Ortica (6a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza

ATTIVITA’ BIOLOGICHE E RICERCHE CLINICHE (3)

Alcune delle più recenti ricerche sulla BPH indicano che l’ortica può interferire o bloccare alcuni processi chimici ormonali implicati nello sviluppo della BPH.

Nella ricerca clinica l’ortica ha dimostrato la capacità di bloccare la conversione del testosterone in diidrotestosterone (inibendo un enzima necessario per tale trasformazione), come anche di legarsi direttamente alla SHBG, prevenendo così il legame della SHBG con altri ormoni.

Altre ricerche hanno anche portato alla scoperta che l’ortica può prevenire il posizionamento della SHBG già legata ad un ormone ai recettori della prostata; essa sarebbe anche in grado di far diminuire la produzione di estrogeni (estradiolo ed estrone) inibendo un enzima necessario alla loro sintesi.

Questo sembra piuttosto complicato, ma alla base di tutto ciò c’è il fatto che la maggior parte dei complessi processi intercellulari che portano alla formazione di nuove cellule, portando ad un aumento del volume della prostata, sembrano poter essere inibiti dall’ortica.

Molti studi effettuati su uomini ed animali confermano questi effetti e questi benefici.

In uno studio sono stati coinvolti 134 uomini sofferenti di BPH ed a questi sono stati somministrati 300 mg di radice di ortica associata a 25 mg. Di pygeum. Dopo 28 giorni si evidenziò una riduzione della ritenzione urinaria e della frequenza di urinazione notturna.

Uno studio clinico randomizzato ed in doppio cieco fu condotto su 543 pazienti sofferenti di BPH somministrando una associazione di saw palmetto e radice di ortica ad un gruppo e un farmaco chiamato finasteride all’altro gruppo.

Il flusso medio urinario aumentò in entrambi i gruppi, mentre la frequenza di urinazione diminuì in entrambi i gruppi. Anche altri sintomi tipici della BPH diminuirono in tutti i pazienti mentre gli effetti collaterali furono sensibilmente inferiori nel gruppo che aveva assunto l’associazione erboristica rispetto a quello trattato con la finasteride.

Bisogna anche notare che gli ormoni di cui si è parlato hanno anche una profonda attività sulla copertura pilifera, sia nell’uomo che nella donna.

La perdita di capelli sia negli uomini che nelle donne è da mettere in relazione con gli alti livelli di diidrotestosterone.

Anche se non sono ancora stati effettuati studi clinici sull’utilizzo dell’ortica nel trattamento della calvizie relazionata al diidrotestosterone, la ricerca ha confermato che l’ortica può prevenire la conversione del testosterone in diidrotestosterone.

Altre ricerche in questo senso saranno sicuramente effettuate in un prossimo futuro.

 Torna a Newsletter