Echinacea: risultati di recenti prove. 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Rob McCaleb (HRF)

Braunig B, Dorn M, Knick E.

Echinacea purpureae radix for strengthening the immune response in flu-like infections (German).

Zeitschrift für Phytotherapie 1992; 13: 7-13.

 

Brinkeborn R, Shah D, Geissbühler S, Degenring FH.

Echinaforce® in the treatment of acute colds.

Schweiz Zschr GansheitsMedizin 1998; 10: 26-29.

 

Hoheisel O, Sandberg M, Bertram S, Bulitta M, Schäfer M.

Echinagard treatment shortens the course of the common cold: a double-blind, placebo-controlled clinical trial.

European Journal of Clinical Research 1997; 9: 261-268.

 

Melchart D, Walther E, Linde K, Brandmaier R, Lersch C.

Echinacea root extracts for the prevention of upper respiratory tract infections.

Archives of Family Medicine 1998; 7: 541-545.]

 

I risultati delle varie ricerche eseguite sulla Echinacea per valutarne l’attività preventiva e curativa sulle malattie da raffreddamento, creano una figura piuttosto confusa che dà una indicazione di massima in cui la pianta avrebbe una evidente azione immunostimolante.

I più recenti studi non fanno molto per chiarire la situazione, ma presentano generalmente dei risultati per lo più positivi. Forse la più importante conclusione a cui si può pervenire dopo aver analizzato i presenti studi, è quella per cui l’Echinacea appare essere più efficace quando viene assunta ai primi segni della malattia da raffreddamento, piuttosto di quando essa viene assunta giornalmente come preventivo.

Il primo di questi recenti studi non è riuscito a provare che l’uso quotidiano di Echinacea sia in grado di prevenire il raffreddore comune (Melchart et al., 1998).

In questo studio germanico, in doppio cieco e placebo controllato, hanno partecipato più di 300 volontari sani a cui sono stati somministrati estratti radicali di Echinacea angustifolia DC, E. purpurea (L.) Moench, oppure placebo. L’Echinacea non si dimostrò migliore del placebo nella prevenzione dei raffreddori.

Il trial della durata di 12 settimane voleva verificare l’attività profilattica di due diverse specie di Echinacea contro il raffreddore comune. Durante il test, i partecipanti assunsero 50 gocce di estratto (1:11, 30% alcol) oppure un placebo, due volte al dì dal lunedì al venerdì, registrando nel contempo qualsiasi sintomo da raffreddamento.

I due gruppi ai quali furono somministrati gli estratti di Echinacea mostrarono un numero di malattie lievemente inferiore, ma la differenza era troppo piccola per essere statisticamente significativa.

Nel gruppo placebo si ammalarono di raffreddore il 37% delle persone, comparate con il 32% del gruppo E. angustifolia e al 29% del gruppo E. purpurea.

Nonostante tali dati non siano statisticamente significativi, gli autori notarono che l’Echinacea dimostrò comunque una lieve attività preventiva pari al 10-20 per cento.

Essi inoltre notarono che, in altri studi, quando l’Echinacea veniva assunta ai primi segni di malattia si aveva una riduzione significativa del numero delle persone che contraevano un raffreddore "pieno" ed inoltre si aveva una riduzione della durata della sintomatologia.

Molti utilizzatori di Echinacea e molti erboristi sono convinti che l’utilizzo di questa pianta ai primi segni della sintomatologia da raffreddamento sia più efficace che non l’uso quotidiano a scopo preventivo.

Un altro studio placebo controllato ed in doppio cieco offre una visione molto più positiva, basata non sull’assunzione giornaliera di Echinacea come preventivo, ma sul modello dell’intervento precoce. (Brinkeborn et al. 1998).

In questo studio svedese, 199 pazienti con raffreddore assunsero un estratto di Echinacea oppure un placebo ai primi segni di malattia. I medici giudicarono l’estratto di Echinacea efficace nel 68% dei casi, mentre il 78% dei pazienti la considerò efficace.

Fu utilizzato un estratto idroalcolico di E. purpurea fresca costituito per il 95% da parti aeree e per il 5% da radice. La dose era di due compresse tre volte al dì per otto giorni.

Le compresse contenevano un dosaggio pari a circa 240 mg di Echinacea al giorno.

I pazienti ed i medici concordarono nell’affermare che la preparazione (Echinaforce®, Bioforce AG, Svizzera) portò chiaramente ad una notevole riduzione della sintomatologia clinica in confronto al placebo.

Questo studio, supervisionato dal Dr. Brinkeborn, specialista in malattie infettive, fu significativo anche perché i partecipanti si consideravano tutti particolarmente predisposti a contrarre malattie da raffreddamento.

I pazienti furono istruiti ad iniziare il trattamento con Echinacea ai primi segnali di un raffreddore, quindi medici e pazienti valutarono successivamente l’efficacia del trattamento sulla base di 12 sintomi specifici.

E’ da notare che il placebo fu giudicato efficace dai medici in circa il 40% dei casi e dai pazienti quasi nel 50% dei casi. In ogni caso i dati sono statisticamente significativi per la maggiore efficacia dell’Echinacea e gli autori conclusero che essa "può essere raccomandata nel trattamento dei raffreddori nella loro fase acuta."

Seguendo un protocollo similare, un team svedese e tedesco di ricerca hanno riportato dei risultati positivi relativamente all’uso di una preparazione a base di succo concentrato di Echinacea purpurea (Echinagard®, Nature's Way, Utah) (Hoheisel et al., 1997)

Il 60% delle persone che assunsero l’Echinacea ai primi sintomi di raffreddore prevenirono lo sviluppo della malattia e il rimanente 40% guarirono velocemente.

In questo studio, anch’esso in doppio cieco e placebo controllato, 120 pazienti con sintomi iniziali di raffreddore assunsero 20 gocce della preparazione a base di Echinacea ogni due ore durante il primo giorno, e tre volte al giorno per i successivi 9 giorni.

Secondo la valutazione fornita dai pazienti stessi, i sintomi progredirono fino ad una completa malattia solo nel 40% dei soggetti appartenenti al gruppo trattato con Echinacea, rispetto al 60% del gruppo di controllo (placebo).

Inoltre, i soggetti che subirono la malattia nella sua completa evoluzione sintomatica guarirono il doppio più velocemente, cioè in una media di 4 giorni rispetto agli 8 giorni del gruppo di controllo.

Lo studio è stato effettuato su persone particolarmente suscettibili a malattie da raffreddamento, avendo tutti avuto almeno 3 infezioni respiratorie nei sei mesi precedenti.

Gli autori conclusero che la preparazione testata "rappresenta una terapia sicura ed efficace quando eseguita al primo insorgere di una sintomatologia da raffreddore comune".

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