RHODIOLA ROSEA 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza.

Ref.:

Arctic Root (Rhodiola Rosea): The Powerful New Ginseng Alternative

di Carl Germano, R.D., C.N.S. L.D.N. e Zakir Ramazanov, Ph.D.

Pubblicato da Kensington Health Books

La Rodiola (Rhodiola rosea) è anche conosciuta come radice dell’Artico o radice dorata ed è un membro della famiglia delle Crassulaceae, alla quale fanno parte piante native delle regioni artiche della Siberia orientale.

La Rodiola cresce spontaneamente ad altitudini di 3.500 – 6.000 metri sul livello del mare.

La pianta cresce fino a circa 80 centimetri d’altezza e presenta fiori gialli, il cui odore è simile a quello delle rose, da cui il nome.

La Rodiola viene classificata come adattogeno, nel significato che essa presenta una capacità aspecifica di aiutare l’organismo a combattere lo stress ed a mantenere la normalità anche quando sia sottoposto a condizioni patologiche.

Sotto questo profilo essa è simile a molte altre erbe classificate come adattogene, come ad esempio: Eleuterococco, funghi Reishi, Ginseng, Codonopsis e Ashwagandha.

In Siberia si dice che "chi beve infusi di rodiola campa più di 100 anni".

Gli imperatori cinesi, che hanno sempre cercato il segreto della lunghezza della vita e della immortalità, mandavano spedizioni in Siberia per raccogliere e riportare la pianta.

Essendo una delle erbe medicinali più popolari dell’Asia, per molti anni la Rodiola fu trafficata illegalmente attraverso il confine russo con la Cina.

In Siberia essa veniva assunta regolarmente, specie durante il freddo e umido inverno, per evitare di ammalarsi. In Mongolia veniva utilizzata per il trattamento di tubercolosi e cancro. Considerata una pianta rara, i ricercatori della Tomsk State University trovarono parecchie zone in cui questa preziosa erba cresceva spontanea ad altitudini di 1.800 – 3.000 metri sul livello del mare.

Ricerche successive hanno confermato la sua importante attività biologica senza presentare alcuna tossicità.

Per il trattamento della depressione, gli estratti di rodiola (contenenti rosavina e salidroside), in studi eseguiti su animali, sembrano essere in grado di migliorare il trasporto dei precursori della serotonina, del triptofano e del 5 idrossitriptofano al cervello.

La serotonina è un neurotrasmettitore chimico encefalico molto studiato che interviene in molte funzioni tra cui: contrazione dei muscoli lisci, regolazione della temperatura, appetito, percezione del dolore, comportamento, pressione sanguigna e respirazione.

Quando si trova in quantità bilanciate, determina un senso di benessere e di facilità mentale.

Quando invece sia presente in quantità eccessive oppure troppo basse, essa può essere legata a vari stati di anormalità mentale, come ad esempio la depressione clinica.

Così, la Rodiola è stata utilizzata dagli scienziati russi da sola od in associazione con vari antidepressivi per potenziare lo stato mentale, un beneficio notevole in Paesi e stagioni dove i residenti vengono privati di una adeguata irradiazione solare per prolungati periodi di tempo.

Questo porta ad una condizione conosciuta come SAD (Seasonal Affective Disorder), abbastanza comune nei Paesi dell’Europa settentrionale.

Si è inoltre dimostrato che la Rodiola è efficace contro i problemi cardiaci causati od aggravati dallo stress. La sua azione in queste condizioni è data dalla sua capacità di inibire la quantità di catecolamine e corticosteroidi rilasciati dalle ghiandole adrenergiche durante lo stress.

L’anormale presenza di tali ormoni porterebbe successivamente ad un’innalzamento di: pressione sanguigna, colesterolo, livelli di potassio e ad un aumento dei fattori di rischio di malattie cardiache.

E’ stato riscontrato che la Rodiola abbassa i lipidi dannosi del sangue con conseguente diminuzione del rischio di malattie cardiache.

Essa è ancora in grado di abbassare le quantità di AMP ciclico (c-AMP) rilasciato nelle cellule cardiache. Il c-AMP è legato all’ATP (adenosina trifosfato), la più importante molecola energetica dell’organismo.

Il c-AMP agisce da "secondo messaggero" o "connessione" tra gli ambienti esterno ed interno della cellula. Assiste la captazione di una maggior quantità di calcio intracellulare a livello di cellule cardiache, promuovendo un maggiore potenziale per la contrazione del muscolo cardiaco.

In tal modo la Rodiola regola il battito cardiaco e neutralizza le aritmie cardiache.

Come adattogeno, la Rodiola stimola e protegge il sistema immunitario riabilitando l’omeostasi (bilancio metabolico) nell’organismo. Essa è inoltre in grado di far aumentare le naturali cellule killer (NK) a livello di stomaco e milza. Tale azione può essere dovuta alla sua capacità di normalizzazione ormonale modulando il rilascio di glicocorticoidi nell’organismo.

La Rodiola presenta potenti proprietà antiossidanti. Limitando il danno dei radicali liberi, essa è in grado di combattere tutte le malattie associate all’invecchiamento. La presenza di radicali liberi è associata alla mutagenicità cellulare, la causa diretta del cancro.

Inoltre, i ricercatori russi hanno trovato che la somministrazione orale di Rodiola inibisce la crescita tumorale nei ratti per il 39 per cento e diminuisce le metastasi per un 50 per cento.

Porta a miglioramento dei tessuti urinari e dell’immunità in pazienti affetti da cancro alla vescica.

In altri esperimenti con vari tipi di cancro, compresi l’adenocarcinoma e il carcinoma polmonare, l’uso di estratti di Rhodiola rosea ha portato ad un incremento significativo della percentuale di sopravvivenza.

Come l’Eleuterococco, la Rodiola è normalmente utilizzata dagli atleti per migliorare la performance. Anche se il meccanismo d’azione non è ancora completamente chiaro, essa sembra agire apportando un miglioramento del rapporto muscolo-grassi e facendo aumentare i livelli sanguigni di emoglobina e di eritrociti.

Sono stati riscontrati molti altri benefici con l’uso della Rodiola, compresi un miglioramento delle capacità uditive, una regolazione dei livelli di glicemia nei diabetici ed una protezione del fegato dalle tossine ambientali.

Sono state identificate quasi 200 differenti specie di Rodiola. Solamente 14 di queste sono state soggetto di studi biochimici ed è stato riscontrato che la composizione chimica e l’attività farmacologica di questa pianta è definitivamente specie specifica.

In generale la Rodiola contiene fenilpropanoidi, proantocianidine e flavonoidi. I composti chimici unici di questo genere sono: rosavina (il più attivo), rosina, rosarina, rodiolina, salidroside e il suo aglicone, il p-tirosol.

Solamente la Rhodiola rosea contiene rosavina, rosina e rosarina.

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