TRIFOGLIO (1a parte) 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Nome Botanico

Trifolium pratense

Nome Comune

Red clover 

Famiglia

Fabaceae

Parti utilizzate

Fiore

Descrizione

E’ una pianta perenne con molti rami frondosi e foglie tripartite, ognuna riportante un segno particolare a forma di V.

Sostanzialmente più grande di altre piante dello stesso genere, può avere un’altezza da 30 a 90 cm. Tutte le parti della pianta, escluse le foglie, sono ricoperte da una sottile peluria.

I fiori sono larghi e rotondeggianti, spesso del diametro di 2-3 cm., di colore variabile fra il rosa pallido ed il violaceo.

Viene coltivato in molte parti del mondo.

Usi storici

Il Trifoglio pratense rappresenta un eccellente rimedio alternativo nel trattamento delle malattie cutanee e di altre condizioni tossiche.

E’ stato anche tradizionalmente utilizzato contro il cancro, specialmente in sede uterina ed ovarica.

Un forte infuso veniva anche utilizzato per lenire la tosse spasmodica o dovuta a bronchiti e laringiti.

Fu usato per via interna ed esterna per curare le ulcere, comprese quelle cancerose.

Veniva raccomandato per "ulcere di qualsiasi tipo e bruciature profonde, raggiate o comunque gravi. Possiede proprietà lenitive, determina una efficiente detersione e promuove una salutare granulazione."

In associazione con altre erbe, il Trifoglio veniva raccomandato per il trattamento di: sifilide, reumatismi cronici, affezioni ghiandolari e cutanee 1.

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1Felter, HW & Lloyd, JU, King’s American Dispensatory, 18th Edn, Volume 1 & 2, reprint, Eclectic Medical Publications, Portland , 1983.

Avvertenze

Non vi sono controindicazioni conosciute.

L’efficacia estrogenica degli isoflavoni contenuti nel Trifoglio è stata ben documentata.

Nella "Malattia del Trifoglio", le pecore diventano permanentemente sterili a causa dell’assunzione di grandi quantità di Trifoglio.

In animali affetti dalla "Malattia del Trifoglio", la risposta uterina agli estrogeni è diminuita come avviene quando vi è un aumento dell’ormone luteinizzante (LH).

La "Malattia del Trifoglio" non è mai stata osservata, a dosi terapeutiche, nell’uomo. L’assunzione di tisane o estratto secco di Trifoglio come parte di un protocollo terapeutico, non porta ad infertilità nella donna.

Le donne Giapponesi hanno spesso una dieta molto ricca di isoflavoni (derivanti soprattutto dalla soia), ma non presentano alcuna riduzione della fertilità.

Dosaggi

Erba essiccata: in infuso: 6-12 g al dì.

Estratto standard: 20-40 ml la settimana (1:2).

 Indicazioni

Acne, bronchite, cancro, tosse, eczema, pertosse, psoriasi, affezioni cutanee acute e croniche.

 Azioni

Antitumorale, antispasmodica muscolare, espettorante generale.

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