Trattare la depressione con l’Iperico (3a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Dr. Michael Tierra L.AC., O.M.D. 

Gli antidepressivi rientrano tra i farmaci più sicuri, ma presentano comunque alcuni effetti collaterali, tra cui i più comuni sono: diminuzione del desiderio e della funzionalità sessuale, secchezza delle fauci, nausea, stanchezza, irrequietezza, interazioni negative con alcol e droghe.

Fra tutti questi effetti collaterali, il più frequente è dato dalla diminuzione del desiderio sessuale.

Per tutti coloro che cercano un sollievo dalla depressione senza un indesiderato celibato, l’iperico offre un’alternativa piacevole e benvenuta.

Non è difficile capire perché in Germania, un paese altamente evoluto dove i medici devono studiare e far pratica anche in fitoterapia, l’iperico viene utilizzato come trattamento di scelta in più della metà dei casi, mentre il Prozac, ad esempio, viene utilizzato solo nel 2% dei casi.

Con la sua lunga e onorata reputazione di pianta tra le più efficaci e benigne, sarebbe una grave perdita se venisse riconosciuto solo per la sua attività antidepressiva.

Il composto aromatico policiclico presente nell’iperico (l’ipericina o pseudoipericina) è efficace anche come anti infiammatorio ed è stato scoperto essere in grado di sopprimere in modo considerevole la moltiplicazione dei retrovirus, sia in vivo che in vitro, potendo così essere considerato un valido aiuto nel trattamento dell’HIV e dell’AIDS, come anche in altre malattie virali.

Noi identifichiamo l’iperico come una piccola pianta a fiori gialli della famiglia delle Hypericaceae, menzionata ed utilizzata da Ippocrate fin da 2.500 anni fa.

Attraverso la storia ha avuto un uso onorevole sia interno che esterno contro ferite da taglio, ustioni, nevralgie e depressioni.

Grazie alla sua efficacia nella depressione, un disordine del sistema nervoso centrale, l’iperico è specificatamente indicato in tutti i traumi e le malattie a livello di nervi.

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