Erboristeria cinese in America

(14a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza. 

Dr. Michael Tierra L.AC., O.M.D. 

Funghi Reishi (Ling Zhi) - Continua

Dosaggio.

Effetti cardiovascolari.

E’ stato dimostrato in vitro essere in grado di aumentare l’ampiezza della contrattilità del 40-45%.

Si è anche dimostrato in grado di ridurre l’assorbimento del colesterolo in esperimenti condotti su animali alimentati con una dieta contenente il 2% di colesterolo. Sembra che tale azione avvenga occupando i recettori intestinali degli steroli (Shiao, 1994). Ciò è anche in qualche modo sostenuto dall’antica credenza che i Reishi facessero dimagrire.

Attività immunomodulante.

I polisaccaridi contenuti nel Reishi agiscono aumentando la proliferazione delle cellule T.

Effetto antitumorale.

Numerosi studi e rapporti hanno dimostrato l’attività antitumorale dei costituenti del G. lucidum (Lee, 1994; Sone, 1985; Kino, 1989; Lieu, 1992; Lin, 1991: Maruyama, 1989). Questa azione è associata in generale ai triterpeni ed ai polisaccaridi.

L’estratto è anche in grado di lenire gli effetti collaterali associati alla chemioterapia ed alla radioterapia, di migliorare la guarigione postoperatoria e di bloccare le reazioni allergiche.

L’estratto del corpo inibisce la crescita del tumore solido sarcoma 180 nei topi (Lee, 1994).

Attività ipoglicemica.

Due glicani, il ganoderano A e B, hanno mostrato possedere una forte attività ipoglicemica, rendendolo utile come regolatore della glicemia.

Attività antiinfiammatoria.

I funghi Reishi possiedono una significativa azione antiinfiammatoria, simile a quella dell’idrocortisone.

In uno studio, l’estratto ottenuto con sola acqua si dimostrò inattivo, mentre 220 mg di quello ottenuto con etere fu comparabile a 5 mg di idrocortisone.

Bronchite cronica.

Per secoli l’erboristeria cinese ha riconosciuto al Reishi una efficacia contro la bronchite cronica (Tasaka, 1988).

In uno studio, fu somministrato del Reishi per quattro mesi a 20 pazienti affetti da bronchite cronica. In quasi tutti i pazienti, tranne due, ci fu una notevole diminuzione dell’attività colinesterasica del sangue, suggerendo una riduzione dell’eccitabilità del sistema parasimpatico (Chang, 1985).

Gli acidi ganoderici C e D inibiscono in modo diretto l’istamina prodotta nelle cellule di ratto (Kohda, 1985).

Altri effetti.

E’ stato trovato che il Reishi è in grado di proteggere il fegato e ne aumenta l’attività disintossicante (Jong, 1992).

E’ utile nella necrosi epatica e nelle epatiti in genere in quanto abbassa la SGOT (enzimi del fegato) e contribuisce significativamente a ripristinare una alterata funzione epatica.

Preparazioni.

Decotto: bollire 2-18 grammi di Reishi a pezzetti o in polvere in 250 ml di acqua. Cuocere lentamente finché ne rimangono i due terzi. Bere una tazza del decotto due o tre volte al giorno.

Estratto alcolico: macerare 90 grammi di Reishi a pezzetti o in polvere in mezzo litro di vino di riso per almeno 10 giorni.

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