Longevità (2a parte) 

Articoli tratti dalla rete.

Traduzione di Marco Turazza. 

Durata della vita

E’ sorprendente, ma vero, che i cittadini statunitensi, nonostante abbiano il sistema sanitario più costoso del mondo, hanno una aspettativa di vita inferiore a molti altri paesi.

Considerando anche solo le nazioni più evolute, l’America si posiziona più o meno a metà e viene superata da molti paesi Europei e dal Canada.

Il paese che ha la più lunga aspettativa di vita è però il Giappone.

Nonostante i ricercatori non sappiano esattamente quali siano i fattori implicati in questa lunga durata della vita dei giapponesi, sembra che la ragione sia duplice. Da un lato il Giappone ha il vantaggio dei paesi sviluppati (minor numero di morti per malattie infettive) e dall’altro quello di mantenere una dieta sana tipica dei tempi remoti.

Nonostante McDonald si stia sviluppando anche nei paesi estremo orientali, molti Giapponesi non rinunciano alla dieta ipolipidica ed ipoproteica dei loro antenati.

Se anziché considerare i Paesi consideriamo le culture, anche i Giapponesi sono superati in longevità da parecchie piccole società sparse per il mondo. I più conosciuti sono gli Hunzas dell’Himalaya, i Vilcambas delle Ande Equadoregne, i Bilcambas del Perù e gli Abkansias delle montagne caucasiche sul Mar Nero.

Cosa avrebbero in comune tali popolazioni? In primo luogo esse vivono quasi tutte a notevoli altitudini, spesso oltre i 4000 metri. Questa posizione implica a tutti gli abitanti una notevole attività aerobica giornaliera, ed una dieta povera di proteine animali anche se alcune di esse, in particolar modo gli Abkansias, consumano grandi quantità di latte fermentato.

Le popolazioni che invece presentano la più breve media di durata della vita sono i Groenlandesi e gli Esquimesi Inuit. La durata media è intorno ai 30 anni. La loro dieta è ricca di grassi e povera di vegetali ed il loro stile di vita è povero di esercizio fisico.

Media della aspettativa di vita nei vari Paesi

Basato sulla stima di Harward del 1990 e sul Rapporto di Sanità Mondiale di Ginevra del 1996.

Giappone: 79.4

Svizzera 77.7

Svezia: 77.3

Francia: 77.1

Olanda: 77.1

Canada: 76.8

Grecia: 76.8

Islanda: 76.7

Spagna: 76.6

Italia: 76.5

Australia: 76.5

Norvegia: 76.4

Germania: 75.9

Stati Uniti 75.5

Gran Bretagna: 75.4

Portogallo: 75.4

Danimarca: 75.0

Israele: 74.3

Irlanda: 74.3

Unione Sovietica: 69.0

Nepal: 55.0

Cambogia: 53.0

Laos: 52.0

Ciad: 49.0

Angola: 48.0

Ruanda: 47.0

Guinea: 45.0

Groenlandia: 30.0

Eschimesi Inuit: 30.0

Mantenere una mente efficiente

Non molto tempo fa, lo stereotipo della smemorata e confusa persona anziana era profondamente radicato nella psiche generale. Molti pensavano che la perdita della memoria ed il disorientamento fossero disturbi inevitabili che si presentavano nella vecchiaia.

Oggi, invece, molti scienziati credono che la degenerazione delle facoltà mentali non sia per niente inevitabile e che, come il corpo, anche la mente possa rimanere efficiente con l’esercizio e con una buona nutrizione.

L’esercizio, sia fisico che mentale, si è dimostrato essere un elemento chiave per la salute mentale degli anni avanzati. Vari ricercatori di Harvard, Yale e di altre università esaminarono 1.192 cittadini anziani nel 1988 e poi un’altra volta 3 anni più tardi.

Essi riscontrarono due fattori fisici legati al benessere mentale: la funzione polmonare e l’attività fisica. La prima, ovviamente, migliora con il migliorare della seconda.

L’esercizio migliora l’agilità mentale attraverso una moltitudine di meccanismi.

Uno dei ricercatori, il Dr. Marilyn Albert di Harvard, suggerisce che l’esercizio potrebbe stimolare il flusso sanguigno al cervello ed ai nervi, migliorando ed addensando le connessioni neuroniche; il risultato si evidenzierebbe in una mente più efficiente e più acuta.

Studi eseguiti su animali confermano tale ipotesi. Roditori sottoposti ad un regime di intenso esercizio sviluppano un maggior numero di capillari a livello cerebrale.

Sembra inoltre che l’esercizio fisico non sia l’unico modo per migliorare la struttura cerebrale. Tenere la mente occupata da nuovi interessi determinerebbe un maggior sviluppo di connessioni neuroniche. Il Dr. Peter Davies del Collegio di Medicina Albert Einstein suggerisce: "Se hai molti neuroni e li mantieni costantemente occupati, potrai meglio tollerare i futuri danni cerebrali".

Rapidi consigli per una mente efficiente. 

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