FUNGHI MAITAKE (1a parte)

Tratto dalla rete

Autore: Sharon Crawford

Traduzione di Marco Turazza.

Nome Botanico

Grifola frondosa 

Famiglia

Poliporaceae

Parte utilizzata

Fungo.

Descrizione

Grifola frondosa è un fungo che cresce spontaneo in Giappone e nelle foreste orientali del Nord America, dove cresce su alberi morti o moribondi. Può raggiungere la grandezza di una testa di lattuga.

La parola "Maitake" significa "fungo che danza". Secondo la tradizione, infatti, i Giapponesi che per primi lo trovarono si misero a ballare per la gioia.

Durante il periodo feudale giapponese il Maitake era utilizzato come denaro contante; veniva scambiato per un peso equivalente di argento.

Il più importante ingrediente attivo del Maitake è un polisaccaride, il beta-1.6-glucano, un carboidrato complesso.

Tale componente è anche chiamato Frazione-D.

Vi sono altri due componenti attivi, chiamati Frazione-X e frazione-ES. Questi furono scoperti da Harry Preuss, un professore di medicina e patologia al Georgetown University Medical Center in Washington, DC.

Uso generale

Nonostante i Cinesi ed i Giapponesi abbiano utilizzato il Maitake da molti secoli, sia come alimento che come rimedio per la salute, è solamente negli ultimi 20 anni che sono stati compiuti degli studi sulla sua attività.

Le principali azioni del Maitake sono quelle di attivare il sistema immunitario e di agire come agente antitumorale.

Il Maitake è anche conosciuto come adattogeno e tonico, e come tale aiuta le persone sane a mantenere livelli ottimali di glicemia, di pressione arteriosa, di colesterolemia e di peso normale.

Il beta-glucano contenuto nel Maitake è un cosiddetto "carboidrato della superficie cellulare". Ciò significa che il polisaccaride in questione sarebbe in grado di favorire la comunicazione cellulare in specifiche circostanze. Come polisaccaride, questa sostanza attiverebbe le cellule bianche del sangue (i macrofagi) che a loro volta combattono i microrganismi responsabili di varie malattie, tumori compresi.

Nel 1995 fu eseguito uno studio presso la Japan's Kobe Pharmaceutical University per testare gli effetti del Maitake su vari tipi di cancro dei topi.

I risultati mostrarono una riduzione del 73.3 – 45.5% della crescita di tumori della mammella, polmone, fegato e prostata, una riduzione del 25% delle leucemie, una diminuzione del 33.3% dei tumori allo stomaco e del 0-16% di quelli alle ossa.

Tali benefici migliorarono di un ulteriore 4-13% quando veniva contemporaneamente eseguito un trattamento chemioterapico tradizionale; si ebbero inoltre una riduzione degli effetti collaterali ed una maggiore efficacia della chemioterapia.

Un altro studio eseguito dallo stesso gruppo di ricercatori ha verificato l’azione del Maitake nell’attivare la memoria delle cellule T. La conclusione fu che il Maitake non solo fa diminuire le cellule cancerose, ma anche ne previene la migrazioni e conseguenti metastasi.

Preuss, che scoprì le frazioni X e ES del Maitake, condusse alcuni studi dove si rilevò che alcune malattie croniche tipiche della vecchiaia (diabete, ipertensione, obesità) sono parzialmente connesse con disordini del rapporto glucosio/insulina. Con il suo studio effettuato nel 1998, Preuss concluse che il Maitake può agire in modo positivo sul rapporto glucosio/insulina inibendo la formazione delle summenzionate malattie legate all’invecchiamento.

Gli affetti del Maitake sul fegato e sulla colesterolemia furono scoperti alla Kobe Pharmaceutical University. Uno studio eseguito nel 1996 su ratti con iperlipidemia a cui fu somministrata una polvere contenente il 20% di Maitake, rilevò che il Maitake è in grado di alterare positivamente il metabolismo degli acidi grassi, inibendone l’accumulo nel fegato e nel siero.

Il Maitake è anche in grado di abbassare l’ipertensione arteriosa. Nel 1994, in uno studio eseguito nel New York's Ayurvedic Medical Center, pazienti ipertesi assunsero Maitake concentrato due volte al giorno per un mese. Il risultato fu una diminuzione della pressione sanguigna del 5-20%.

Altri studi hanno ancora evidenziato che il Maitake può essere d’aiuto ai pazienti affetti da AIDS. Nel 1992 due studi in vitro eseguiti uno in Giappone e l’altro presso il United States National Cancer Institute, hanno rilevato che il Maitake da un lato migliora l’attività delle cellule T e dall’altro presenta un’azione antivirale diretta sull’HIV.

Torna a Newsletter