Trattare la depressione con l’Iperico (5a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Dr. Michael Tierra L.AC., O.M.D. 

Se si stanno già utilizzando antidepressivi, è sconsigliabile modificarne il dosaggio o combinarli con l’iperico senza aver prima consultato il medico di fiducia.

L’iperico non dovrebbe essere assunto in combinazione con inibitori della MAO (mono ammino ossidasi) come il Nardil o il Parnate.

Si ritiene che almeno una parte dell’azione dell’iperico sia quella di inibitore della ricaptazione della serotonina (SRI). Clinicamente combinare un SRI con un inibitore della MAO può causare un pericoloso innalzamento della pressione arteriosa.

In generale bisognerebbe attendere almeno 4 settimane prima di assumere un qualsiasi SRI.

Alcuni dei più popolari antidepressivi sono SRI, inclusi Prozac, Paxil, Zoloft ed Effexoris. Se l’iperico agisce da SRI come fanno questi farmaci, esso dovrebbe essere introdotto in modo graduale, mano a mano che viene contemporaneamente ridotto il dosaggio del farmaco di sintesi, il tutto nel giro di almeno un paio di settimane.

L’accumulo di troppa serotonina nel cervello causa comunque dei problemi, che sono l’opposto di quelli della depressione. I sintomi più comuni sono: agitazione, sudorazione, confusione, letargia, tremori e contrazioni muscolari. In questo caso è necessario consultare un medico.

Uno dei principali motivi per cui si desidera sostituire un farmaco antidepressivo con una pianta come l’iperico è la sua mancanza di effetti collaterali. E’ confortante sapere che non sono mai state riportate interazioni di alcun genere tra iperico e qualsiasi altro farmaco.

La tossicità è calcolata considerando il rapporto rischio-beneficio. Il fatto che negli Stati Uniti 500-1000 persone muoiano ogni anno a causa di emorragie interne provocate dall’aspirina è controbilanciato dai molti milioni di persone che invece traggono beneficio dal suo utilizzo. Con nessuna morte riportata dall’uso di iperico in oltre 2.400 anni di storia, possiamo concludere che l’iperico è più sicuro dell’aspirina.

In molti libri, l’iperico è elencato tra le erbacce pericolose e velenose. Ciò è basato sul fatto che alcuni animali a pelle chiara, come ad esempio le pecore, possono sviluppare un’aumentata sensibilità alla luce solare dopo l’ingestione di grandi quantità di iperico. Questo ha provocato, in Australia ed in alcune zone degli Stati Uniti, lo sterminio su larga scala delle piante di iperico, in quanto considerato pericoloso.

Nonostante sia teoricamente possibile, non esiste in letteratura un singolo caso di tossicità in persone che abbiano assunto le dosi raccomandate di iperico per trattare la depressione.

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