L’aglio funziona meglio dei farmaci a base di statine per prevenire gli attacchi cardiaci

(2a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Modulazione del profilo lipidico causata dall’associazione di olio di pesce ed aglio.

Morcos NC. Division of Cardiology, University of California, Irvine 92717, USA.

J Natl Med Assoc 1997 Oct;89(10):673-8 

 E’ stato dimostrato che il consumo di pesce Ŕ in grado di influenzare l’epidemiologia delle malattie cardiache, ed Ŕ stato dimostrato che l’aglio pu˛ influire sui livelli di trigliceridi.

Questo studio Ŕ stato intrapreso per valutare gli effetti sulla frazione sublipidica dell’associazione di olio di pesce ed aglio come integratore dietetico.

Allo studio parteciparono 40 pazienti con anormalitÓ a livello di profilo lipidico e fu eseguito in doppio cieco e con controllo placebo.

Ad ogni soggetto fu somministrato, per un mese, il placebo, quindi l’associazione di olio di pesce (1800 mg di acido eicosapentanoico, EPA, + 1200 mg di acido docosaesanoico) ed aglio in polvere (1200 mg) in capsule, sempre per un mese.

Fu testata la frazione lipidica all’inizio del trial, dopo il periodo placebo ed infine dopo il periodo di trattamento.

All’inizio tutti i pazienti presentavano un livello di colesterolo superiore ai 200. A tutti fu raccomandato di non modificare le loro solite diete.

L’integrazione per un mese port˛ ad una diminuzione del colesterolo pari all’11%, dei trigliceridi pari al 34%, dell’ LDL (lipoproteine a bassa densitÓ) del 10% e del rapporto colesterolo/HDL (lipoproteine ad alta densitÓ), che rappresenta il fattore di rischio, del 19%.

Si registr˛ inoltre un lieve aumento (seppure non significativo) dell’HDL.

Non vi furono effetti placebo significativi.

Questi risultati suggeriscono che oltre al ben noto effetto anticoagulante ed antiossidante sia dell’olio di pesce che dell’aglio, la loro associazione causerebbe favorevoli modificazioni della subfrazione lipidica entro un mese di trattamento.

I trigliceridi sono le sostanze che pi¨ risentono di questa terapia. L’abbassamento del colesterolo ed il miglioramento del fattore di rischio dato dal rapporto lipidi/HDL, suggerisce che queste associazioni possono espletare proprietÓ antiaterosclerotiche e possono proteggere l’organismo da malattie arteriose coronariche.

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