Ginkgo efficace nella claudicazione intemittente.

 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza.

 

Evelyn Leigh, Herb Research Foundation

Pittler MH, Ernst E.

Ginkgo biloba extract for the treatment of intermittent claudication: A meta-analysis of randomized trials.

The American Journal of Medicine 2000; 108: 276-281.

 

Schneider B.

Ginkgo biloba Extrakt bei peripheren arteriellen Verschlusskrankeheiten (German with English summary). Arzneimittelforschung 1992; 42(1): 428-436.

 

Una recente meta-analisi di prove cliniche controllate ha concluso che l’estratto di foglie di Ginkgo (Ginkgo biloba L., Ginkgoaceae) è significativamente più efficace di un placebo nel trattamento del disordine circolatorio noto come claudicazione intermittente (Pittler et al., 2000).

I risultati di questo studio supportano quelli di una precedente meta-analisi eseguita in Germania e composta di cinque prove cliniche eseguite complessivamente su 174 soggetti (Schneider, 1992).

La claudicazione intermittente, causata dalla formazione di depositi aterosclerotici all’interno dei vasi sanguigni degli arti, è un sintomo precoce di malattia arteriosa periferica.

La zoppia avviene quando il restringimento arterioso determina un minor afflusso sanguigno, e quindi anche di ossigeno, a livello muscolare degli arti, causando dolore al polpaccio e conseguente difficoltà alla deambulazione.

La condizione affligge nella maggior parte dei casi persone anziane, e le possibilità di trattamento sono limitate.

L’esercizio fisico rappresenta probabilmente il trattamento più efficace, ma molti pazienti hanno difficoltà ad eseguire i programmi degli esercizi fisici.

Per la loro meta-analisi, gli autori hanno identificato otto studi randomizzati, placebo controllati in doppio cieco, interessando un totale di 450 persone.

Tutti gli studi hanno utilizzato come dato principale la deambulazione senza dolore.

In cinque degli otto studi fu utilizzato l’estratto di Gingko ad un dosaggio giornaliero di 120 mg, mentre negli altri tre il dosaggio giornaliero era di 160 mg.

In sette delle cinque prove fu utilizzato un estratto concentrato (Egb 761) standardizzato al 24% in Ginkgoflavonglucosidi e al 6% in Terpenelattoni (W. Schwabe, Karlsruhe, Germany).

La maggioranza degli studi durò 24 settimane, con l’eccezione di due prove, che durarono rispettivamente 6 e 12 settimane.

L’elaborazione statistica degli otto test mostrò che, in comparazione col placebo, il Ginkgo fece aumentare la distanza media, percorsa camminando senza dolore.

La differenza media della distanza, percorsa camminando senza dolore, tra i due gruppi fu di 34 metri.

Non si ebbe nessun effetto avverso in 3 prove, che sommate insieme rappresentavano quasi la metà del totale dei partecipanti. Negli altri 5 studi gli effetti collaterali più frequenti furono dati da dolore allo stomaco con nausea ed indigestione.

Gli autori conclusero che: "… questa meta-analisi suggerisce che l’assunzione orale di estratti di Ginkgo biloba prolunga la distanza percorribile a piedi senza dolore (e massima) in pazienti affetti da claudicazione intermittente."

Comunque essi avvertirono che: "L’effetto globale sembra modesto e i test disponibili prevengono l’emissione di un giudizio finale sulla efficacia di questo trattamento."

D’altro canto, essi ammisero anche la scarsezza dei farmaci attualmente disponibili per il trattamento del problema.

La Pentossifillina, farmaco approvato negli USA per il trattamento farmacologico della claudicazione intermittente, presenta effetti clinici modesti, ma numerosi e seri effetti collaterali, compresi aritmia cardiaca e sanguinamento. Il farmaco, inoltre, è molto più costoso dell’estratto di Ginkgo.

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