Sicurezza dell’Iperico confrontato con i farmaci antidepressivi (2a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Krista Morien, HRF

Piscitelli SC, Burstein AH, Chaitt D, Alfara RM, Falloon J.

Indinavir concentrations and St. John's wort.

The Lancet 2000; 355: 547-548.

Ruschitzka F, Meier PJ, Turina M, Lüscher TF, Noll G.

Acute heart transplant rejection due to St. John's wort.

The Lancet 2000; 355: 548-549.

Stevinson C, Ernst E.

Safety of Hypericum in patients with depression: a comparison with conventional antidepressants.

CNS Drugs 1999; 11(2): 125-132. 

Lo studio analizzò anche dati provenienti da monitoraggi farmacologici e da rapporti spontanei, nei quali l’FDA ha raccolto notizie di effetti collaterali dal pubblico o da naturopati.

Tutto ciò ha portato ad analizzare un totale di 4.587 pazienti, con una presenza di effetti collaterali variabile dal 2 al 6,1 %, con una percentuale di ritirati dai test variabile dallo 0,8 all’ 1,5 %.

In questi studi gli effetti collaterali più comunemente riportati furono a carico dell’apparato gastrointestinale, reazioni allergiche e irrequietezza.

I dati rilevati da rapporti spontanei, raccolti dall’Organizzazione Mondiale ed Europea della Salute, rivelarono anch’essi una percentuale di effetti collaterali piuttosto bassa.

Ci sono comunque almeno due inconvenienti principali nell’analizzare i rapporti spontanei. Il primo è relativo alla difficoltà di stabilire un rapporto causale tra effetto collaterale e pianta in questione. Il secondo è che spesso le persone in trattamento con prodotti erboristici tendono a sottovalutare la presenza di eventuali problemi.

In questo articolo, gli autori analizzarono anche informazioni relative al potenziale sovradosaggio e ad interazioni con farmaci.

Al momento non vi sono dati che possano confermare alcuna pericolosità in caso di sovradosaggio. Nonostante sia spesso citato un aumento della fotosensibilità in soggetti che assumono l’Iperico, vi sono solamente due casi documentati.

I ricercatori, inoltre, hanno stimato che una possibile reazione fototossica richiederebbe un dosaggio di Iperico superiore di 30-50 volte quello standard.

Tra i farmaci antidepressivi, il dothiepin presenta la maggiore sicurezza in caso di sovradosaggio.

Nel 1999 (anno in cui fu stampato questo articolo) gli autori non riportarono alcuna interazione conosciuta tra Iperico e farmaci.

Da allora, solamente due lettere nel "Lancet" avevano posto l’attenzione sul fatto che l’Iperico potrebbe interferire con il metabolismo di alcuni farmaci utilizzati contro l’AIDS (Piscitelli et al. 2000) e di altri utilizzati su pazienti che avevano subito un trapianto cardiaco (Ruschitzka et al. 2000).

Gli autori hanno però puntualizzato che vi sarebbe una mancanza di informazioni sulla possibile interazione Iperico-psicotropici, perché i pazienti sotto terapia con questi farmaci sono generalmente esclusi da studi placebo controllati con Iperico.

Dall’altro lato, non esistono rapporti di test clinici sull’interazione tra Iperico e farmaci contro: ipertensione, disturbi cardiaci, asma bronchiale e menopausa.

Gli autori concludono l’articolo con una discussione relativa ad interazioni potenzialmente associate con farmaci antidepressivi convenzionali, compresa la rara ma possibile sindrome serotoninica che si può avere quando si associano gli inibitori selettivi della serotonina (SSRI) con altri antidepressivi.

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