Iperico contro l’affaticamento inspiegabile. 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Evelyn Leigh

HŘbner W-D, Lande S, Podzuweit H.

Hypericum treatment of mild depressions with somatic symptoms.

Journal of Geriatric Psychiatry and Neurology 1994; 7(suppl 1): S12-S14.

Stevinson C, Dixon M, Ernst E.

Hypericum for fatigue -- a pilot study.

Phytomedicine 1998; 5(6): 443-447

Per molte persone che consultano il medico per problemi di affaticamento (fino al 50%) non si riescono a trovare delle cause fisiche, nÚ un trattamento definitivo.

Molti medici e ricercatori sono convinti che, almeno in alcuni casi, tale affaticamento inspiegabile possa essere un sintomo psicosomatico di una depressione mascherata.

L’Iperico (Hypericum peforatum L., Clusiaceae) si Ŕ dimostrato efficace nell’alleviare i sintomi di stanchezza ed affaticamento in pazienti depressi (HŘbner et al., 1993).

Alcuni ricercatori hanno progettato un piccolo studio pilota aperto, per valutare gli effetti dell’Iperico in 20 persone sofferenti di affaticamento di origine inspiegabile, in modo da formulare una ipotesi su cui fondare futuri studi controllati (Stevinson et al., 1998).

I partecipanti a questo studio (17 donne e 3 uomini) presentavano tutti un affaticamento persistente da almeno due settimane, ma nessuno di essi si considerava depresso.

Alla baseline furono stabiliti dei livelli di percezione dell’affaticamento tramite una scala analogica visuale (VAS), da completare sia da parte dei partecipanti stessi, che da parte delle persone ad essi pi¨ vicine, solitamente i loro partners.

I soggetti in questione compilarono anche una scala di affaticamento a 14 voci, un questionario di salute generale (GHQ) a 12 voci ed una scala di ansietÓ e depressione (HAD).

I risultati furono valutati utilizzando gli stessi questionari dopo due settimane ed ancora alla fine delle sei settimane di trattamento.

Dopo due settimane di trattamento con un estratto standardizzato di Iperico, l’affaticamento percepito dai pazienti risult˛ essere significativamente inferiore di quello registrato all’inizio della prova.

Nonostante nessuno dei partecipanti si considerasse depresso o ansioso, i punteggi registrati indicarono che all’inizio del test 9 di essi erano realmente depressi o al limite della depressione e che 14 soffrivano di ansietÓ o ne erano al limite.

Secondo i punteggi del HAD, l’affaticamento miglior˛ in 7 sui 9 pazienti classificati come depressi, ma solo in 3 sui 10 classificati come non depressi.

Alla fine dello studio solamente 3 soggetti potevano essere classificati come depressi (o al limite della depressione) e solo 5 come ansiosi o al limite dell’ansietÓ.

Gli autori conclusero che: "Esiste la possibilitÓ che il miglioramento della condizione di affaticamento mostrato in questo studio possa derivare da un risultato indiretto dell’efficacia dell’Iperico contro la depressione, dove la percezione della riduzione dell’affaticamento sia una conseguenza del miglioramento dell’umore".

Essi suggerirono che le ricerche future dovrebbero focalizzarsi su soggetti attendibilmente diagnosticati come non depressi, in modo da valutare la possibilitÓ o meno di una efficacia diretta dell’Iperico sull’affaticamento.

Il dosaggio di Iperico utilizzato in questo studio fu pari ad una compressa contenente 300 mcg di ipericina, per tre volte al giorno (Kira«, prodotto da Lichtwer Pharma UK Ltd).

Uno dei partecipanti si ritir˛ dallo studio a causa della presenza di vertigini, che persistettero anche dopo la sospensione della somministrazione di Iperico.

Nessun altro effetto collaterale fu riscontrato.

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