Il Saw Palmetto riduce il

tessuto prostatico. 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Rob McCaleb

Overmyer M.

Saw palmetto shown to shrink prostatic epithelium.

Urology Times 1999; 27(6): 1,42.

Nel primo studio clinico randomizzato effettuato in America sul Saw Palmetto (Serenoa repens, Arecaceae), la stimata erba prostatica ha dimostrato effetti positivi sulla riduzione del gonfiore dei tessuti prostatici in pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna (BPH).

Mentre numerosi studi abbiano confermato l’attività dell’estratto di Saw Palmetto nel ridurre i sintomi di BPH, questa è la prima prova concreta che presenta anche un effetto riduttivo sul gonfiore dei tessuti prostatici (Overmyer, 1999).

Il trial clinico, randomizzato, in doppio cieco e placebo controllato, ha coinvolto 44 uomini che presentavano ingrossamento prostatico. Essi assunsero 320 mg di un estratto di Saw Palmetto insieme ad un estratto di radice di ortica (Nutrilite® Saw Palmetto with Nettle Root, Nutrilite Division of Amway, Ada, MI), oppure un placebo, per sei mesi.

I ricercatori controllarono i partecipanti utilizzando gli usuali parametri clinici, compresi: Punteggio Sintomatologico Prostatico Internazionale (IPSS), rapporto di massimo flusso urinario, volume residuo delle urine, volume della prostata e antigene specifico prostatico (PSA, descritto successivamente).

A differenza delle ricerche precedenti, nello studio fu inclusa una biopsia prostatica guidata con ultrasuoni, che ha permesso agli scienziati di poter valutare le modificazioni avvenute a livello del tessuto prostatico dei pazienti.

Le biopsie furono effettuate alla baseline e dopo sei mesi di trattamento.

Come già riscontrato in precedenti ricerche, l’estratto di Saw Palmetto si è dimostrato efficace (o "in qualche modo efficace", secondo i ricercatori) nel ridurre il punteggio sintomatologico ed il massimo flusso urinario.

Nonostante il punteggio sintomatologico (IPSS) fosse crollato nel gruppo che aveva assunto il Saw Palmetto, esso crollò in modo simile anche nel gruppo placebo (2,9 e 2,6 rispettivamente).

Il rapporto del flusso urinario aumentò nel gruppo Saw Palmetto, mentre diminuì nel gruppo placebo. Non vi furono effetti di sorta sui livelli ormonale o su altri parametri del sangue.

La parte più interessante di questo studio fu che il Saw Palmetto bloccò il rigonfiarsi dell’epitelio prostatico, causando una contrazione del tessuto epiteliale della prostata e della zona di transizione. Particolarmente interessante è il fatto che tale beneficio si ebbe senza provocare modificazioni dei livelli di testosterone o diidrotestosterone. Ciò significa che il Saw Palmetto agisce in modo sconosciuto, ma con un meccanismo non ormonale.

Ciò è particolarmente importante per gli uomini affetti, perché le terapie convenzionali per la BPH hanno frequentemente effetti collaterali di tipo ormonale, compresa una diminuzione delle capacità sessuali e delle relative performances.

Questo fatto assume anche una notevole importanza per i medici, perché il Saw Palmetto non modifica i livelli di PSA nel sangue.

I test PSA sono utilizzati per diagnosticare il cancro alla prostata e la terapia convenzionale interferisce con il PSA mascherando questo importante e precoce segno di allarme.

Un editoriale di Leonard Marks, medico, ha accompagnato la ricerca e dovrebbe fornire delle prospettive per i medici ancora incerti sull’efficacia delle fitoterapie: "L’estratto di Saw Palmetto dovrebbe ora essere considerato come una opzione di trattamento su uomini sofferenti di BPH sintomatologico, con assenza di complicazioni. Il Saw Palmetto è estremamente sicuro, sembra produrre effetti positivi, molti pazienti sono d’accordo nell’assumerlo e molti altri potenti rimedi (farmaci o chirurgia) non sono generalmente necessari in molti casi di BPH."

Il Dr. Marks precisa che il Saw Palmetto è utilizzato in Europa da generazioni, che la sua sicurezza d’uso non è mai stata seriamente messa in discussione e che (ad eccezione di occasionali dolori gastrici) non sono mai stati riportati effetti collaterali.

In particolare, l’uso dell’estratto non è mai stato associato a disfunzione erettile, disturbi dell’eiaculazione o alterazioni della libido.

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