Ortica (5a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza

ATTIVITA’ BIOLOGICHE E RICERCHE CLINICHE (2)

L’ultima area di ricerca sull’ortica si focalizza nella sua utilità nell’infiammazione prostatica (prostatite) e nella iperplasia prostatica benigna (BPH).

In oltre 20 test clinici, la radice di ortica (da sola o combinata con altre erbe) ha dimostrato di poter portare un miglioramento dei sintomi clinici della BPH e della prostatite.

La prostatite è l’infiammazione della ghiandola prostatica e dei tessuti circostanti, solitamente di origine batterica, mentre la BPH è un ingrossamento della prostata, legato all’età e non maligno, dovuto ad un aumento del numero delle cellule.

Mentre i benefici dell’ortica nella prostatite sono probabilmente legati alla sua documentata attività antiinfiammatoria (dimostrata nelle artriti e nelle riniti), quelli nella BPH sono legati ad una azione a livello ormonale.

La BPH, la più comune malattia della prostata che generalmente affligge gli uomini a partire dai 40 anni di età, origina a livello ormonale.

Gli androgeni come il testosterone, come anche gli estrogeni come l’estradiolo e l’estrone, sono stati dimostrati essere la causa di BPH in studi effettuati su animali.

Più che il testosterone, che comunque gioca un ruolo primario nella genesi della BPH, sembra che sia la sua conversione nel molto più potente diidrotestosterone a dare i maggiori problemi. Questa conversione, inoltre, aumenta con l’aumentare dell’età, per ragioni sconosciute.

Quando è in eccesso, il diidrotestosterone causa una crescita patologica della prostata.

Gli estrogeni, che pure aumentano all’aumentare dell’età dell’uomo, influenzano il tessuto prostatico stimolandone la crescita cellulare.

Questi ormoni si diffondono in tutto l’organismo sia come molecole libere che legati a proteine. Una di queste proteine viene chiamata globulina legata all’ormone sessuale (SHBG); il suo ruolo è quello di mantenere un dinamico bilanciamento ormonale. L’SHBG si lega agli ormoni e li trasporta a diversi recettori situati sulle membrane cellulari, dove possono essere utilizzati in differenti modi.

Gli effetti di tutto ciò dipendono da qual è l’ormone che viene legato e su quali recettori viene trasportato.

Ad esempio, negli uomini, gli estrogeni e il diidrotestosterone legati alla SHBG sono generalmente trasportati ai recettori posti nella ghiandola prostatica ed una volta accumulati in quantità eccessive possono stimolare le cellule del tessuto prostatico a dividersi e crescere rapidamente, causando così la BPH.

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