Composti a base di Ginkgo e la guerra della cellulite. 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza.

 Bosisio S.

Biflavones of Ginkgo biloba in cosmetics.

Fitoterapia 1998; 69(5):33.

La cellulite è una condizione associata ad insufficienza venosa cronica e stasi venosa. Un sollievo sintomatico può essere raggiunto applicando topicamente sostanze che promuovono la microcircolazione cutanea e la lipolisi.

Poiché la lipolisi è un processo regolato dai livelli di AMP ciclico, l’uso di composti in grado di stimolare l’adenilato ciclasi o di inibire la fosfodiesterasi dell’AMPc, rappresentano un metodo potenziale per aumentare l’attività lipolitica.

Una frazione di Ginkgo biloba ricca in flavonoidi dimerici sembra avere proprietà antiinfiammatorie e vasocinetiche. Identificata come GBDF, la frazione contiene amentoflavone e bioflavonoidi comprese: bilobetina, sequoiaflavone, ginkgetina, isoginkgetina e sciadopitisina; esse differiscono tutte per la posizione ed il numero dei gruppi idrossilici metilati.

In studi di laboratorio, il GBDF inibisce la fosfodiesterasi (PDE) dell’AMPc in modo dipendente dalla concentrazione. Diversi gradi di inibizione da parte di composti flavonoidi singoli furono inversamente proporzionali al numero dei gruppi metossilici del composto. La sciadopitisina fu incapace di mostrare alcuna attività anti-PDE, mentre l’amentoflavone e la bilobetina mostrarono l’attività più forte.

Ulteriori studi stanno per essere intrapresi per investigare gli effetti di questi composti sulla biochimica di cellule adipose intatte.

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