali avevano avuto un’infanzia felice erano più sani, dopo i 60 anni di età, di quelli che invece non l’avevano avuta. Sembra addirittura che ciò sia più importante del non fumare o del fare esercizio fisico.

Inoltre, la solitudine che spesso si accompagna con la tarda età, secondo uno studio dell’immunologo Ronald Glaser dell’Ohio, provoca una riduzione delle cellule killer, che rappresentano una parte del sistema immunitario atta a combattere tumori ed infezioni.

Alcuni studi dimostrano che qualsiasi forma di contatto sociale (amici, chiesa, gruppi di supporto, etc) porta ad un miglioramento del funzionamento del sistema immunitario.

Daniel Goleman, scrittore scientifico del New York Times, riporta che una meta-analisi eseguita all’Università della California ha dimostrato che persone cronicamente depresse, ansiose o irritabili rischiano si contrarre una malattia importante molto di più delle persone che non presentano tali disturbi.

Anche l’età avanzata, comunque, ha qualche aspetto positivo: minori starnuti dovuti ad allergie, in quanto il sistema immunitario è meno efficiente; minore sudorazione, in quanto anche le ghiandole diventano meno efficienti; si richiedono meno ore di sonno, lasciando più tempo alle attività piacevoli; minore sensibilità al dolore.

Migliorare lo stato di salute nell’età avanzata

I più comuni problemi che si riscontrano nella vecchiaia erano un tempo considerati inevitabili. Oggi sappiamo che essi possono venire minimizzati modificando il nostro stile di vita.

Danni ossidativi o da radicali liberi.

Questi dannosi composti sono sottoprodotti derivanti sia da inevitabili processi vitali (come ad esempio la respirazione) sia da metabolismi di certi cibi evitabili, in modo particolare dei grassi.

Seguire una dieta a basso contenuto di grassi riduce il carico di radicali liberi in modo sostanziale. Inoltre, una dieta ricca di antiossidanti, come frutta e verdura, controbatte l’azione dei radicali liberi.

Una dieta ricca di antiossidanti è stata associata ad una minore probabilità di contrarre cancro, malattie cardiache ed altre gravi malattie.

Indebolimento del sistema immunitario.

Il sistema immunitario inizia ad indebolirsi a 30 anni di età. A 50 il timo si è drasticamente ridotto.

Nonostante un certo indebolimento del sistema immunitario sia inevitabile con l’avanzare dell’età, rimane comunque molto da fare per rallentare tale processo.

Osteoporosi.

L’indebolimento delle ossa, con conseguenti fratture e dolore, non è l’inevitabile accompagnamento dell’età avanzata. Si è sempre pensato che ciò si potesse combattere aumentando il calcio nella dieta, particolarmente sotto forma di latte.

Si è però riscontrato che in alcune popolazioni, dove l’assunzione di latte è molto più bassa rispetto a quella delle popolazioni occidentali, vi sono di gran lunga meno casi di osteoporosi.

Il motivo è dovuto al fatto che una dieta troppo ricca di proteine, soprattutto animali, depaupera il calcio dalle ossa, rendendole ancora più fragili. Ed è innegabile che in occidente si assumono molte più proteine di quanto sia necessario.

Nonostante il fatto di assumere calcio con il latte possa essere una buona idea, bisogna considerare che il latte è ricco anche di proteine animali che, come abbiamo visto, esercitano l’effetto contrario.

Una scelta migliore è quella di assumere il calcio dai vegetali. Una tazza di cavolo cotto contiene più di 100 mg di questo minerale. Anche l’esercizio fisico aiuta le ossa a trattenere il calcio.

Andatura instabile e debolezza.

Non si è mai troppo anziani per migliorare forza e scioltezza muscolare, caratteristiche entrambe utili a mantenere vigoroso ed attivo l’anziano. Vari studi hanno dimostrato che una persona anziana che fa esercizi fisici in modo regolare può avere una capacità aerobica maggiore di quella di un giovane sedentario. I muscoli dell’anziano, inoltre, rispondono molto bene all’esercizio fisico.

Perfino attività fisiche di bassa intensità, come il popolare esercizio cinese Tai Chi, possono migliorare in modo sostanziale la stabilità dell’andatura.

Abbassamento della capacità visiva dovuta a degenerazione maculare.

L’invecchiamento del centro della retina è responsabile di una grande percentuale di disturbi, come distorsione delle immagini e perdita della visione. Un valido aiuto a prevenire tali problema ci può essere dato dagli spinaci, i quali contengono un carotenoide, la luteina, che aiuta a proteggere la macula dalla degenerazione senile.

Diminuzione delle funzioni sessuali.

Gli ormoni che regolano la nostra vita sessuale dipendono da una buona alimentazione ricca di vitamine e minerali. Per mantenere una buona attività sessuale anche nell’età avanzata, abbiamo bisogno di una sufficiente quantità di vitamina A, che viene prodotta dall’organismo a partire da precursori presenti nelle arance, ma anche in buona parte della frutta e della verdura.

Anche la vitamina E è importante a questo scopo, in quanto migliora la circolazione, ed una migliore circolazione sanguigna significa anche migliore rendimento sessuale. Anche la vitamina E si può trovare in buona parte della frutta e verdura.

Un altro elemento importante è lo zinco, che è necessario all’organismo per la produzione del testosterone, un ormone che è alla base del desiderio sessuale sia nei maschi che nelle femmine. I fagioli ne rappresentano una buona fonte.

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