Funghi medicinali cinesi.

I funghi Reishi – La medicina dei re (1a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza 

Da oltre 2000 anni i medici cinesi considerano i funghi Reishi (Ganoderma lucidum) un valido rimedio. Il loro nome cinese è Ling Zhi, che significa potenza spirituale. Essi sono considerati dai cinesi "la medicina dei re".

Il Dr. Shi-Jean Lee, il più famoso medico cinese della dinastia Ming, promosse fortemente l’efficacia dei Reishi in un suo famoso libro, Ban Chao Gang Moo (Grande Farmacopea). Egli affermò che un’assunzione a lungo termine di Reishi porterà ad un corpo sano e forte ed assicurerà una lunga vita (2).

Un Fungo per il sistema nervoso

I funghi Reishi sono stati tradizionalemente raccomandati dagli erboristi cinesi e giapponesi per combattere l’insonnia, grazie al suo fattore sonno-induttivo (1).

Un uso a lungo termine determina un significativo aumento delle onde lente del sonno (1).

I funghi Reishi in Cina vengono prescritti per molte malattie psichiatriche e neurologiche, comprese quelle a carico dei muscoli, l’anoressia e la debilitazione conseguente a lunghe malattie (3).

Il micelio essiccato di Reishi, in Giappone, è stato trovato essere molto efficace nel trattamento delle nevrosi causate da stress ambientali (1). In uno studio durato otto mesi sulla malattia di Alzheimer, i pazienti che assumevano un prodotto a base di micelio di Reishi hanno mostrato un miglioramento significativo.

In Cina i Reishi sono utilizzati per gli effetti rilassanti a livello muscolare ed analgesici. In uno studio essi alleviarono l’ansia di 18 su 20 pazienti, dopo un mese di utilizzo. Si concluse che questi funghi possiedono una funzione essenzialmente calmante, ma non narcotica né ipnotica.

Il Reishi come cardiotonico

Da secoli il Reishi è conosciuto per i suoi effetti cardiotonici. Veniva prescritto di routine a coloro che soffrivano di malattie coronariche ed angina. Vari ricercatori cinesi scoprirono che il Reishi migliorava il flusso sanguigno ed abbassava il consumo di ossigeno a livello cardiaco (3).

Risultati simili furono riscontrati anche dagli studiosi giapponesi (1, 4). Questi scoprirono che il Reishi contiene acidi ganoderici (che appartengono ad un gruppo di sostanze naturali dette triterpeni) che sono in grado di provocare un abbassamento della ipertensione sanguigna, un abbassamento dell’ipercolesterolemia ed una inibizione dell’aggregazione piastrinica, tutti fattori che possono portare ad attacchi cardiaci o ad altri problemi circolatori.

I triterpeni contenuti nel Reishi sono così importanti che in Giappone essi vengono utilizzati per determinare la qualità e l’autenticità del fungo.

In un trial clinico eseguito presso l’Università di Tokio, quasi metà dei 53 pazienti ipertesi (precisamente il 47,5%) ebbe un abbassamento della pressione sanguigna pari a 10-19 mm di mercurio ed il 10% dei sogetti ebbe un calo della pressione pari a 20-29 mm di mercurio dopo l’assunzione di un esratto a base di funghi Reishi (1).

Risultati simili furono osservati in un altro test in Cina, con la completa assenza di effetti collaterali (1). Un altro studio cinese dimostrò che i livelli di LDL (il colesterolo cattivo) precipitarono nel 68% dei 90 pazienti in cura, dopo una cura di Reishi della durata di solamente 1-4 mesi.

Recentemente anche gli studiosi russi hanno iniziato ad interessarsi del Reishi.

Essi hanno scoperto che, oltre ai benefici cardiovascolari di cui si è gà detto, i Reishi mostrarono una significativa azione preventiva e terapeutica contro la formazione delle placche aterosclerotiche.

 Torna a Newsletter