Trattare la depressione con l’Iperico (4a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Dr. Michael Tierra L.AC., O.M.D.

L’olio di iperico, che viene prodotto facendo macerare i fiori in olio vegetale, può essere applicato esternamente per attenuare i dolori da sciatica e anche da altre nevralgie, comprese le lesioni ripetitive come il tunnel carpale ed il gomito del tennista.

L’olio viene anche utilizzato per velocizzare la guarigione dalle ustioni. Esso non viene mai assunto per via generale, ma in tutte le condizioni sopra descritte è importante assumerne la tisana o la tintura madre ottenuta dalla pianta fresca.

Altre applicazioni interne efficaci di iperico includono il trattamento delle gastriti e delle ulcere gastriche, sintomi di gotta ed artriti, febbri, come espettorante nelle bronchiti, come diuretico nelle infezioni del tratto urinario e come calmante generale del sistema nervoso.

Uno dei problemi che si incontrando quando si ha a che fare con una pianta così multivalente, è che l’individuo medio può essere portato a credere che essa non possa essere così efficace in tutte le condizioni. Niente è più lontano dalla verità: qualsiasi condizione che sia legata ad un trauma o ad uno sbilancio del sistema nervoso, beneficerà in modo molto evidente dell’uso di iperico.

Il nome comune della pianta, erba di San Giovanni, la identifica con San Giovanni Battista, cioè con colui che battezzò Gesù Cristo. Ciò potrebbe essere dovuto alle sue onorevoli capacità guaritrici, ma anche al fatto che la pianta fiorisce in estate, proprio intorno alla festa di San Giovanni.

Nei tempi medioevali, si credeva che andando a dormire con un rametto di iperico sotto al cuscino la notte della vigilia di San Giovanni, il Santo sarebbe apparso in sogno, dando la sua benedizione e protezione per il nuovo anno.

Le proprietà medicinali derivano dalla porzione aerea della pianta, meglio se viene raccolta subito prima della fioritura. Essa contiene olio essenziale, ipericina (un glicoside che è anche un pigmento rosso) ed un derivato flavonoide polifenolico (iperaside).

Nessuno sa con precisione come funzionino gli antidepressivi, e nemmeno perché essi impieghino così tanto tempo per mostrare i loro effetti. In questo l’iperico non rappresenta un’eccezione ed infatti dovrebbe essere preso in dosi piene da 300 mg per tre volte al giorno per almeno 4-6 settimane prima di poter fare una valutazione obiettiva.

L’iperico non è una pinta del tipo "più ne prendi e meglio è" e dopo sei settimane la dose può essere leggermente ridotta.

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