L’aglio funziona meglio dei farmaci a base di statine per prevenire gli attacchi cardiaci

(3a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Effetti pleiotropici dell’aglio.

Siegel G, Walter A, Engel S, Walper A, Michel F. Institut fur Physiologie, Universitatsklinikums Benjamin Franklin, Freien Universitat Berlin, Deutschland.

Wien Med Wochenschr 1999;149(8-10):217-24

L’aglio come rimedio erboristico è in grado di ridurre una moltitudine di fattori di rischio che giocano un ruolo decisivo nella genesi e nella progressione dell’arteriosclerosi:

In un trial clinico di 4 anni, effettuato su pazienti con placche arteriosclerotiche, fu dimostrata una riduzione delle placche del 9-18% ed una regressione del 3% del loro volume sotto l’assunzione di polvere di aglio standardizzata (900 mg/dì di LI 111).

Si verificarono, inoltre, altri aspetti fitofarmacologici: diminuzione dei livelli di LDL del 4%, aumento della concentrazione di HDL dell’8% ed abbassamento della pressione sanguigna del 7%.

La diminuzione della pressione arteriosa è dovuta ad una addizionale apertura dei canali di ioni K (Ca) nelle membrane delle cellule vascolari dei muscoli lisci con conseguente iperpolarizzazione.

L’iperpolarizzazione delle membrane provoca la chiusura di circa il 20% dei canali di tipo L Ca2+, con conseguente vasodilatazione.

Nelle arterie coronariche dell’uomo, l’aumento del diametro vascolare pari al 4% è strettamente associato ad un miglioramento della perfusione coronarica pari al 18%.

Questi effetti pleiotropici dell’aglio portano ad una riduzione del rischio cardiovascolare relativo di infarto per più di un 50%.

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