Gynostemma (3a parte). 

Tratto dalla rete

Traduzione di Marco Turazza 

Gynostemma 

La Gynostemma pentaphyllum è una pianta cinese che presenta una potente azione adattogena; essa è tuttora relativamente sconosciuta nel mondo occidentale, nonostante questo stia rapidamente cambiando.

Quest’erba è stata utilizzata in Cina per secoli a scopo culinario e come tisana; essa è stata tradizionalmente coltivata nelle regioni montane della Cina centromeridionale, in un’area leggendariamente famosa per la longevità dei suoi abitanti e per la bassa percentuale dei tumori riportati.

La Gynostemma è conosciuta per essere un adattogeno, cioè essere in grado (come anche altre erbe) di adattarsi allo stress ripristinando l’omeostasi, quindi il bilanciamento dei vari sistemi organici, compresa la pressione arteriosa, la funzione riproduttiva, la funzione digestiva, la risposta immunitaria, la funzione mentale, la capacità fisica, etc.

Viene anche chiamata "Ginseng del sud", a causa della presenza di una grande quantità di saponine particolari chiamate Gipenosidi, che sono molto simili ai ginsenosidi trovati nel Ginseng.

Un articolo di farmacologia del 1988 ha identificato 82 diverse saponine, molte delle quali efficaci per il trattamento dei tumori, per l’abbassamento dei grassi plasmatici e per trattare le ulcere.

Attività antiossidante e protettiva.

Uno studio del 1993 di Benjamin Lau, medico, ed altri, prese in considerazione diversi modelli di stress ossidativo, e trovò che le saponine della Gynostemma provocano una diminuzione della produzione di radicali liberi a livello delle cellule immunitarie, proteggono le membrane biologiche (come ad esempio quelle delle cellule epatiche) dai danni ossidativi, migliorano la funzionalità delle cellule endoteliali vascolari.

I ricercatori conclusero che "l’estesa attività antiossidante della Gynostemma potrebbe essere importante per la prevenzione ed il trattamento di varie malattie come aterosclerosi, epatiti ed altre malattie del fegato."

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