FITOESTROGENI (Parte 2). 

Di Sharol Tilgner N.D.

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza.

Molti isoflavoni, seppur non tutti, presentano effetti estrogenici. Alcuni di essi devono essere prima convertiti in altre molecole da parte della microflora intestinale.

L’assunzione di antibiotici o di altre sostanze in grado di distruggere la microflora intestinale, può provocare una diminuzione del metabolismo degli isoflavoni, vanificando in parte l’azione della pianta.

L’isoflavone genisteina ha mostrato possedere un effetto antiproliferativo contro le linee cellulari del carcinoma alla mammella nella donna, sia esso estrogeno dipendente o indipendente.

Vi furono effetti sinergici quando fu utilizzato in associazione con il farmaco antitumorale adriamicina. Gli isoflavoni presentano un’attività estrogenica molto debole se vengono comparati con l’estrone (naturale) o il DES (sintetico).

I fitoestrogeni possono agire in modo anti-estrogenico quando competono con l’estradiolo a livello dei recettori citoplasmatici dei tessuti estrogeno-sensibili.

La soia, che pure contiene isoflavoni estrogenici, è stata ritenuta responsabile della bassa incidenza di tumori alla mammella e di altri tumori tipici delle femmine, in donne giapponesi che consumano grandi quantità di soia.

Vari studi mostrano una correlazione tra alti livelli di lignani urinari e fitoestrogeni isoflavonoidi, in modo particolare Genisteina, ed una bassa incidenza di cancri ormono-dipendenti come quelli alla mammella ed alla prostata.

In vitro altri studi mostrano che la genisteina e la daidzeina inibiscono la crescita di tumori alla mammella sia estrogeno-recettore positivi che negativi.

I fitoestrogeni genisteina e daidzeina tendono a portare a normalizzazione i livelli di estrogeno e progesterone.

I lignani sono composti fenolici con debole attività estrogenica. Sono stati messi in relazione con una più bassa incidenza di cancro alla mammella.

La più alta concentrazione di lignani ad attività estrogenica è stata riscontrata nella parte sgrassata dei semi di lino. Questi lignani vengono convertiti in altri tipi di lignani dalla microflora batterica intestinale, in particolar modo in enterolattone ed enterodiolo.

Questi sono strutturalmente simili agli estrogeni e si legano ai relativi recettori con una affinità inferiore. Essi determinano inoltre un aumento delle proteine ormoni sessuali.

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